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Stress, cervello e malattie. Quali implicazioni psicopatologiche e quali interventi farmacologici?
Società Italiana di Farmacologia Lo stress rappresenta un forte fattore di suscettibilità nel contesto di molti disturbi psichiatrici, in particolare per la depressione, i disturbi dell’umore e in parte anche per la schizofrenia. Tuttavia i suoi effetti hanno implicazioni a 360 gradi andando a coinvolgere altre patologie di tipo neurologico o anche metabolico.

Quali meccanismi entrano in gioco e quali potrebbero essere i possibili interventi farmacologici? Ronald Duman (Yale University): la ricerca ora deve puntare su una migliore caratterizzazione dei processi indotti dalla ketamina, molecola usata per disturbi diversi dalla depressione, perché, mentre gli antidepressivi attualmente in commercio agiscono soprattutto sui recettori della serotonina, essa agirebbe sui recettori di altri neurotrasmettitori, i cui livelli si sbilanciano proprio durante la depressione.

Se ne è discusso al Convegno monotematico The stressed brain: psychopathologic implications and pharmacological intervention, realizzato dal Gruppo di Lavoro di neuropsicofarmacologia della Società Italiana di Farmacologia (SIF) all’Università di Milano il 3 e 4 marzo.

Milano 4 Marzo 2016.

Stress e malattie: un legame molto stresso
Dalla depressione alla schizofrenia, sino a una lunga serie di disturbi psichiatrici e neurologici, ma anche malattie metaboliche, e poi ipertensione arteriosa, aumento di peso e aumento dello stato infiammatorio: lo stress espone l’organismo a pericolose condizioni che possono cronicizzarsi nel tempo. La lista di queste patologie è lunga. Il gruppo di lavoro di neuropsicofarmacologia della Società Italiana di Farmacologia (SIF), in collaborazione con l’Università di Milano e la partecipazione di numerosi rappresentanti da Università italiane e straniere, ha deciso di dedicare un convegno al legame tra stress e malattie, in particolare, della sfera psichiatrica, al fine di valutare quali possano essere le relative misure di tipo farmacologico e di tipo terapeutico da intraprendere. Ad oggi un numero elevato di soggetti affetti da depressione risponde ancora in maniera insufficiente o insoddisfacente agli interventi terapeutici, con un determinato farmaco, e anche cambiando terapia, soprattutto se esposto a stress. Studiando allora le dinamiche biochimiche alla base dello stress, a livello sperimentale, sarà possibile identificare quei fattori predittivi della mancata risposta a un determinato trattamento farmacologico.

Lo stress ha un impatto diverso a seconda dell’età

Le patologie psichiatriche hanno certamente molti fattori scatenanti, ma sicuramente lo stress è tra quelli più importanti e con implicazioni diverse a seconda dei momenti della vita. Per esempio l’esposizione a stress durante i primi anni ha effetti diversi rispetto a un’esposizione più tardiva. Ci sono dati a dimostrare che esposizioni a stress contratte precocemente, in fase di gestazione o durante la prima infanzia, hanno un impatto permanente sulla funzionalità del sistema nervoso centrale. Proprio dalla prima infanzia, infatti, fino all’adolescenza non si è in grado di rispondere, come da adulti, a certe sollecitazioni ambientali avverse. In Europa ci sono milioni di persone che hanno subìto traumi durante le prime fasi della vita: lo dimostrano anche studi fatti in Romania sugli orfanotrofi. La difficoltà sta però nel collocare il punto di arrivo relativo alle esperienze pregresse che molte persone non raccontano. Se non è veritiero affermare che tutti coloro che hanno subìto, per esempio, un abuso svilupperanno una patologia psichiatrica, vero è che il rischio c'è ed è maggiore: si genera, infatti, una predisposizione e su questo i farmacologi hanno dati verificabili. Inoltre altri relatori del convegno hanno messo in evidenza che l’esposizione a particolari tipi di stress provoca alterazioni epigenetiche (ovvero cambiamenti che influenzano il fenotipo* senza alterare il genotipo*) che permangono per tutta la vita e fanno sì che gli equilibri neurochimici e funzionali siano permanentemente modificati. Non conosciamo ancora perfettamente quale sia la portata di tutto quanto è stato studiato sul legame tra stress e malattie psichiatriche e quindi si parla di alterata suscettibilità: infatti non tutte le persone esposte a stress, anche precocemente, si ammalano. La scommessa sarà allora capire perché c'è chi, tra chi è stato esposto a stress, va incontro a malattia, chi rimane a rischio di ammalarsi ma anche chi riesce a non ammalarsi mai.

Stress e farmaci

Esistono molecole che hanno un’azione abbastanza diretta sui meccanismi correlati allo stress, anche se alcuni di questi farmaci sono a disposizione solo a livello sperimentale. Tuttavia proprio i meccanismi che provocano stress (ed espongono alla lunga serie di malattie citate) sono soprattutto ambientali, molteplici e difficili da controllare: non esiste una “pillola” che “spegne” lo stress. Bisogna quindi concentrarsi nel valutare in quale modo farmaci di diversa natura, e con diversi meccanismi d’azione, entrino in gioco nel regolare le alterazioni già indotte dallo stress, che non sono correlate solo ai glucocorticoidi (ormoni come il cortisolo la cui secrezione è indotta dallo stress) ma anche al glutammato, che nel sistema nervoso funge anche da neurotrasmettitore eccitatorio. Ronald Duman – Dipartimento di Psichiatria della Yale University School of Medicine – autore di fama mondiale per i suoi studi sul legame tra stress e depressione – propone di rafforzare la ricerca su due molecole già conosciute ma usate per altri bersagli: scopolamina e ketamina: «Basse dosi di ketamina – osserva lo studioso – sono in grado di portare a rapide modifiche del disequilibrio neurochimico alla base della depressione in pazienti resistenti ai farmaci tradizionali: la scommessa è allora capire come nuovi derivati di questa molecola potranno tradursi in farmaci innovativi».

*Vocabolario
Fenotipo: Insieme di tutte le caratteristiche somatiche osservabili di un organismo, dettate dai geni e dalle modificazioni che gli stessi geni subiscono da parte dell’ambiente (stili di vita e/o esposizione a sostanze) durante la vita.
Genotipo: Si riferisce all'insieme di tutti i geni che compongono il DNA, acquisiti per via ereditaria da un organismo. L’espressione dei prodotti dei geni determina il fenotipo.

La Società Italiana di Farmacologia (SIF) e i relatori sono a disposizione degli interlocutori di stampa, media, associazioni di categoria per chiarimenti e approfondimenti

Organizzatori scientifici: professori Marco A. Riva (Università degli studi di Milano) e Fabio Tascedda (Università degli studi di Modena e Reggio Emilia).

Società Italiana di Farmacologia
Segreteria Organizzativa – Via Giovanni Pascoli, 3 - 20129 Milano
Tel 02 29520311 - Fax 02 700590939 - E-mail: sif.informazione@segr.it

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