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LARGACTIL 20CPR RIV 100MG

 Monografia di LARGACTIL 20CPR RIV 100MG
  
  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  Antipsicotico.

  INDICAZIONI
  Trattamento delle schizofrenie, degli stati paranoidi e della mania. P
  sicosi tossiche (amfetamine, LSD, cocaina etc.). Sindromi mentali orga
  niche accompagnate da delirio. Disturbi d'ansia se particolarmente gra
  vi e resistenti alla terapia con ansiolitici tipici. Depressione se ac
  compagnata da agitazione e delirio, per lo piu' in associazione con an
  tidepressivi. Vomito e singhiozzo incoercibile. Trattamento dei dolori
  intensi generalmente in associazione con analgesici stupefacenti. Med
  icazione preanestetica.

  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
  Ipersensibilita' al principio attivo, ad uno qualsiasi degli eccipient
  i o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimic
  o. Stati comatosi specie quelli causati da sostanze ad azione depressi
  va sul sistema nervoso centrale (alcool, barbiturici, oppiacei, etc.);
  pazienti con sospetto o riconosciuto danno cerebrale sottocorticale;
  gravi stati di depressione; discrasie ematiche; affezioni epatiche e r
  enali. Il prodotto non e' indicato nella prima infanzia. Feocromocitom
  a, miastenia grave e epilessia non trattata. Allattamento al seno. Il
  rischio di effetti dannosi a carico del feto a seguito di somministraz
  ione della clorpromazina non e' escluso; pertanto l'uso del Largactil
  in gravidanza e' da riservare, a giudizio del medico, ai casi di assol
  uta necessita'. Le fiale di Largactil contengono potassio metabisolfit
  o e sodio solfito; tali sostanze possono provocare in soggetti sensibi
  li e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico ed atta
  cchi asmatici gravi.

  POSOLOGIA
  Il dosaggio della clorpromazina deve essere strettamente individualizz
  ato in rapporto all'eta' del paziente, alla natura e alla gravita' del
  l'affezione, alla risposta terapeutica e alla tollerabilita' del farma
  co. E' sempre consigliabile iniziare con dosaggi bassi, aumentando pro
  gressivamente le dosi. Usualmente l'intervallo terapeutico e' di 6-8 o
  re. Nell'impiego parenterale non superare i 25 mg nelle prime 24 ore s
  alvo nei casi in cui cio' sia strettamente indispensabile a giudizio d
  ello specialista. A titolo di esempio si forniscono i seguenti schemi
  di massima. Disordini psichiatrici: in genere nei pazienti ambulatori
  ali e con sintomi di lieve o media gravita' sono necessari 25-75 mg pe
  r os suddivisi nel corso della giornata. Il dosaggio puo' essere quind
  i aumentato fino ad ottenere l'effetto terapeutico desiderato. Success
  ivamente esso puo' essere gradualmente ridotto fino a determinare la d
  ose di mantenimento. In caso di necessita' il trattamento puo' essere
  iniziato per via i.m. con 25 mg, che puo' essere eventualmente ripetut
  o se necessario. Passare quindi alla via orale. Nei pazienti ospedaliz
  zati possono essere necessarie, sia per os che per via i.m., dosi sen
  sibilmente superiori a seconda del giudizio dello specialista. Nei bam
  bini il dosaggio consigliato e' di 1 mg/kg/die ripetuto, se necessario
  , 2-3 volte al giorno. Vomito: 25-50 mg per via i.m. ripetuti, eventua
  lmente, 2-3 volte al giorno. Ottenuto l'effetto terapeutico la terapia
  , se necessaria, deve essere continuata per via orale. Singhiozzo inco
  ercibile: 25-50 mg, 2-3 volte al giorno. Nella medicazione preanesteti
  ca: 25-50 mg per os o 12,5-25 mg per via i.m. qualche ora prima dell'i
  ntervento. In caso di somministrazione intramuscolare diluire il conte
  nuto di una fiala con soluzione fisiologica sterile fino a portare la
  soluzione a 5-6 ml. Per la somministrazione endovenosa diluire il cont
  enuto di una fiala nel liquido usato per la fleboclisi. In ogni caso p
  assare appena possibile alla via orale. Nel trattamento di pazienti an
  ziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che d
  ovra' valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

  AVVERTENZE
  Speciale attenzione richiede l'impiego di tale sostanza nei bambini so
  prattutto durante una malattia infettiva o in caso di intervento chiru
  rgico o di vaccinazione, in quanto in tali condizioni e' stata riscont
  rata una piu' elevata incidenza di reazioni extrapiramidali. Usare con
  cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con una storia fa
  migliare di prolungamento QT. Evitare una terapia concomitante con alt
  ri neurolettici. L'effetto antiemetico dei fenotiazinici puo' maschera
  re i segni d'iperdosaggio di altri farmaci o puo' rendere piu' diffici
  le la diagnosi di concomitanti affezioni specie del tratto digerente o
  del SNC come l'ostruzione intestinale, i tumori cerebrali, la sindrom
  e di Reye. Per questo motivo tali sostanze debbono essere usate con pr
  udenza in associazione ad antiblastici che a dosi tossiche possono pro
  vocare vomito. Poiche' il rischio di discinesie persistenti tardive e'
  stato correlato con la durata della terapia, il trattamento cronico c
  on neurolettici deve essere riservato a quei pazienti con affezioni ch
  e rispondano al farmaco e per i quali non e' possibile una appropriata
  terapia alternativa. Le dosi e la durata del trattamento dovrebbero e
  ssere quelle minime per ottenere una soddisfacente risposta clinica. S
  e compaiono segni o sintomi della discinesia tardiva nel corso della t
  erapia sospendere la somministrazione. In generale le fenotiazine non
  producono dipendenza psichica. Tuttavia, a seguito di brusca interruzi
  one, possono comparire nausea, vomito, vertigini, tremori, irrequietez
  za motoria. Speciale attenzione va posta ai pazienti con depressione p
  sichica ovvero durante la fase maniacale delle psicosi cicliche per la
  possibilita' di un rapido cambiamento del tono dell'umore verso la de
  pressione. In corso di trattamento con farmaci antipsicotici e' stato
  riportato un complesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominato S
  indrome Neurolettica Maligna. Manifestazioni cliniche di tale sindrome
  sono: iperpiressia, rigidita' muscolare, acinesia, disturbi vegetativ
  i (irregolarita' del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, t
  achicardia, aritmie); alterazioni dello stato di coscienza che possono
  progredire fino allo stupore e al coma. Il trattamento della SNM cons
  iste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci ant
  ipsicotici e di altri farmaci non essenziali e nell'istituire una tera
  pia sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridu
  rre l'ipertermia e nel correggere la disidratazione). Qualora venisse
  ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici,
  il paziente deve essere attentamente monitorato. In corso di terapia s
  i informi il proprio medico nel caso si accerti uno stato di gravidanz
  a; occorre altresi' consultarlo qualora si desideri procedere all'alla
  ttamento materno o si voglia iniziare una gravidanza. Nelle pazienti c
  he allattano, occorre decidere se rinunciare a nutrire al seno il latt
  ante ed iniziare il trattamento o viceversa, proseguire l'allattamento
  evitando la somministrazione del medicinale. Come con tutti i neurole
  ttici i pazienti trattati con clorpromazina devono essere tenuti sotto
  diretto controllo medico. Per le sue proprieta' farmacologiche il pro
  dotto deve essere usato con particolare cautela negli anziani, nei sog
  getti portatori di affezioni cardiovascolari, malattie polmonari acute
  e croniche, glaucoma, ipertrofia prostatica ed altre malattie stenosa
  nti dell'apparato digerente ed urinario e Morbo di Parkinson. In caso
  di ipotensione, non utilizzare adrenalina, che puo' determinare un ult
  eriore abbassamento della pressione arteriosa. Dosi protratte nel tem
  po determinano un aumento del livello plasmatico della prolattina con
  possibili effetti sugli organi bersaglio. I prodotti contenenti fenoti
  azine debbono pertanto essere usati con le opportune attenzioni nelle
  donne con neoplasie mammarie. Durante la terapia, specie se prolungata
  o ad alte dosi, bisogna tenere sempre presente l'evenienza di effetti
  collaterali a carico del SNC, del fegato, del midollo osseo, dell'occ
  hio e dell'apparato cardiovascolare ed e' quindi necessario eseguire p
  eriodici controlli clinici e di laboratorio. In particolare, dal momen
  to che con i derivati fenotiazinici sono state descritte alterazioni d
  ella crasi ematica e' consigliabile durante la terapia cronica con Lar
  gactil eseguire periodicamente un esame emocromocitometrico, cosi' com
  e sono opportuni ripetuti controlli della funzione renale ed epatica.
  I pazienti trattati con alte dosi di clorpromazina e che devono essere
  sottoposti ad interventi operatori, abbisognano di dosaggi inferiori
  di anestetici e di farmaci depressori del sistema nervoso centrale. Gl
  i effetti sulla crasi ematica debbono essere particolarmente seguiti t
  ra la quarta e la dodicesima settimana. L'esordio di una discrasia puo
  ' essere tuttavia improvviso e quindi la comparsa di manifestazioni in
  fiammatorie a carico della bocca e delle prime vie aeree deve essere s
  eguita immediatamente da opportuni controlli ematologici. Le fenotiazi
  ne aumentano lo stato di rigidita' muscolare in individui affetti da m
  orbo di Parkinson o forme simili o da altri disturbi motori; esse poss
  ono inoltre abbassare la soglia convulsiva e facilitare la comparsa d
  i crisi epilettiche. I pazienti in trattamento con fenotiazine debbono
  evitare l'eccessiva esposizione alla luce solare, ricorrendo, se nece
  ssario, all'uso di speciali creme protettive. Usare con cautela in sog
  getti esposti a temperature particolarmente alte o basse in quanto le
  fenotiazine possono compromettere gli ordinari meccanismi di termoreg
  olazione. Con la clorpromazina, come con altri neurolettici, sono stat
  i riportati, molto raramente, casi di allungamento dell'intervallo QT.
  Le compresse contengono lattosio quindi non e' adatto per i soggetti
  con deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di
  glucosio/galattosio. Le gocce orali contengono saccarosio quindi non e
  ' adatto per i soggetti con intolleranza ereditaria al fruttosio, sind
  rome da malassorbimento di glucosio/galattosio o deficit di saccarasi-
  isomaltasi. Le fiale contenenti soluzioni colorate o non limpide devon
  o essere scartate. In studi clinici randomizzati versus placebo condot
  ti in una popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni ant
  ipsicotici atipici e' stato osservato un aumento di circa tre volte de
  l rischio di eventi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento de
  l rischio non e' noto. Non puo' essere escluso un aumento del rischio
  per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Il farmaco
  deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per
  stroke.

  INTERAZIONI
  L'associazione con altri psicofarmaci richiede speciale cautela e vigi
  lanza da parte del medico per evitare inattesi e indesiderati effetti
  da interazione. Quando i neurolettici sono somministrati in concomitan
  za con i farmaci che prolungano il QT, il rischio di insorgenza di ari
  tmie cardiache aumenta. Non somministrare in concomitanza con farmaci
  che determinano alterazioni degli elettroliti. Altre associazioni che
  richiedono precauzioni particolari o un aggiustamento del dosaggio. So
  stanze che deprimono il SNC: barbiturici, ansiolitici, ipnotici, anest
  etici, antistaminici, analgesici oppiacei. In caso di associazione ev
  itare dosaggi elevati e controllare accuratamente il paziente per evit
  are un'eccessiva sedazione o depressione centrale. Anticonvulsivanti:
  per il noto effetto delle fenotiazine sulla soglia convulsiva, nei sog
  getti epilettici puo' rendersi necessario un aggiustamento della terap
  ia specifica. Il rispettivo dosaggio dei farmaci in caso di associazio
  ne deve essere accuratamente determinato essendo possibile, fra l'altr
  o, che le fenotiazine riducano il metabolismo della fenilidantoina, ac
  centuandone la tossicita', e che i barbiturici, al pari di altri indut
  tori enzimatici a livello microsomiale, possano accentuare il metaboli
  smo delle fenotiazine. Litio: sebbene raramente, l'associazione con fe
  notiazine ha determinato un'encefalopatia acuta. Se presente febbre di
  natura non determinata insieme ad effetti indesiderati di natura extr
  apiramidale. la somministrazione del litio e del Largactil deve essere
  sospesa. Il Litio puo' ridurre la concentrazione della Clorpromazina
  nel plasma e puo' inoltre aumentare il rischio di reazioni di tipo ext
  rapiramidale. E' segnalato un caso di fibrillazione ventricolare in se
  guito alla sospensione del Litio nel corso di una terapia in associazi
  one con la Clorpromazina. Antiipertensivi: l'interazione con farmaci a
  ntiipertensivi comporta un aumento dell'effetto ipotensivo; tuttavia l
  e fenotiazine possono antagonizzare gli effetti della guanetidina e fa
  rmaci simili. Anticolinergici: cautela richiede l'associazione di feno
  tiazine e farmaci parasimpaticolitici che puo' favorire la comparsa di
  caratteristici effetti collaterali. Gli anticolinergici possono ridur
  re l'azione antipsicotica del Largactil. Farmaci ad attivita' leucopen
  izzante: per il sinergico effetto depressivo sulla crasi ematica le fe
  notiazine non debbono essere associate a fenilbutazone, derivati tiour
  acilici ed altri farmaci potenzialmente mielotossici. Metrizamide: tal
  e sostanza aumenta il rischio di convulsioni da fenotiazina. E' necess
  ario quindi sospendere la terapia almeno 48 ore prima di un esame miel
  ografico e la somministrazione non deve essere ripresa prima di 24 ore
  dall'esecuzione di questo. Alcool: e' sconsigliabile l'assunzione di
  alcool durante la terapia in quanto puo' facilitare gli effetti collat
  erali centrali da fenotiazine. Lisuride, Pergolide e Levodopa: gli eff
  etti di tali sostanze sono specificatamente antagonizzati dalle fenoti
  azine; di cio' si tenga conto nei soggetti con morbo di Parkinson. Ant
  iacidi: evitare l'ingestione del prodotto assieme ad antiacidi o ad al
  tre sostanze che possano ridurre l'assorbimento delle fenotiazine. Int
  erazione con i test di laboratorio: i metaboliti urinari delle fenotia
  zine possono impartire una colorazione scura alle urine e dare false r
  isposte positive ai test dell'amilasi, dell'urobilinogeno, delle uropo
  rfirine, dei porfobilinogeni e dell'acido 5-idrossi-indolacetico. Nell
  e donne in trattamento con fenotiazine sono stati segnalati falsi posi
  tivi ai test di gravidanza. Antidiabetici: poiche' la clorpromazina pu
  o' causare iperglicemia il dosaggio degli ipoglicemizzanti orali o del
  l'insulina deve essere accuratamente determinato. Antiaritmici: i neur
  olettici possono indurre alterazioni del tracciato E.C.G. come il prol
  ungamento dell'intervallo Q.T., devono quindi essere usati con cautela
  nei pazienti che assumono farmaci come gli antiaritmici che hanno eff
  etti simili. Antidepressivi: l'associazione di fenotiazine e antidepre
  ssivi triciclici accentua gli effetti antimuscarinici. Deferossamina:
  la somministrazione della deferossamina e della proclorperazina ha det
  erminato una encefalopatia metabolica transitoria. E' possibile che ta
  le situazione possa verificarsi anche con la clorpromazina, poiche' qu
  esta mostra molte delle attivita' farmacologiche della proclorperazina
  .

  EFFETTI INDESIDERATI
  Sistema nervoso centrale: con l'uso di fenotiazine possono verificarsi
  , specie durante le prime settimane di terapia, sedazione e sonnolenza
  che per lo piu' scompaiono con la prosecuzione della cura o con una o
  pportuna riduzione del dosaggio. Altri effetti comportamentali che si
  sono manifestati con varia frequenza sono insonnia, irrequietezza, ans
  ia, euforia, agitazione psicomotoria, depressione dell'umore o aggrava
  mento dei intomi psicotici. All'attivita' anticolinergica delle fenoti
  azine e' dovuta l'eventuale comparsa di secchezza delle fauci, midrias
  i, turbe della visione, stipsi, costipazione e anche ileo paralitico,
  ritenzione urinaria, ed altri segni di ridotta attivita' parasimpatica
  . Sono inoltre possibili convulsioni e modificazioni della temperatura
  corporea. Un aumento significativo e non altrimenti spiegabile della
  temperatura corporea puo' essere dovuto ad intolleranza verso il prodo
  tto; in tal caso e' necessario interrompere la terapia. Per la depress
  ione del centro della tosse possono verificarsi affezioni ab ingestis
  . Reazioni di tipo extrapiramidale sono comuni durante il trattamento
  con fenotiazine. Esse sono ordinariamente rappresentate da distonie mu
  scolari, acatisia, sindromi pseudo-parkinsoniane e discinesie persiste
  nti tardive. Le distonie e l'acatisia sono piu' frequenti nei bambini,
  mentre i segni di parkinsonismo prevalgono negli anziani soprattutto
  se portatori di lesioni organiche cerebrali. Le distonie comprendono s
  pasmi dei muscoli del collo e del tronco fino al torcicollo e all'opis
  totono, crisi oculogire, trisma, protrusione della lingua e spasmi car
  po-podalici. Queste reazioni compaiono molto precocemente e scompaiono
  entro 24-48 ore dalla sospensione della terapia. Molto raramente le d
  istonie possono determinare laringospasmo associato a cianosi e asfiss
  ia. L' acatisia e' caratterizzata da irrequietezza motoria e talora da
  insonnia. Piu' frequente nei primi giorni di terapia, puo' comparire
  anche tardivamente. I disturbi spesso regrediscono spontaneamente; in
  caso contrario possono essere ben controllati riducendo il dosaggio o
  associando un anticolinergico antiparkinson. Le sindromi pseudo-parkin
  soniane (acinesia, rigidita', tremore a riposo, etc.) sono per lo piu'
  sensibili ai farmaci specifici; nei casi persistenti puo' essere nece
  ssaria la riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento. Le
  discinesie persistenti tardive si manifestano per lo piu' durante tera
  pia a lungo termine e con alti dosaggi, anche nel periodo successivo a
  lla sospensione del farmaco. Sono colpiti con maggiore frequenza gli a
  nziani e le donne. Esse si manifestano con movimenti ritmici della lin
  gua, delle labbra e del volto, piu' raramente delle estremita' e sono
  generalmente precedute da fini movimenti vermicolari della lingua. La
  sospensione della terapia puo' impedire lo sviluppo della sintomatolog
  ia, della quale non si conosce tuttavia una terapia specifica. La ridu
  zione periodica del dosaggio dei neurolettici se clinicamente possibil
  e puo' aiutare a riconoscere precocemente l'insorgenza di discinesia t
  ardiva. Molto raramente puo' comparire distonia tardiva non associata
  con la discinesia tardiva. E' caratterizzata da movimenti coreici o mo
  vimenti distonici ad insorgenza ritardata, spesso persistente e puo' p
  otenzialmente divenire irreversibile divenire irreversibile. Apparato
  cardiovascolare: ipotensione, tachicardia, vertigini, manifestazioni s
  incopali, sono abbastanza comuni in pazienti che assumono fenotiazine.
  Poiche' sono piu' frequenti e gravi per via parenterale, l'iniezione
  deve essere eseguita in clinostatismo mantenendo il paziente in tale p
  osizione da 30 a 60 minuti. Gli effetti ipotensivi sono piu' evidenti
  nei soggetti con feocromocitoma e insufficienza della mitrale. Sono po
  ssibili alterazioni del tracciato elettrocardiografico. Sono stati seg
  nalati con Largactil o altri farmaci della stessa classe casi rari di
  prolungamento del QT, aritmie atriali, blocco A-V, aritmie ventricolar
  i come torsioni di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione vent
  ricolare ed arresto cardiaco. Cari molto rari di morte improvvisa. App
  arato emopoietico: gli effetti sulla crasi ematica sono piuttosto rari
  , ma gravi. Essi comprendono leucopenia, agranulocitosi, trombocitope
  nia, porpora, anemia emolitica ed anemia aplastica. Cute: sono possibi
  li reazioni di ipersensibilita' (generale o da contatto) e fotosensibi
  lita', che per lo piu' sono rappresentate da eritemi, orticaria, eczem
  i, dermatiti esfoliative. Nelle terapie a lungo termine sono state seg
  nalate pigmentazioni brune specie nelle zone fotoesposte. Sistema endo
  crino ed effetti sul metabolismo: le fenotiazine possono provocare ipe
  rprolattinemia, riduzione degli estrogeni, del progesterone e delle go
  nadotropine ipofisarie. Come conseguenza possono comparire nelle donne
  ingrossamento e tensione mammaria, lattazione abnorme, amenorrea e ne
  ll'uomo ginecomastia e riduzione del volume testicolare, impotenza. Al
  tri effetti possibili sono un aumento del peso corporeo, edema perifer
  ico, iperglicemia e glicosuria. Reazioni d'ipersensibilita': oltre a q
  uelle cutanee ed ematologiche si puo' verificare con varia frequenza u
  n ittero colestatico, clinicamente simile ad una epatite infettiva e c
  aratterizzato da iperbilirubinemia, ipertransaminasemia, aumento della
  fosfatasi alcalina ed eosinofilia. In caso di segni o sintomi di soff
  erenza epatica la terapia deve essere immediatamente sospesa. Altre re
  azioni di ipersensibilita' sono rappresentate da edema laringeo o angi
  oneurotico, laringospasmo, broncospasmo, reazioni anafilattiche, sindr
  omi tipo lupus eritematoso sistemico. Occhio: in caso di terapia protr
  atta e' stata segnalata la comparsa nella cornea e nel cristallino di
  materiale particellare di natura non determinata che in certi pazienti
  ha determinato deficit visivo. Retinopatia pigmentaria. Poiche' sembr
  a che i danni oculari siano in relazione con il dosaggio e la durata d
  ella terapia si suggerisce che i pazienti in trattamento con alte dosi
  o da lungo tempo siano controllati periodicamente. Altro: Sindrome Ne
  urolettica Maligna. Danno epatico e renale. Come con tutte le fenotiaz
  ine in pazienti in trattamento prolungato con clorpromazina si puo' sv
  iluppare "polmonite silente".

  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
  Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza ne' durante l'alla
  ttamento: al di la' di questo periodo il prodotto deve essere usato so
  lo quando ritenuto essenziale e sempre sotto il diretto controllo del
  medico. Quando impiegato come antiemetico, il prodotto deve essere usa
  to in gravidanza solo in casi di sintomatologia conclamata per la qual
  e non sia possibile un intervento alternativo e non nei frequenti e se
  mplici casi di emesi gravidica e tantomeno con fini preventivi di essa
  .

SCHEDA TECNICA di LARGACTIL 20CPR RIV 100MG
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