MECCANISMO D'AZIONE Antidepressivo appartenente alla classe dei tricilici. L'amitriptilina e' caratterizzata da una spiccata attivita' anticolinergica, da un'az ione inibente la ricaptazione di vari neurotrasmettitori a livello pre sinaptico. L'amitriptilina esercita inoltre alla periferia un effetto adrenolitico.
INDICAZIONI Depressione endogena - Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiv a - Depressione reattiva - Depressione mascherata - Depressione neurot ica - Depressione in corso di psicosi schizofreniche - Depressioni inv olutive - Depressioni gravi in corso di malattie neurologiche o di alt re affezioni organiche.
CONTROINDICAZIONI Ipersensibilita' nota verso i componenti. Glaucoma. Ipertrofia prostat ica, stenosi pilorica e altre affezioni stenosanti dell'apparato gastr o-enterico e genito-urinario. Malattie epatiche. Insufficienza cardiac a. Disturbi del ritmo e della conduzione miocardica. Periodo di recupe ro post-infartuale. Gravidanza accertata o presunta. Allattamento. Sog getti di eta' inferiore a 12 anni. SPECIALI PRECAUZIONI D'IMPIEGO. Uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni. Gli antidepressivi t riciclici non devono essere utilizzati per il trattamento di bambini e adolescenti sotto i 18 anni. Gli studi condotti nella depressione in bambini di questo gruppo di eta' non hanno dimostrato l'efficacia per questa classe di farmaci. Studi con altri antidepressivi hanno messo i n evidenza rischio di suicidio, autolesionismo e ostilita' correlato c on tali farmaci. Tale rischio puo' verificarsi anche con gli antidepre ssivi triciclici. Inoltre, gli antidepressivi triciclici sono associat i ad un rischio di eventi avversi cardiovascolari in tutti i gruppi di eta'. Deve essere tenuto presente che non sono disponibili dati di si curezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.
EFFETTI INDESIDERATI EFFETTI ANTICOLINERGICI: cefalea, secchezza delle fauci, visione indis tinta, midriasi, ipertono oculare, cicloplegia, tachicardia, stipsi, d isuria, ritenzione urinaria. EFFETTI CARDIO-VASCOLARI: ipotensione ort ostatica, ipertensione, turbe del ritmo e della conduzione, arresto ca rdiaco, appiattimento dell'onda T ed altre modificazioni del tracciato dell'elettrocardiogramma (ECG); insufficienza cardiaca, infarto mioca rdico, ictus. EFFETTI NEUROLOGICI: modificazioni dell'elettroencefalog ramma (EEG); vertigini, tremori, atassia, disartria o altri segni extr apiramidali, convulsioni, parestesie alle estremita' e neuropatie peri feriche. EFFETTI PSICOLOGICI: sedazione, sonnolenza, astenia ovvero an sieta', agitazione, stati confusionali con illusioni e allucinazioni s pecie nei soggetti anziani, euforia, reazioni ipomaniacali, viraggio v erso la fase maniacale in soggetti con psicosi bipolari, esacerbazione di stati psicotici. Le manifestazioni psicotiche possono essere tratt ate riducendo il dosaggio o associando un fenotiazinico alla terapia a ntidepressiva. REAZIONI GASTRO-INTESTINALI: anoressia, nausea, vomito, diarrea, stomatiti, adeniti sublinguali e parotidee; ittero e modific azione degli indici di funzionalita' epatica (aumento delle transamina si, della fosfatasi alcalina etc.). EFFETTI ENDOCRINI: ginecomastia, g alattorrea, alterazioni della libido, variazioni del tasso glicemico, aumento del peso corporeo. REAZIONI EMATOLOGICHE: eosinofilia, depress ione midollare con agranulocitosi, trombocitopenia e porpora. REAZIONI ALLERGICHE: prurito, orticaria, eritemi, petecchie, edema generalizza to o localizzato alla faccia e alla lingua. La comparsa di importanti effetti collaterali richiede sempre l'interruzione del trattamento; gl i effetti collaterali di minore importanza, come quelli anticolinergic i, possono attenuarsi durante la terapia o essere controllati con oppo rtuni aggiustamenti del dosaggio.
INTERAZIONI INIBITORI DELLE MONOAMIOSSIDASI (IMAO): gli antidepressivi triciclici non debbono essere associati a farmaci IAMO per la possibilita' di gra vi effetti collaterali (ipertermia, convulsioni, coma, exitus); qualor a si renda indispensabile sostituire un IMAO con un triciclico e' nece ssario lasciar trascorrere un intervallo di almeno due settimane. FARM ACI IPOTENSIVI: gli antidepressivi triciclici bloccano il recupero sin aptico della guanetidina e di altri ipotensivi con analogo meccanismo di azione, riducendone l'attivita' terapeutica. FARMACI SIMPATICOMIMET ICI: durante il trattamento non debbono, in generale, essere somminist rati farmaci simpaticomimetici in cui effetti, specie quelli sul cuore e sul circolo, possono essere sensibilmente accentuati. L'associazion e tra amitriptilina e L-dopa facilita la comparsa di ipotensione e di aritmie cardiache. Il malato dovra' inoltre evitare l'uso di decongest ionanti nasali e i prodotti usati nella cura dell'asma e delle pollino si contenenti sostanze simpaticomimetiche. FARMACI ANTICOLINERGICI: pa rticolare attenzione richiede l'impiego di farmaci parasimpaticolitici , specie quelli utilizzati nella terapia del morbo di Parkinson. SOSTA NZE AD AZIONE DEPRESSIVA SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE: gli antidepress ivi triciclici possono accentuare l'azione di tali farmaci come gli ip notici, sedativi, ansiolitici e anestetici. Il trattamento antidepress ivo dovrebbe essere sospeso quanto piu' precocemente consentito dalla situazione clinica prima di un intervento chirurgico di elezione. Si r accomanda di non assumere bevande alcoliche durante la cura. ALTRI FAR MACI: i farmaci triciclici, per la loro azione anticolinergica, posson o prolungare il tempo di svuotamento gastrico; alcune sostanze, come l a L-dopa e il fenilbutazone, possono essere trattenuti per un periodo sufficiente alla loro inattivazione nello stomaco. I barbiturici, per il loro effetto induttivo sui sistemi microsomiali del fegato, possono stimolare il metabolismo del farmaco mentre varie fenotiazine, l'alop eridolo e la cimetidina ne possono ritardare l'eliminazione aumentando ne la concentrazione ematica. Il legame dell'amitriptilina con le prot eine del plasma puo'essere ridotto per competizione dalla fenitoina, i l fenibutazone, l'aspirina, la scopolamina e le fenotiazine.
POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE La dose quotidiana e' strettamente individuale; essa sara' stabilita d i volta in volta partendo da quantita' piu' basse che possono essere a umentate progressivamente sulla base della risposta clinica e della to llerabilita'. Di norma sono raccomandabili dosi minori negli anziani, nei giovani e nei pazienti ambulatoriali. A titolo di esempio si forni sce il seguente schema: TRATTAMENTO OSPEDALIERO. Iniziare con 100 mg a l di' in dosi refratte ed aumentare progressivamente fino a 200-300 mg al giorno in un periodo di circa 15 giorni. TRATTAMENTO AMBULATORIALE . Adulti: iniziare con 75 mg/die in dosi refratte ed aumentare fino a 150 mg/die. Non e' raccomandabile superare i 200 mg/die. Soggetti giov ani ed anziani: 30-40 mg/die. In genere non e' necessario superare i 1 00 mg/die. Raggiunto l'effetto clinico il dosaggio giornaliero deve es ssere gradualmente ridotto fino a stabilire la dose individuale di man tenimento che per lo piu' e' compresa tra 50 e 150 mg al giorno.
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