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ADEPRIL 30CPR RIV 25MG

 Monografia di ADEPRIL 30CPR RIV 25MG
  
  MECCANISMO D'AZIONE
  Antidepressivo appartenente alla classe dei tricilici. L'amitriptilina
  e' caratterizzata da una spiccata attivita' anticolinergica, da un'az
  ione inibente la ricaptazione di vari neurotrasmettitori a livello pre
  sinaptico. L'amitriptilina esercita inoltre alla periferia un effetto
  adrenolitico.

  INDICAZIONI
  Depressione endogena - Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiv
  a - Depressione reattiva - Depressione mascherata - Depressione neurot
  ica - Depressione in corso di psicosi schizofreniche - Depressioni inv
  olutive - Depressioni gravi in corso di malattie neurologiche o di alt
  re affezioni organiche.

  CONTROINDICAZIONI
  Ipersensibilita' nota verso i componenti. Glaucoma. Ipertrofia prostat
  ica, stenosi pilorica e altre affezioni stenosanti dell'apparato gastr
  o-enterico e genito-urinario. Malattie epatiche. Insufficienza cardiac
  a. Disturbi del ritmo e della conduzione miocardica. Periodo di recupe
  ro post-infartuale. Gravidanza accertata o presunta. Allattamento. Sog
  getti di eta' inferiore a 12 anni. SPECIALI PRECAUZIONI D'IMPIEGO. Uso
  nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni. Gli antidepressivi t
  riciclici non devono essere utilizzati per il trattamento di bambini e
  adolescenti sotto i 18 anni. Gli studi condotti nella depressione in
  bambini di questo gruppo di eta' non hanno dimostrato l'efficacia per
  questa classe di farmaci. Studi con altri antidepressivi hanno messo i
  n evidenza rischio di suicidio, autolesionismo e ostilita' correlato c
  on tali farmaci. Tale rischio puo' verificarsi anche con gli antidepre
  ssivi triciclici. Inoltre, gli antidepressivi triciclici sono associat
  i ad un rischio di eventi avversi cardiovascolari in tutti i gruppi di
  eta'. Deve essere tenuto presente che non sono disponibili dati di si
  curezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti la
  crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

  EFFETTI INDESIDERATI
  EFFETTI ANTICOLINERGICI: cefalea, secchezza delle fauci, visione indis
  tinta, midriasi, ipertono oculare, cicloplegia, tachicardia, stipsi, d
  isuria, ritenzione urinaria. EFFETTI CARDIO-VASCOLARI: ipotensione ort
  ostatica, ipertensione, turbe del ritmo e della conduzione, arresto ca
  rdiaco, appiattimento dell'onda T ed altre modificazioni del tracciato
  dell'elettrocardiogramma (ECG); insufficienza cardiaca, infarto mioca
  rdico, ictus. EFFETTI NEUROLOGICI: modificazioni dell'elettroencefalog
  ramma (EEG); vertigini, tremori, atassia, disartria o altri segni extr
  apiramidali, convulsioni, parestesie alle estremita' e neuropatie peri
  feriche. EFFETTI PSICOLOGICI: sedazione, sonnolenza, astenia ovvero an
  sieta', agitazione, stati confusionali con illusioni e allucinazioni s
  pecie nei soggetti anziani, euforia, reazioni ipomaniacali, viraggio v
  erso la fase maniacale in soggetti con psicosi bipolari, esacerbazione
  di stati psicotici. Le manifestazioni psicotiche possono essere tratt
  ate riducendo il dosaggio o associando un fenotiazinico alla terapia a
  ntidepressiva. REAZIONI GASTRO-INTESTINALI: anoressia, nausea, vomito,
  diarrea, stomatiti, adeniti sublinguali e parotidee; ittero e modific
  azione degli indici di funzionalita' epatica (aumento delle transamina
  si, della fosfatasi alcalina etc.). EFFETTI ENDOCRINI: ginecomastia, g
  alattorrea, alterazioni della libido, variazioni del tasso glicemico,
  aumento del peso corporeo. REAZIONI EMATOLOGICHE: eosinofilia, depress
  ione midollare con agranulocitosi, trombocitopenia e porpora. REAZIONI
  ALLERGICHE: prurito, orticaria, eritemi, petecchie, edema generalizza
  to o localizzato alla faccia e alla lingua. La comparsa di importanti
  effetti collaterali richiede sempre l'interruzione del trattamento; gl
  i effetti collaterali di minore importanza, come quelli anticolinergic
  i, possono attenuarsi durante la terapia o essere controllati con oppo
  rtuni aggiustamenti del dosaggio.

  INTERAZIONI
  INIBITORI DELLE MONOAMIOSSIDASI (IMAO): gli antidepressivi triciclici
  non debbono essere associati a farmaci IAMO per la possibilita' di gra
  vi effetti collaterali (ipertermia, convulsioni, coma, exitus); qualor
  a si renda indispensabile sostituire un IMAO con un triciclico e' nece
  ssario lasciar trascorrere un intervallo di almeno due settimane. FARM
  ACI IPOTENSIVI: gli antidepressivi triciclici bloccano il recupero sin
  aptico della guanetidina e di altri ipotensivi con analogo meccanismo
  di azione, riducendone l'attivita' terapeutica. FARMACI SIMPATICOMIMET
  ICI: durante il trattamento non debbono, in generale, essere somminist
  rati farmaci simpaticomimetici in cui effetti, specie quelli sul cuore
  e sul circolo, possono essere sensibilmente accentuati. L'associazion
  e tra amitriptilina e L-dopa facilita la comparsa di ipotensione e di
  aritmie cardiache. Il malato dovra' inoltre evitare l'uso di decongest
  ionanti nasali e i prodotti usati nella cura dell'asma e delle pollino
  si contenenti sostanze simpaticomimetiche. FARMACI ANTICOLINERGICI: pa
  rticolare attenzione richiede l'impiego di farmaci parasimpaticolitici
  , specie quelli utilizzati nella terapia del morbo di Parkinson. SOSTA
  NZE AD AZIONE DEPRESSIVA SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE: gli antidepress
  ivi triciclici possono accentuare l'azione di tali farmaci come gli ip
  notici, sedativi, ansiolitici e anestetici. Il trattamento antidepress
  ivo dovrebbe essere sospeso quanto piu' precocemente consentito dalla
  situazione clinica prima di un intervento chirurgico di elezione. Si r
  accomanda di non assumere bevande alcoliche durante la cura. ALTRI FAR
  MACI: i farmaci triciclici, per la loro azione anticolinergica, posson
  o prolungare il tempo di svuotamento gastrico; alcune sostanze, come l
  a L-dopa e il fenilbutazone, possono essere trattenuti per un periodo
  sufficiente alla loro inattivazione nello stomaco. I barbiturici, per
  il loro effetto induttivo sui sistemi microsomiali del fegato, possono
  stimolare il metabolismo del farmaco mentre varie fenotiazine, l'alop
  eridolo e la cimetidina ne possono ritardare l'eliminazione aumentando
  ne la concentrazione ematica. Il legame dell'amitriptilina con le prot
  eine del plasma puo'essere ridotto per competizione dalla fenitoina, i
  l fenibutazone, l'aspirina, la scopolamina e le fenotiazine.

  POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE
  La dose quotidiana e' strettamente individuale; essa sara' stabilita d
  i volta in volta partendo da quantita' piu' basse che possono essere a
  umentate progressivamente sulla base della risposta clinica e della to
  llerabilita'. Di norma sono raccomandabili dosi minori negli anziani,
  nei giovani e nei pazienti ambulatoriali. A titolo di esempio si forni
  sce il seguente schema: TRATTAMENTO OSPEDALIERO. Iniziare con 100 mg a
  l di' in dosi refratte ed aumentare progressivamente fino a 200-300 mg
  al giorno in un periodo di circa 15 giorni. TRATTAMENTO AMBULATORIALE
  . Adulti: iniziare con 75 mg/die in dosi refratte ed aumentare fino a
  150 mg/die. Non e' raccomandabile superare i 200 mg/die. Soggetti giov
  ani ed anziani: 30-40 mg/die. In genere non e' necessario superare i 1
  00 mg/die. Raggiunto l'effetto clinico il dosaggio giornaliero deve es
  ssere gradualmente ridotto fino a stabilire la dose individuale di man
  tenimento che per lo piu' e' compresa tra 50 e 150 mg al giorno.

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