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Problemi uditivi in aumento


Fondamentale cogliere i primi disturbi di Fischi, ronzii, percezioni uditive distorte, ipoacusia: i problemi dell'udito sono in crescita e secondo stime recenti aumenteranno del 2 per cento tra 10 anni. L'allarme è nelle cifre: il 12% della popolazione generale italiana, circa otto milioni di persone, soffre di disturbi uditivi, il 4% già dai 13 ai 45 anni, il 14% dai 46 ai 60 anni, mentre oltre mezzo milione di adulti sono affetti da sordità grave invalidante.
Millecinquecento bambini nascono ogni anno con sordità congenita, che compromette lo sviluppo e l’uso del linguaggio, ma anche l’integrazione nella scuola e nella società. Ma non basta.Stando ai dati dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, forniti nel 2007, le ipoacusie e le sordità in ambiente di lavoro rappresentano nella penisola rispettivamente il 39,3% delle malattie professionali, percentuale però sicuramente in calo rispetto al 50% del 2000, grazie alla migliore prevenzione.
Negli ambienti di vita non lavorativa l’esposizione a rumore costituisce però un problema e il trend non sembra in calo. Colpa soprattutto dell'inquinamento acustico: traffico stradale, prima causa di “frastuono” nei paesi occidentali (nelle zone ad alta intensità urbana si aggira intorno agli 80-100 decibel), cantieri, soprattutto nelle grandi città, rombi d’aereo, ma anche vita domestica, musica in cuffia per molte ore al giorno e a tutto volume (oltre 85-90 decibel), concerti all’aperto. In Italia il 70-75% della popolazione sarebbe esposta anche solo episodicamente a livelli di rumore ambientale superiori a quelli ritenuti accettabili dalla normativa vigente, ma spesso l’assuefazione al rumore è tale da non accorgersi di quanto si siano superati i limiti di tolleranza.






Il 30% della popolazione dell’Unione Europea sarebbe letteralmente “bombardata” da una “dose” quotidiana di inquinamento acustico superiore ai 55 decibel e livelli superiori a 85 decibel, ripetuti e prolungati, possono provocare effetti nocivi permanenti sul sistema uditivo, ma anche su altri apparati, come quello ormonale, neuropsicologico, cardiovascolare e respiratorio. I più vulnerabili sono i bambini e gli anziani, per i quali non è prevista alcuna protezione, nè il monitoraggio sanitario preventivo, applicato invece a chi lavora.
Non c'è però solo l'inquinamento acustico. A parte le sordità congenite genetiche (il 50% delle sordità infantili gravi), l'ipoacusia è dovuta a cause infettive e virali, otiti croniche, traumi cranici, farmaci ototossici, problemi vascolari, forme ereditarie e autoimmuni (progressive), labirintiti e senescenza.
La prevenzione della sordità è stata anche quest'anno al centro delle iniziative dell’AIRS Onlus (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità), che il 29 novembre ha aperto le porte di 220 ospedali italiani, offrendo l’opportunità di incontrare medici e tecnici degli ambulatori di otorino e di audiologia e di sottoporsi a un semplice esame audiometrico. La giornata rientra nella “Settimana AIRS per la lotta alla sordità” (dal 24 al 30 novembre), con eventi sul territorio di sensibilizzazione ed informazione, convegni, incontri con la stampa e con i cittadini.






“Prevenzione e diagnosi precoce restano infatti due armi fondamentali per contenere questo fenomeno in forte crescita, ma serve un'azione più articolata e capillare e un maggiore accesso ai centri specialistici e alle cure - spiega Giancarlo Cianfrone, presidente dell'AIRS e Direttore dell’Unità Complessa di Audiologia, dell’Istituto di Clinica Otorino del Policlinico Umberto I di Roma ( telefono 06-49976856)- “L'iniziativa nasce anche dall'analisi dei dati della Giornata 2010, dai quali è emerso che solo il 15% del campione delle persone sottoposte all'esame gratuito dell'udito pensa di avere una buona conoscenza del problema sordità, mentre il 51% ritiene di avere una preparazione appena sufficiente e ben il 34% totalmente inadeguata".
Che fare allora per prevenire le ipoacusie gravi? “Nel momento in cui si percepiscono i primi disturbi, come sentire, ma non capire ciò che viene detto, fischi-ronzii, percezioni sonore distorte, ci si dovrebbe rivolgere subito allo specialista otorinolaringoiatra”. - avverte Cianfrone -” Ai giovani, soprattutto se frequentano concerti e discoteche o se ascoltano musica con le cuffie, consiglio di fare un esame audiometrico almeno una volta l'anno. Nel caso il test rivelasse un danno uditivo incipiente, lo specialista consiglierà ulteriori approfondimenti audiologici ed eventuali trattamenti per evitare che il danno all'udito diventi irreparabile e comprometta la qualità di vita”.
E resta una regola sempre valida, evitare di esporsi ad ambienti troppo rumorosi per lunghi periodi, utilizzare mezzi di protezione acustica quando prescritti o consigliati, abituare i bambini ad ambienti sonori confortevoli, evitando di esporli a livelli acustici troppo alti.

di Brigida Stagno

Fonte: Tiscali



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