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ANAFRANIL 20CPR DIV 75MG R.P.

 Monografia di ANAFRANIL 20CPR DIV 75MG R.P.
  
  MECCANISMO D'AZIONE
  Antidepressivi.

  INDICAZIONI
  Stati depressivi di varia eziologia e sintomatologia: endogeni, reatti
  vi, neurotici, organici, mascherati, e forme involutive di depressione
  ; depressione associata a schizofrenia e disturbi della personalita';
  sindromi depressive da presenilita' o senilita', da stati dolorosi cro
  nici e da disturbi somatici cronici. Altre indicazioni: sindromi osses
  sivo-compulsive, fobie, attacchi di panico e stati dolorosi cronici.

  CONTROINDICAZIONI
  Il trattamento contemporaneo o nelle tre settimane successive a quello
  con un farmaco inibitore delle monoaminossidasi (IMAO) e' assolutamen
  te controindicato. Ipersensibilita' verso i componenti del prodotto o
  ad altri antidepressivi triciclici appartenenti al gruppo delle dibenz
  azepine. Periodo di recupero post-infartuale. Blocco cardiaco di qualu
  nque grado, aritmie cardiache. Mania.Gravidanza ed allattamento. Gravi
  malattie epatiche. Ritenzione urinaria, glaucoma ad angolo chiuso. In
  assenza di sufficienti dati sulla sicurezza ed efficacia d'impiego l'
  uso del prodotto non e' raccomandato nei bambini sotto i 12 anni di et
  a'.

  EFFETTI INDESIDERATI
  Effetti anticolinergici: secchezza delle fauci, sudorazione, stipsi, d
  isturbi di accomodazione visiva e visione offuscata, disturbi della mi
  nzione. Occasionalmente vampate di calore, midriasi. In casi isolati g
  laucoma. Effetti psichici: sonnolenza, affaticamento momentaneo, sensa
  zione di non poter riposare, aumento dell'appetito. Occasionalmente co
  nfusione mentale accompagnata da disorientamento e allucinazioni (sopr
  attutto nei pazienti anziani o con morbo di Parkinson), stati ansiosi,
  agitazione, disturbi del sonno, mania, ipomania, aggressivita', vuoti
  di memoria, depersonalizzazione, insonnia, incubi, peggioramento dell
  a depressione, difficolta' a concentrarsi. In casi isolati attivazione
  di sintomi psicotici. Effetti neurologici: vertigini, tremori, cefale
  e, mioclono. Occasionalmente delirio, disturbi della parola, parestesi
  e, debolezza muscolare, ipertonia muscolare. Raramente convulsioni, at
  assia. Incasi isolati modifiche dell'EEG, iperpiressia. Effetti cardio
  vascolari: occasionalmente ipotensione posturale, tachicardia sinusoid
  ale e modifiche clinicamente irrilevanti dell'ECG in pazienti con norm
  ale quadro cardiologico,palpitazioni. Raramente aritmie, aumento della
  pressione sanguigna. In casi isolati disturbi della conduzione. Effet
  ti gastrointestinali: nausea. Occasionalmente vomito, disturbi addomin
  ali, diarrea, anoressia, modificazioni del gusto. Raramente innalzamen
  to dei valori delle transaminasi. In casi isolati epatiti con o senza
  ittero. Effetti sul tratto respiratorio: casi isolati di alveoliti all
  ergiche con o senza eosinofilia. Pelle: occasionalmente reazioni aller
  giche della pelle (rash cutanei, orticaria) fotosensibilita', prurito.
  In casi isolati reazioni locali, tromboflebite, linfangite e reazioni
  allergiche della pelle dopo iniezioni intravenose, edema locale o gen
  eralizzato. Sistema endocrino e metabolismo: aumento del peso corporeo
  , disturbi della libido e della potenza. Occasionalmente galattorrea,
  aumento del seno. In casi isolati sindrome da inappropriata secrezione
  di ormone antidiuretico. Sangue: in casi isolati leucopenia, agranulo
  citosi, trombocitopenia, eosinofilia e porpora. E' stato riportato un
  caso di pancitopenia. Vari: occasionalmente tinnito. Occasionalmente a
  causa della improvvisa interruzione del trattamento si possono verifi
  care nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, insonnia, cefalea, ne
  rvosismo, ansia.

  INTERAZIONI
  Anafranil puo' diminuire o abolire l'effetto antipertensivo dei blocca
  nti dei neuroni adrenergici, come la guanetidina, e di metildopa e res
  erpina (se necessario, si dovrebbero impiegare farmaci antipertensivi
  di altro tipo). Se Anafranil deve essere impiegato dopo un trattamento
  con un farmaco IMAO, deve trascorrere un intervallo di almeno tre set
  timane, in caso contrario possono verificarsi gravi interazioni (p. es
  . iperattivita', crisi ipertensive, iperpiressia, spasticita', convuls
  ioni, coma). La stessa cautela deve essere osservata quando viene somm
  inistrato un IMAO dopo un precedente trattamento con Anafranil. Anafra
  nil puo' potenziare l'attivita' di farmaci depressori del sistema nerv
  oso centrale e degli agenti anticolinergici. Anafranil non dovrebbe es
  sere assunto/somministrato insieme ad agenti simpaticomimetici come ad
  renalina, noradrenalina, efedrina ecc. (inclusi spray nasali ed aneste
  tici locali contenenti simpaticomimetici) perche' gli effetti cardiova
  scolari possono essere potenziati. Per il suo debole effetto antagonis
  ta alla dopamina, Anafranil puo' aumentare la secrezione di prolattina
  . Poiche' Anafranil, come altri farmaci psico-attivi, puo' diminuire l
  a tolleranza all'alcool, i pazienti devono essere informati di astener
  Si dall'assunzione di alcool durante il trattamento. Poiche' gli antid
  epressivi triciclici possono ridurre o annullare l'effetto antipertens
  ivo della clonidina, guanetidina, betanidina, reserpina, metildopa, si
  consiglia di utilizzare antipertensivi con differente meccanismo d'az
  ione (diuretici, * - bloccanti). Antipertensivi: rischio di ipotension
  e ortostatica (effetto additivo). Gli antidepressivi triciclici non de
  vono essere impiegati in associazione con antiaritmici tipo la chinidi
  na. I farmaci che attivano il sistema enzimatico epatico delle mono-os
  sigenasi (es. carbamazepina, barbiturici, fenitoina, nicotina) possono
  abbassare la concentrazione plasmatica di Anafranil, riducendo cosi'
  il suo effetto antidepressivo. In aggiunta, la somministrazione contem
  poranea di Anafranil e fenitoina puo' innalzare la concentrazione seri
  ca di fenitoina. Se necessario, i dosaggi dei due farmaci devono esser
  e adeguati. I farmaci neurolettici (es. fenotiazine) possono aumentare
  la concentrazione plasmatica dei triciclici. Questa relazione non e'
  nota con il diazepam, in ogni caso e' opportuno abbassare il dosaggio
  del triciclico, quando somministrato con alprazolam o disulfiram. Sono
  stati segnalati casi di ipertermia. Molti di questi sono occorsi quan
  do Anafranil e' stato utilizzato insieme aneurolettici. Si e' ipotizza
  to che i casi potessero essere espressione di una sindrome neurolettic
  a maligna. Poiche' la cimetidina innalza la concentrazione plasmatica
  degli antidepressivi triciclici, il dosaggio di questi ultimi deve ess
  ere ridotto, quando i due farmaci sono somministrati contemporaneament
  e. Il metilfenidato puo' innalzare la concentrazione plasmatica di Ana
  ranil, intensificando il suo effetto antidepressivo. Se somministrati
  contemporaneamente ad estrogeni, il dosaggio di antidepressivi tricicl
  ici deve essere ridotto, infatti gli ormoni steroidei inibiscono il me
  tabolismo di questi farmaci. Quando antidepressivi triciclici sono ass
  unti/somministrati insieme ad anticolinergici od antipsicotici con un'
  azione anticolinergica possono insorgere stati di ipereccitazione o de
  lirio cosi' come attacchi di glaucoma. A causa dell'abbassamento della
  soglia convulsiva nei soggetti epilettici puo' rendersi necessario un
  aggiustamento della terapia specifica.

  POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE
  La posologia e le modalita' di somministrazione devono essere determin
  ate individualmente ed adattate alle condizioni del paziente. Di regol
  a, si deve cercare di ottenere l'effetto ottimale con le dosi minime e
  fficaci, specialmente nei pazienti anziani o negli adolescenti che man
  ifestassero instabilita' del sistema nervoso autonomo, poiche' queste
  due categorie di pazienti generalmente mostrano una risposta piu' marc
  ata all'Anafranil rispetto ai pazienti di eta' intermedia. Le compress
  e rivestite e le compresse a rilascio prolungato devono essere degluti
  ti interi. Le compresse a rilascio prolungato da 75 mg sono divisibili
  in due meta' esattamente uguali e consentono di adattare il dosaggio
  alle esigenze del singolo paziente. Depressioni, sindromi ossessivo-co
  mpulsive, fobie. Orale: iniziare il trattamento con 1 confetto di 25 m
  g 2-3 volte al giorno o 1 compressa a rilascio prolungato da 75 mg una
  volta al giorno (preferibilmente la sera). Durante la prima settimana
  di trattamento, aumentare il dosaggio giornaliero gradualmente a 4-6
  compresse rivestite da 25 mg o a 2 compresse a rilascio prolungato da
  75 mg. In casi gravi tale dosaggio puo' essere superato. Una volta rag
  giunto un netto miglioramento, aggiustare il dosaggio giornaliero ad u
  n livello di mantenimento di 2-4 compresse rivestite da 25 mg o 1 comp
  ressa a rilascio prolungato da 75 mg. Intramuscolare: iniziare con 1-2
  fiale da 25 mg; aumentare poi il dosaggio di 1 fiala al giorno finche
  ' il paziente riceva 4-6 fiale al giorno. Dopo che si e' stabilito un
  miglioramento, ridurre gradualmente il numero di iniezioni sottoponend
  o contemporaneamente il paziente al trattamento orale con le dosi di m
  antenimento. Infusione endovenosa: inizialmente 2-3 fiale (50-75 mg),
  diluite e miscelate con 250-500 ml di soluzione isotonica salina o glu
  cosata e perfuse una volta al giorno in un periodo di 1,5-3 ore. In re
  lazione all'andamento circadiano della malattia depressiva, l'infusion
  e goccia a goccia dovrebbe essere preferibilmente somministrata di mat
  tina. I pazienti ambulatoriali devono anche essere mantenuti sotto str
  etta sorveglianza dopo l'infusione. Dopo l'instaurarsi di un netto mig
  lioramento, che di solito avviene entro la prima settimana, l'infusion
  e deve essere somministrata per altri 3-5 giorni. Per mantenere la ris
  posta, si deve continuare la terapia per via orale; 2 compresse rivest
  ite da 25 mg sono generalmente equivalenti a 1 fiala da 25 mg. Un camb
  iamento graduale dalla terapia infusionale alla terapia di manteniment
  o orale puo' essere anche effettuato ricorrendo a una fase intermedia
  di iniezioni intramuscolari. In caso di stati dolorosi cronici, il dos
  aggio deve essere individualizzato (10-150 mg al giorno), tenendo pres
  ente eventuali concomitanti trattamenti con farmaci analgesici (e la p
  ossibilita' di ridurre le dosi di analgesico). Geriatria: nel trattame
  nto di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilit
  a dal medico che dovra' valutare un'eventuale riduzione dei dosaggi so
  praindicati. Si consiglia quindi di iniziare il trattamento con 1 conf
  etto da 10 mg al giorno e di elevare gradualmente il dosaggio ad un li
  vello ottimale di 30-50 mg al giorno, da raggiungersi dopo circa 10 gi
  orni e da seguire fino al termine del trattamento. Attacchi di panico:
  inizialmente un confetto da 10 mg, possibilmente in associazione con
  una benzodiazepina. Sulla base della tollerabilita' del farmaco, aumen
  tare il dosaggio fino all'ottenimento della risposta desiderata, e con
  temporaneamente sospendere gradualmente la benzodiazepina. Il dosaggio
  giornaliero richiesto varia molto da paziente a paziente, con valori
  compresi tra 25 e 100 mg. Se necessario, esso puo' essere elevato a 15
  0 mg. Si raccomanda di non interrompere il trattamento prima di 6 mesi
  e durante questo periodo la dose di mantenimento va lentamente ridott
  a.

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