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Attenti al make up per i più piccoli

I pediatri avvertono: attenzione al trucco sulla pelle dei bambini. In aumento, a causa di cosmetici e make up, le dermatiti da contatto o allergiche.






In aumento del 16% le dermatiti da contatto o allergiche nella fascia di età 8 – 12 anni. A lanciare l’allarme è lo specialista Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (FIMP), in occasione della sesta edizione del congresso nazionale della Federazione. Secondo i dati raccolti, a provocare le fastidiose reazioni sulla pelle dei più piccoli sarebbe l’uso sempre più diffuso che viene fatto di cosmetici, profumi e tatuaggi temporanei.






Dunque, soprattutto per le bambine, l’usanza di sottoporre la cute a sostanze non sempre prive di alcool, conservanti e metalli pesanti causerebbe la comparsa di reazioni allergiche e dermatiti. L’abitudine di lasciare libero accesso ai giovanissimi al mondo della cosmesi sta diventando sempre più diffusa. Prova evidente è che il mercato del make up, se prima si indirizzava esclusivamente a un pubblico adulto, da qualche tempo a questa parte si rivolge direttamente anche al mondo dell’infanzia, tanto da provocare la reazione di una parte della comunità scientifica. Difatti, oltre a un dilemma etico, a scaturirne è la preoccupazione dei medici sulle conseguenze che l’utilizzo di questi prodotti possono avere sulle pelle.

L’allarme non investe solo i cosmetici, ma anche i tatuaggi temporanei, che spesso bambini e adolescenti usano applicare sulla cute e che lì rimangono per almeno 2 settimane. La composizione di questi ultimi, infatti, non sempre sarebbe chiara, e ciò provocherebbe, secondo lo specialista, “un sensibile aumento di reazioni allergiche ai tatuaggi all'henné che sono in realtà praticati con miscugli di sostanze chimiche, tra cui la parafenilendiamina (PPD), con potenzialità fortemente allergizzanti”. L’hennè da solo è dunque innocuo, ma il mix con altre sostanze lo renderebbe portatore di allergie. L’abitudine di truccarsi in tenera età è purtroppo sempre più diffusa e porre un limite sembrerebbe un compito assai arduo. Difatti, come spiega ancora Giuseppe Mele, “Non c'e' una legge che preservi il bambino da questi rischi”. Il compito principale spetta ai genitori, sebbene l’allarme dei pediatri riguardi anche il comportamento di questi ultimi, spesso ritenuti responsabili degli atteggiamenti sbagliati dei propri piccoli.

A tal proposito, sempre il presidente FIMP, tiene a sottolineare come oggi i bambini “sono considerati sempre più come giocattoli in vetrina, una spettacolarizzazione e un accessorio dei desideri dei genitori”. Dunque, il consiglio degli specialisti è quello di non lasciare che le mode investano anche i piccoli, vittime inconsapevoli di un mercato sempre più spietato. Da qui l’esortazione ai genitori di vegliare sulle abitudini dei propri bambini affinché alcuni atteggiamenti, tollerabili solo in certe speciali circostanze, non diventino un’abitudine. Il consiglio più immediato fornito dagli specialisti è quello di “scegliere il trucco tra prodotti privi di conservanti e profumi, in cui sia stata già testata la quantità presente di metalli pesanti, in particolare nichel, cromo e cobalto”. E soprattutto non rendere il bambino un bersaglio facile del mondo del marketing e preservarlo da eventuali incursioni di quest’ultimo nella vita di tutti i giorni.



(Fonte: Fastweb)


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