MECCANISMO D'AZIONE Antidepressivi.
INDICAZIONI Stati depressivi di varia eziologia e sintomatologia: endogeni, reatti vi, neurotici, organici, mascherati, e forme involutive di depressione ; depressione associata a schizofrenia e disturbi della personalita'; sindromi depressive da presenilita' o senilita', da stati dolorosi cro nici e da disturbi somatici cronici. Altre indicazioni: sindromi osses sivo-compulsive, fobie, attacchi di panico e stati dolorosi cronici.
CONTROINDICAZIONI Il trattamento contemporaneo o nelle tre settimane successive a quello con un farmaco inibitore delle monoaminossidasi (IMAO) e' assolutamen te controindicato. Ipersensibilita' verso i componenti del prodotto o ad altri antidepressivi triciclici appartenenti al gruppo delle dibenz azepine. Periodo di recupero post-infartuale. Blocco cardiaco di qualu nque grado, aritmie cardiache. Mania.Gravidanza ed allattamento. Gravi malattie epatiche. Ritenzione urinaria, glaucoma ad angolo chiuso. In assenza di sufficienti dati sulla sicurezza ed efficacia d'impiego l' uso del prodotto non e' raccomandato nei bambini sotto i 12 anni di et a'.
EFFETTI INDESIDERATI Effetti anticolinergici: secchezza delle fauci, sudorazione, stipsi, d isturbi di accomodazione visiva e visione offuscata, disturbi della mi nzione. Occasionalmente vampate di calore, midriasi. In casi isolati g laucoma. Effetti psichici: sonnolenza, affaticamento momentaneo, sensa zione di non poter riposare, aumento dell'appetito. Occasionalmente co nfusione mentale accompagnata da disorientamento e allucinazioni (sopr attutto nei pazienti anziani o con morbo di Parkinson), stati ansiosi, agitazione, disturbi del sonno, mania, ipomania, aggressivita', vuoti di memoria, depersonalizzazione, insonnia, incubi, peggioramento dell a depressione, difficolta' a concentrarsi. In casi isolati attivazione di sintomi psicotici. Effetti neurologici: vertigini, tremori, cefale e, mioclono. Occasionalmente delirio, disturbi della parola, parestesi e, debolezza muscolare, ipertonia muscolare. Raramente convulsioni, at assia. Incasi isolati modifiche dell'EEG, iperpiressia. Effetti cardio vascolari: occasionalmente ipotensione posturale, tachicardia sinusoid ale e modifiche clinicamente irrilevanti dell'ECG in pazienti con norm ale quadro cardiologico,palpitazioni. Raramente aritmie, aumento della pressione sanguigna. In casi isolati disturbi della conduzione. Effet ti gastrointestinali: nausea. Occasionalmente vomito, disturbi addomin ali, diarrea, anoressia, modificazioni del gusto. Raramente innalzamen to dei valori delle transaminasi. In casi isolati epatiti con o senza ittero. Effetti sul tratto respiratorio: casi isolati di alveoliti all ergiche con o senza eosinofilia. Pelle: occasionalmente reazioni aller giche della pelle (rash cutanei, orticaria) fotosensibilita', prurito. In casi isolati reazioni locali, tromboflebite, linfangite e reazioni allergiche della pelle dopo iniezioni intravenose, edema locale o gen eralizzato. Sistema endocrino e metabolismo: aumento del peso corporeo , disturbi della libido e della potenza. Occasionalmente galattorrea, aumento del seno. In casi isolati sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico. Sangue: in casi isolati leucopenia, agranulo citosi, trombocitopenia, eosinofilia e porpora. E' stato riportato un caso di pancitopenia. Vari: occasionalmente tinnito. Occasionalmente a causa della improvvisa interruzione del trattamento si possono verifi care nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, insonnia, cefalea, ne rvosismo, ansia.
INTERAZIONI Anafranil puo' diminuire o abolire l'effetto antipertensivo dei blocca nti dei neuroni adrenergici, come la guanetidina, e di metildopa e res erpina (se necessario, si dovrebbero impiegare farmaci antipertensivi di altro tipo). Se Anafranil deve essere impiegato dopo un trattamento con un farmaco IMAO, deve trascorrere un intervallo di almeno tre set timane, in caso contrario possono verificarsi gravi interazioni (p. es . iperattivita', crisi ipertensive, iperpiressia, spasticita', convuls ioni, coma). La stessa cautela deve essere osservata quando viene somm inistrato un IMAO dopo un precedente trattamento con Anafranil. Anafra nil puo' potenziare l'attivita' di farmaci depressori del sistema nerv oso centrale e degli agenti anticolinergici. Anafranil non dovrebbe es sere assunto/somministrato insieme ad agenti simpaticomimetici come ad renalina, noradrenalina, efedrina ecc. (inclusi spray nasali ed aneste tici locali contenenti simpaticomimetici) perche' gli effetti cardiova scolari possono essere potenziati. Per il suo debole effetto antagonis ta alla dopamina, Anafranil puo' aumentare la secrezione di prolattina . Poiche' Anafranil, come altri farmaci psico-attivi, puo' diminuire l a tolleranza all'alcool, i pazienti devono essere informati di astener Si dall'assunzione di alcool durante il trattamento. Poiche' gli antid epressivi triciclici possono ridurre o annullare l'effetto antipertens ivo della clonidina, guanetidina, betanidina, reserpina, metildopa, si consiglia di utilizzare antipertensivi con differente meccanismo d'az ione (diuretici, * - bloccanti). Antipertensivi: rischio di ipotension e ortostatica (effetto additivo). Gli antidepressivi triciclici non de vono essere impiegati in associazione con antiaritmici tipo la chinidi na. I farmaci che attivano il sistema enzimatico epatico delle mono-os sigenasi (es. carbamazepina, barbiturici, fenitoina, nicotina) possono abbassare la concentrazione plasmatica di Anafranil, riducendo cosi' il suo effetto antidepressivo. In aggiunta, la somministrazione contem poranea di Anafranil e fenitoina puo' innalzare la concentrazione seri ca di fenitoina. Se necessario, i dosaggi dei due farmaci devono esser e adeguati. I farmaci neurolettici (es. fenotiazine) possono aumentare la concentrazione plasmatica dei triciclici. Questa relazione non e' nota con il diazepam, in ogni caso e' opportuno abbassare il dosaggio del triciclico, quando somministrato con alprazolam o disulfiram. Sono stati segnalati casi di ipertermia. Molti di questi sono occorsi quan do Anafranil e' stato utilizzato insieme aneurolettici. Si e' ipotizza to che i casi potessero essere espressione di una sindrome neurolettic a maligna. Poiche' la cimetidina innalza la concentrazione plasmatica degli antidepressivi triciclici, il dosaggio di questi ultimi deve ess ere ridotto, quando i due farmaci sono somministrati contemporaneament e. Il metilfenidato puo' innalzare la concentrazione plasmatica di Ana ranil, intensificando il suo effetto antidepressivo. Se somministrati contemporaneamente ad estrogeni, il dosaggio di antidepressivi tricicl ici deve essere ridotto, infatti gli ormoni steroidei inibiscono il me tabolismo di questi farmaci. Quando antidepressivi triciclici sono ass unti/somministrati insieme ad anticolinergici od antipsicotici con un' azione anticolinergica possono insorgere stati di ipereccitazione o de lirio cosi' come attacchi di glaucoma. A causa dell'abbassamento della soglia convulsiva nei soggetti epilettici puo' rendersi necessario un aggiustamento della terapia specifica.
POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE La posologia e le modalita' di somministrazione devono essere determin ate individualmente ed adattate alle condizioni del paziente. Di regol a, si deve cercare di ottenere l'effetto ottimale con le dosi minime e fficaci, specialmente nei pazienti anziani o negli adolescenti che man ifestassero instabilita' del sistema nervoso autonomo, poiche' queste due categorie di pazienti generalmente mostrano una risposta piu' marc ata all'Anafranil rispetto ai pazienti di eta' intermedia. Le compress e rivestite e le compresse a rilascio prolungato devono essere degluti ti interi. Le compresse a rilascio prolungato da 75 mg sono divisibili in due meta' esattamente uguali e consentono di adattare il dosaggio alle esigenze del singolo paziente. Depressioni, sindromi ossessivo-co mpulsive, fobie. Orale: iniziare il trattamento con 1 confetto di 25 m g 2-3 volte al giorno o 1 compressa a rilascio prolungato da 75 mg una volta al giorno (preferibilmente la sera). Durante la prima settimana di trattamento, aumentare il dosaggio giornaliero gradualmente a 4-6 compresse rivestite da 25 mg o a 2 compresse a rilascio prolungato da 75 mg. In casi gravi tale dosaggio puo' essere superato. Una volta rag giunto un netto miglioramento, aggiustare il dosaggio giornaliero ad u n livello di mantenimento di 2-4 compresse rivestite da 25 mg o 1 comp ressa a rilascio prolungato da 75 mg. Intramuscolare: iniziare con 1-2 fiale da 25 mg; aumentare poi il dosaggio di 1 fiala al giorno finche ' il paziente riceva 4-6 fiale al giorno. Dopo che si e' stabilito un miglioramento, ridurre gradualmente il numero di iniezioni sottoponend o contemporaneamente il paziente al trattamento orale con le dosi di m antenimento. Infusione endovenosa: inizialmente 2-3 fiale (50-75 mg), diluite e miscelate con 250-500 ml di soluzione isotonica salina o glu cosata e perfuse una volta al giorno in un periodo di 1,5-3 ore. In re lazione all'andamento circadiano della malattia depressiva, l'infusion e goccia a goccia dovrebbe essere preferibilmente somministrata di mat tina. I pazienti ambulatoriali devono anche essere mantenuti sotto str etta sorveglianza dopo l'infusione. Dopo l'instaurarsi di un netto mig lioramento, che di solito avviene entro la prima settimana, l'infusion e deve essere somministrata per altri 3-5 giorni. Per mantenere la ris posta, si deve continuare la terapia per via orale; 2 compresse rivest ite da 25 mg sono generalmente equivalenti a 1 fiala da 25 mg. Un camb iamento graduale dalla terapia infusionale alla terapia di manteniment o orale puo' essere anche effettuato ricorrendo a una fase intermedia di iniezioni intramuscolari. In caso di stati dolorosi cronici, il dos aggio deve essere individualizzato (10-150 mg al giorno), tenendo pres ente eventuali concomitanti trattamenti con farmaci analgesici (e la p ossibilita' di ridurre le dosi di analgesico). Geriatria: nel trattame nto di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilit a dal medico che dovra' valutare un'eventuale riduzione dei dosaggi so praindicati. Si consiglia quindi di iniziare il trattamento con 1 conf etto da 10 mg al giorno e di elevare gradualmente il dosaggio ad un li vello ottimale di 30-50 mg al giorno, da raggiungersi dopo circa 10 gi orni e da seguire fino al termine del trattamento. Attacchi di panico: inizialmente un confetto da 10 mg, possibilmente in associazione con una benzodiazepina. Sulla base della tollerabilita' del farmaco, aumen tare il dosaggio fino all'ottenimento della risposta desiderata, e con temporaneamente sospendere gradualmente la benzodiazepina. Il dosaggio giornaliero richiesto varia molto da paziente a paziente, con valori compresi tra 25 e 100 mg. Se necessario, esso puo' essere elevato a 15 0 mg. Si raccomanda di non interrompere il trattamento prima di 6 mesi e durante questo periodo la dose di mantenimento va lentamente ridott a.
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