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La telemedicina è l'evoluzione naturale delle cure nell'era digitale



Roma - Le donne italiane sottovalutano i primi sintomi dell'infarto miocardico acuto arrivando più tardi in ospedale rispetto agli uomini. E' il risultato dello studio indipendente 'Octavia' presentato a Genova al 35/mo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia invasiva.
La telemedicina è l''evoluzione naturale' delle cure nell'era digitale, e sempre di più terapie e monitoraggi dei pazienti si sposteranno fuori dall'ospedale, spinte anche dalla sempre maggiore disponibilità di sensori e app dedicati. È questo il messaggio principale della European Telemedicine Conference di Roma che per due giorni vede riuniti i maggiori esperti del continente e non solo per fare il punto sullo stato dell'arte di questo settore, che secondo alcune proiezioni entro la fine del decennio interesserà almeno un quarto delle terapie.
La telemedicina è già qui, ed è necessaria - ha spiegato nella prima sessione Andrew Watson, Chief Medical Information Officer della University of Pittsburgh Medical School - noi passiamo il 95% del nostro tempo a casa o al lavoro, ma in questi luoghi non si offre salute. Eppure ci sono già prove dell'efficacia di queste applicazioni, ad esempio nel morbo di Crohn abbiamo notato una grande riduzione degli esami medici e della necessità di interventi ulteriori quando si monitora la condizione del paziente da remoto, e per l'insufficienza cardiaca la telemedicina può abbassare il tasso di ricoveri dal 28 al 5%. S tratta di portare la salute al paziente, ed è quello che il paziente vuole''.
La conferenza, aperta da un discorso del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è stata organizzata da HIMSS Europe con Badalona Serveis Assistencials, NHS 24, Norwegian Centre for Integrated Care and Telemedicine, Odense University Hospital e, per l'Italia, da UPMC Italy. ''L'Italia - spiega Laura Raimondo, managing director di Upmc Italy - è stato il primo paese europeo a pubblicare delle linee guida per la telemedicina, e ha dato un grande impulso anche alle Regioni in questo senso''.

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