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Giù la melatonina con l'insonnia pre-mestruale?

Potrebbe essere tutta colpa dell'ormone del sonno se l'umore va sotto i piedi con la sindrome pre-mestruale. Un calo nella produzione della melatonina sarebbe, infatti, tra le cause del cosiddetto disordine disforico pre-mestruale (Pmdd), noto anche come Sindrome pre-mestruale, caratterizzato da irritabilità, depressione, difficoltà a concentrarsi, nervosismo, oltre a dolore e crampi.Una condizione che accomuna l'8% delle donne e si verifica nei momento immediatamente precedenti l'ovulazione, nella fase follicolare asintomatica, e nel fase luteale, quella post-ovulatoria. I ricercatori del Douglas Mental Health University Institute hanno scoperto il collegamento a partire da uno dei sintomi più frequenti riferiti dalle donne durante la mestruazione, l'insonnia.






Ed in effetti, gli esami del sangue hanno confermato che nei giorni che precedono le mestruazioni, nelle donne con Pmdd si presenta una riduzione marcata della secrezione di melatonina. Il 70% delle donne, secondo i ricercatori, soffrirebbero della difficoltà a dormire durante il ciclo e nei giorni successivi. Infatti, la riduzione della melatonina sarebbe significativa anche durante la fase post-ovulatoria (o luteale) del ciclo.






Cibi ricchi di vitamina B - La Sindrome premestruale si combatte anche con una dieta a base di vitamina B. A dirlo uno studio dell’American Journal of Clinical Nutrition secondo cui chi mangia cibi più ricchi di B, come i cereali integrali, il lievito di birra, il fegato, i legumi, il germe di grano e la frutta a guscio, sente meno i sintomi che precedono il periodo delle mestruazioni e che colpiscono almeno una donna su sei. Più del 60% delle donne che avevano nel loro menu giornaliero almeno 1,9 milligrammi di tiamina godevano di una migliore protezione dalla sindrome premestruale. Medesimi risultati si sono riscontrati nelle donne che consumavano alimenti con un’assunzione di 2,5 milligrammi di riboflavina.

(Fonte: Il Sole 24ore))


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