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Stress sul lavoro, infarto in agguato

Le persone che soffrono maggiormente lo stress da lavoro sono a serio rischio (fino al 79%) di malattie cardiache, nonché una serie di implicazioni sulla vita quotidiana che includono l’insonnia, l’ansia e perfino l’obesità

Chi è più stressato al lavoro rischia grosso.
Ne va di mezzo la salute. In particolare quella cuore e arterie.
E’ questo l’allarme lanciato dagli esperti della facoltà di Medicina dell’Università di Tel Aviv (TAU) in Israele.

La summa di tutte le situazione stressogene cui una persona può essere esposta si concretizza in quella che viene chiamata “sindrome burnout”. Ed è proprio questa concomitanza di logorio a cui si è esposti che può mettere in serio pericolo la salute e la vita dei lavoratori.
Questa sindrome, oltre a esporre al rischio di malattie cardiovascolari ed eventi cardiaci come infarto o ictus, è stata associata dai ricercatori a condizioni come l’obesità, l’ansia e l’insonnia.







In questo studio, pubblicato su Psychosomatic Medicine, la dottoressa Sharon Toker, insieme ai colleghi Samuel Melamed, Shlomo Berliner, David Zeltser e Itzhak Shpira, ha trovato un legame tra la sindrome burnout da lavoro e la malattia coronarica (CHD), caratterizzata da un accumulo di placche nelle arterie coronarie che porta ad attacchi di angina o di cuore.
Lo studio ha visto il coinvolgimento di quasi 9mila uomini e donne di età compresa tra i 19 e i 67 anni. Tutti sani e che esercitavano un mestiere.

I partecipanti sono stati seguiti per una media di 3,4 anni, durante i quali sono stati sottoposti agli esami clinici di routine e sono stati misurati i livelli di bornout e l’eventuale presenza (e livello) di malattia coronarica (CHD).
In parallelo, gli scienziati hanno analizzato i fattori di rischio che, in genere, sono collegati alla CHD come per esempio il sesso, l’età, la storia familiare di malattie cardiache e il vizio del fumo.

Durante il periodo di follow-up, si sono registrati 93 nuovi casi di CHD.
I risultati dello studio hanno permesso ai ricercatori di associare la sindrome burnout a un rischio medio del 40 per cento maggiore di sviluppare la CHD. Ma, si è scoperto che per il 20 per cento dei partecipanti con i più alti punteggi di burnout, il rischio aumentava di ben il 79 per cento.
Nonostante un rischio così alto sia piuttosto inquietante, la dottoressa Toker ritiene che con un più esteso periodo di follow-up, i risultati sarebbero ancora più drammatici.







L’allarme dei medici pare dunque più che giustificato, tenuto conto che la sindrome burnout è risultata essere un fattore di rischio ancora più forte che non i classici fattori come il vizio del fumo, i livelli di grassi nel sangue, la sedentarietà e così via.
Elevati livelli di stress sul posto di lavoro – determinati magari dalla mole di lavoro stesso, da orari prolungati, dalla mancanza di sostegno emotivo, ma anche dalla frustrazione e la mancanza di controllo sulle situazioni – possono causare un lento ma persistente logorio, che ha il suo impatto pesante e negativo sulla salute psico-fisica.
Attenzione dunque allo stress – per quanto possibile.

(Fonte: La Stampa)


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