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ENDOBULIN IV FL 2500MG FL 50ML

  Foglietto illustrativo Monografia ENDOBULIN IV FL 2500MG FL 50ML





DENOMINAZIONE:
ENDOBULIN


CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Sieri immuni e immunoglobuline: immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa.


PRINCIPI ATTIVI:
Cos'è il Principo attivo? info

Un flacone contiene quantita' di proteine plasmatiche totali, di cui almeno il 95% di immunoglobuline umane normali (IgG).


ECCIPIENTI:
Vengono addizionati al principio attivo per vari motivi info

Flacone polvere: cloruro di sodio, glucosio. Flacone solvente: acqua per preparazioni iniettabili.


INDICAZIONI:
Quando e in quali casi è indicato l'uso di questo farmaco

>>Terapia sostitutiva. Sindromi da immunodeficienza primaria: agammaglobulinemia o ipogammaglobulinemia congenite; immunodeficienza comune variabile; immunodeficienza combinata grave; sindrome di Wiskott Aldrich. Mieloma o leucemia linfocitica cronica con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti. Bambini con AIDS congenita e infezioni ricorrenti. >>Immunomodulazione. Porpora trombocitopenica idiopatica (PTI) nei bambini o negli adulti ad alto rischio di emorragia oprima di interventi chirurgici per correggere la conta piastrinica. Sindrome di Guillain Barre'. >>Trapianto allogenico di midollo osseo.


CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI:
Quando questo farmaco non deve essere assunto

Ipersensibilita' ad uno qualsiasi dei componenti. Ipersensibilita' alle immunoglobuline omologhe, specialmente nei casi molto rari di deficit di IgA, quando il paziente ha anticorpi anti-IgA.




POSOLOGIA:
Dosi, modi e tempi di assunzione di questo farmaco

>>Posologia. Nella terapia sostitutiva puo' essere necessario personalizzare il dosaggio per ciascun paziente in relazione alla farmacocinetica e clinica. Poiche' ogni ml di prodotto contiene 50 mg di IgG funzionalmente intatte, le indicazioni in milligrammi devono essere diviseper 50 per calcolare la quantita' corrispondente in millilitri. >>Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria. Lo schemadi trattamento dovrebbe essere tale da garantire un livello minimo diIgG (misurato prima dell'infusione successiva) pari ad almeno 4,0-6,0g/l. Dopo l'inizio della terapia sono necessari da 3 a 6 mesi prima di ottenere l'equilibrio. La dose di partenza raccomandata e' di 0,4-0,8 g/kg seguita da almeno 0,2 g/kg ogni 3 settimane. La dose necessariaper ottenere un livello minimo di 6,0 g/l e' dell'ordine di 0,2-0,8 g/kg/mese. Una volta raggiunto un livello di equilibrio (stato stazionario), l'intervallo tra le somministrazioni varia da 2 a 4 settimane. Devono essere misurati i livelli minimi plasmatici in modo da aggiustare la dose e l'intervallo tra le infusioni. >>Terapia sostitutiva in caso di mieloma o di leucemia linfocitica cronica con grave ipogamma-globulinemia secondaria e infezioni ricorrenti; terapia sostitutiva nei bambini con AIDS e infezioni ricorrenti. La dose raccomandata e' di 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane. >>Porpora trombocitopenica idiopatica (PTI). Per il trattamento di un episodio acuto, 0,8-1,0 g/kg al primo giorno. Il trattamento puo' essere ripetuto per una volta entro 3 giorni, oppure possono essere somministrati 0,4 g/kg al giorno per 2-5 giorni. Il trattamento puo' essere ripetuto in caso di recidiva. >>Sindromedi Guillain Barre'. 0,4 g/kg/die per 3-7 giorni. L'esperienza di utilizzo nei bambini e' limitata. >>Trapianto allogenico di midollo osseo.Il trattamento con immunoglobuline umane normali puo' essere impiegato come parte della terapia di condizionamento e dopo il trapianto. Peril trattamento di infezioni e nella profilassi della malattia da trapianto verso l'ospite, il dosaggio viene adattato individualmente. La dose iniziale e' normalmente di 0,5 g/kg/settimana, cominciando sette giorni prima del trapianto e continuando fino a 3 mesi dopo il trapianto. In caso di persistente deficit di produzione di anticorpi si consiglia il dosaggio di 0,5 g/kg/mese fino al ripristino dei normali livelli anticorpali. >>Metodo di somministrazione. Prima dell'infusione e' consigliabile portare la soluzione a temperatura corporea o a temperatura ambiente. La quantita' di prodotto da somministrare e' espressa inml per kg di peso corporeo/h. Per i primi 30 minuti il farmaco dovrebbe essere infuso per via endovenosa ad una velocita' iniziale non superiore a 0,5 ml/kg/h. Se ben tollerata, la velocita' di somministrazionepuo' essere aumentata progressivamente fino ad un massimo di circa 8ml/kg/h per la quantita' rimanente da infondere. Negli adulti, se bentollerata, la velocita' delle infusioni successive puo' essere portataad un massimo di 15 ml/kg/h.


CONSERVAZIONE:
Come conservare questo farmaco per non deteriorarne la composizione

Conservare in frigorifero a temperatura compresa fra 2 e 8 gradi C, nel contenitore originale e nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non congelare, il flacone di solvente potrebbe rompersi.


AVVERTENZE:
Cosa si deve sapere prima di assumere questo farmaco

Alcune gravi reazioni avverse nei confronti del farmaco possono esserecorrelate alla velocita' di infusione; la velocita' di infusione raccomandata deve essere rigorosamente rispettata. I pazienti devono essere sottoposti ad un attento monitoraggio ed osservati per evidenziare l'eventuale comparsa di qualsiasi sintomo per l'intera durata dell'infusione. Alcune reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza: in caso di elevata velocita' di infusione, in pazienti con ipo- oagammaglobulinemia con o senza deficit di IgA, in pazienti trattati con immunoglobuline umane normali per la prima volta oppure, raramente,in caso di sostituzione del prodotto a base di immunoglobuline normali umane, o se e' passato un lungo intervallo dalla infusione precedente. Reazioni da ipersensibilita' vere e proprie sono rare. Queste possono verificarsi nei casi molto infrequenti di deficit di IgA con anticorpi anti-IgA. In rari casi le immunoglobuline umane normali possono causare una caduta della pressione sanguigna con reazione anafilattica,anche in pazienti che avevano tollerato precedenti trattamenti con immunoglobuline umane normali. Spesso e' possibile evitare potenziali complicanze assicurandosi: che i pazienti non siano sensibili alle immunoglobuline umane normali iniettando dapprima il prodotto lentamente (0,08 ml/kg/min); che i pazienti vengano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi per l'intera durata dell'infusione. In particolare, i pazienti mai trattati in precedenza con immunoglobuline umane normali, i pazienti ai quali una specialita' contenente immunoglobuline umane normali sia stata sostituita con un'altra o ipazienti in cui sia trascorso un lungo intervallo di tempo dalla infusione precedente dovrebbero essere monitorati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione, per poter rilevare eventuali reazioni avverse (tutti gli altri pazienti dovrebbero essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione); che il contenuto di glucosio (1g/g di IgG) sia tenuto in considerazione in caso di pazienti con diabete latente (nei quali potrebbe presentarsi una glicosuria transitoria), nei diabetici, o nei pazienti in dieta ipoglucidica(la somministrazione di dosi elevate di farmaco a soggetti diabetici puo' causare un aumento temporaneo dei livelli sierici di glucosio). Esistono evidenze cliniche di un'associazione tra la somministrazione diimmunoglobuline per uso endovenoso (IgEV) e la comparsa di eventi tromboembolici (come infarto del miocardio, stroke, embolia polmonare e trombosi delle vene profonde), che si ritiene essere correlati ad un aumento relativo della viscosita' plasmatica a causa dell'alto influssodi immunoglobulina in pazienti a rischio. Deve essere pertanto esercitata cautela nella prescrizione ed impiego di IgEV negli obesi e nei pazienti con preesistenti fattori di rischio per eventi trombotici (quali l'eta' avanzata, ipertensione, diabete mellito e una storia di vasculopatie o episodi trombotici, soggetti con disordini trombofilici acquisiti o ereditari, quelli sottoposti a lunghi periodi di immobilizzazione, i pazienti gravemente ipovolemici e quelli affetti da patologie che aumentano l'emoviscosita'). In pazienti sottoposti a terapia con IgEV sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati i fattori di rischio, qualipreesistente insufficienza renale, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, assunzione concomitante di medicinali nefrotossici, o eta' >65anni. In caso di compromissione renale, deve essere presa in considerazione l'interruzione del trattamento con IgEV. Anche se segnalazioni di disfunzione renale e di insufficienza renale acuta sono state associate all'uso di molte specialita' a base di IgEV autorizzate, va considerato che quelle contenenti saccarosio come stabilizzante rappresentano una quota preponderante dell'intero numero. Nei pazienti a rischio,pertanto, dovrebbe essere preso in considerazione l'uso di prodotti IgEV che non contengono saccarosio. Il farmaco non contiene saccarosio.In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta o di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti a base di IgEV devono essere somministrati alla velocita' infusionale piu' bassa praticabile. In tutti i pazienti la somministrazione di IgEV necessita di: adeguata idratazione prima dell'inizio della infusione di IgEV, monitoraggio della produzione di urina, monitoraggio dei livelli sierici di creatinina, evitare l'uso concomitante di diuretici dell'ansa. In caso di reazioni avverse,e' necessario ridurre la velocita' di somministrazione o interromperel'infusione. Il trattamento necessario dipende dalla natura e dalla gravita' degli effetti collaterali. In caso di shock e' necessario seguire le attuali linee guida per la terapia dello shock. Il farmaco vieneprodotto da plasma umano. Misure standard per prevenire le infezioniderivanti dall'uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici indicatori di infezione e l'inclusione di fasi di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando vengono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilita' di trasmettere un agente infettivo non puo' essere esclusa completamente. Cio' riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni. Per il farmaco le misure prese sono considerate efficaci per i virus con involucrocome HIV, HCV ed HBV. Le procedure di inattivazione/rimozione viralepotrebbero risultare di valore limitato nei confronti di virus privi di involucro, quali il virus dell'epatite A o il Parvovirus B19 Vi e' un'esperienza clinica rassicurante riguardo la mancata trasmissione diepatite A o parvovirus B19 con immunoglobuline e si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale. E' fortemente raccomandato che ogni volta che il farmaco viene somministrato ad un paziente, siano annotati il nome commerciale ed il numero di lotto del prodotto per mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto.


INTERAZIONI:
Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto di questo farmaco info

>>La somministrazione di immunoglobuline umane normali puo' compromettere, per un periodo di almeno 6 settimane e fino ad un periodo massimodi 3 mesi, l'efficacia dei vaccini ottenuti da virus vivi attenuati,quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo prodotto e' necessario osservare un intervallo di 3 mesi prima di procedere a vaccinazioni con vaccini ottenuti da virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, questa compromissione puo' persisterefino ad 1 anno. Pertanto e' necessario controllare il titolo anticorpale dei pazienti sottoposti a vaccinazione per il morbillo. >>Dopo l'iniezione di immunoglobuline umane normali, l'aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente puo' determinare dei risultati positivi fuorvianti nei test sierologici. La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, es. A, B, D, puo' interferire con alcuni test sierologici per gli alloanticorpi dei globuli rossi (es. test di Coombs), per la conta dei reticolociti e l'aptoglobina.


EFFETTI INDESIDERATI:
Cos'è un effetto indesiderato info

Occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, mal di testa, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e moderato dolore lombare. Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare una improvvisa caduta della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche in pazienti che nonhanno mostrato ipersensibilita' a precedenti somministrazioni. Dopo somministrazione di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile, isolati casi di anemia emolitica/emolisi reversibile e rari casi di reazioni cutanee transitorie. Sono stati osservati aumento della creatininemia e/o insufficienza renaleacuta. Molto raramente sono state osservate reazioni di natura tromboembolica, come infarto del miocardio, "stroke", embolia polmonare, trombosi delle vene profonde. Eventi trombotici sono stati riportati neipazienti anziani, in quelli con segni di ischemia cerebrale o cardiaca, oltre che in pazienti in sovrappeso e marcatamente ipovolemici. Le reazioni avverse riportate nell'elenco che segue sono ricavate dall'esperienza post-marketing. Molto comune (>1/10). Comune (>1/100, <1/10).Non comune (>1/1.000, <1/100). Raro (>1/10.000, <1/1.000) e molto raro(<1/10.000). Raro. Disturbi del sistema immunitario: reazioni allergiche; patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: brividi. Molto raro. Patologie del sistema emolinfopoietico:anemia emolitica reversibile; disturbi del sistema immunitario: shockanafilattico, reazione di ipersensibilita'; patologie del sistema nervoso: vertigini, disestesia, cefalea, convulsioni, irrequietezza; patologie cardiache: tachicardia; patologie vascolari: vampate, ipertensione, ipotensione, evento trombotico; patologie respiratorie, toraciche emediastiniche: tosse, dispnea, patologie respiratorie; patologie gastrointestinali: nausea, vomito; patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eritema, prurito, rash, reazione cutanea transitoria; patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: artralgia, lombalgia; patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: febbre, malessere, edema. In molti casi e' possibileevitare le reazioni avverse elencate riducendo la velocita' di infusione.


GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
In gravidanza e durante l'allattamento si raccomanda di informarsi sui rischi dell'uso del farmaco

La sicurezza del farmaco per il suo impiego in gravidanza non e' statastabilita in studi clinici controllati, e, quindi, il prodotto deve essere somministrato con cautela alle donne gravide e alle madri che allattano. L'esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti dannosi sul corso della gravidanza o sul feto e sul neonato. Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possonocontribuire al trasferimento di anticorpi protettivi al neonato.


  SCHEDA TECNICA ENDOBULIN IV FL 2500MG FL 50ML
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