Monografie in ordine alfabetico - Schede tecniche di Pagine Sanitarie 
A  B  C  D  E  F  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  X  Y  Z
MODALINA 30CPR RIV 1MG

 Monografia di MODALINA 30CPR RIV 1MG
  
  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  Antipsicotico.

  INDICAZIONI
  Per il trattamento delle manifestazioni di disordini psicotici. Per il
  controllo degli stati di ansia, tensione ed agitazione che si osserva
  no nelle nevrosi od associati a somatizzazioni.

  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
  Non deve essere somministrata a pazienti in coma o con grave depressio
  ne del sistema nervoso centrale da farmaci antidepressivi. Non deve es
  sere pure somministrata in presenza di discrasie ematiche, depressioni
  midollari, epatopatie.

  POSOLOGIA
  Nei casi di ansieta' e di agitazione di lieve o media entita' da 1 a 4
  mg al di', opportunamente divisi nella giornata secondo il parere med
  ico (compresse da 1 o 2 mg di trifluoperazina dicloridrato). Nei casi
  di piu' dichiarata pertinenza psichiatrica iniziare con 5 o 10 mg gior
  nalieri, aumentando di 5 mg ogni 2 o 3 giorni. Il dosagio finale va ac
  curatamente individualizzato per ottenere il massimo effetto col minim
  o di disturbi collaterali: si puo' considerare un dosaggio di 45 mg co
  me massimo ed un dosaggio di 20-25 mg al di' come il normale dosaggio
  di mantenimento nei pazienti ospedalizzati. Nei bambini non ospedalizz
  ati con disturbi lievi di comportamento si consiglia un dosaggio di 1
  mg al giorno; nei bambini ospedalizzati con disturbi mentali piu' comp
  lessi ed accentuati il dosaggio piu' conveniente si aggira sui 3-6 mg
  al giorno.

  AVVERTENZE
  In casi di ipersensibilita' nei confronti di farmaci fenotiazinici (ad
  es. discrasie ematiche, ittero) non debbono essere nuovamente sommini
  strati farmaci di questo tipo, a meno che, a giudizio del medico, i po
  tenziali benefici del trattamento bilancino il possibile rischio. In c
  orso di trattamento con farmaci antipsicotici e' stato riportato un co
  mplesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominato Sindrome Neurole
  ttica Maligna (S.N.M.). Manifestazioni cliniche di tale sindrome sono:
  iperpiressia, rigidita' muscolare, acinesia, disturbi vegetativi (irr
  egolarita' del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachica
  rdia, aritmie), alterazioni dello stato di coscienza che possono progr
  edire fino allo stupore ed al coma. Il trattamento della S.N.M. consis
  te nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci antip
  sicotici e di altri farmaci non essenziali e nell'istituire una terapi
  a sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridurr
  e l'ipertermia e nel correggere la disidratazione). Qualora venisse ri
  tenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici, il
  paziente deve essere attentamente monitorato. Sono stati descritti, i
  n pazienti trattati con trifluoperazina, casi di agranulocitosi, tromb
  ocitopenia, pancitopenia, anemia, ittero di tipo colestatico, altre al
  terazioni a carico dell'epatocita. Poiche' e' stata osservata anche ip
  otensione, deve essere evitata la somministrazione del medicamento per
  via parenterale od in alte dosi nei pazienti con affezioni del sistem
  a cardiovascolare. Poiche' e' stato descritto che alcuni derivati dell
  a fenotiazina possono causare retinopatie, il trattamento con il prodo
  tto deve essere interrotto se l'esame oftalmoscopico e del campo visiv
  o dimostrano alterazioni della retina. Analogo comportamento deve esse
  re osservato nei pazienti anginosi che rispondono sfavorevolmente alla
  terapia per un aumento del dolore. Con la somministrazione prolungata
  di alte dosi del medicamento deve essere tenuta presente la possibili
  ta' di un effetto di accumulo con gravi sintomi vasomotori od a carico
  del sistema nervoso centrale. Per ridurre la frequenza di queste e di
  altre reazioni collaterali, i pazienti sottoposti a trattamenti di lu
  nga durata, specialmente con dosi elevate del medicamento devono esser
  e esaminati periodicamente con il fine di decidere se possa essere rid
  otta la dose di mantenimento o possa essere interrotta la terapia. In
  studi clinici randomizzati versus placebo condotti in una popolazione
  di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici e' s
  tato osservato un aumento di circa tre volte del rischio di eventi cer
  ebrovascolari. Il meccanismo di tale aumento del rischio non e' noto.
  Non puo' essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici
  o in altre popolazioni di pazienti. Il farmaco deve essere usato con
  cautela in pazienti con fattori di rischio per stroke.

  INTERAZIONI
  Quando si faccia uso di farmaci sedativi, narcotici, anestetici, tranq
  uillizzanti o di alcool contemporaneamente o successivamente al farmac
  o, occorre considerare la possibilita' di un potenziamento additivo in
  desiderabile dell'effetto antidepressivo. L'associazione con altri psi
  cofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico
  ad evitare inattesi effetti indesiderabili da interazione.

  EFFETTI INDESIDERATI
  Sonnolenza, vertigini, reazioni ed eruzioni cutanee, secchezza delle f
  auci, insonnia, amenorrea, affaticabilita', debolezza muscolare, anore
  ssia, galattorrea, alterazioni della vista, reazioni neuromuscolari ex
  trapiramidali. Questi ultimi sintomi sono stati riferiti con frequenza
  significativa negli psicopazienti ospedalizzati. Essi possono essere
  caratterizzati da "rigidita' motoria" od essere di "tipo distonico o p
  arkinsoniano". Secondo la loro gravita' si rende necessario ridurre il
  dosaggio giornaliero del medicamento o sospendere la somministrazione
  ; nel caso di una ripresa del trattamento si deve prescrivere un dosag
  gio ridotto. Si i sintomi extrapiramidali si verificano in bambini od
  in gestanti la terapia deve essere interrotta definitivamente. In molt
  i casi per la risoluzione dei sintomi sono sufficienti dei barbiturici
  somministrati per idonea via d'introduzione. Nei casi piu' gravi puo'
  farsi luogo alla somministrazione di farmaci antiparkinsoniani, eccet
  tuato il levodopa, che producono di norma la risoluzione rapida della
  sintomatologia. Devono essere adottate tutte le altre misure del caso,
  quali quelle di sorvegliare adeguatamente lo stato delle vie aeree e
  lo stato d'idratazione. In alcuni pazienti, specialmente anziani e di
  sesso femminile, a seguito di trattamenti prolungati, puo' manifestars
  i, come con altri farmaci antipsicotici e talora dopo l'interruzione d
  ella terapia, una "discinesia tardiva persistente" a volte irreversibi
  le. La sindrome e' caratterizzata da movimenti ritmici involontari del
  la lingua, del volto, della bocca, delle guance che talora possono acc
  ompagnarsi ad analoghi movimenti delle estremita'. Non si conosce alcu
  n trattamento efficace per questa sindrome, i farmaci antiparkinsonian
  i in genere non ne risolvono la sintomatologia. E' stato quindi sugger
  ito di interrompere ogni trattamento antipsicotico non appena si prese
  ntino inconvenienti del genere e, particolarmente, ove compaia uno spe
  ciale movimento vermicolare della lingua che si ritene possa rappresen
  tare il primo sintomo della discinesia.

  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
  Gli studi sulla riproduzione degli animali e l'esperienza clinica non
  hanno dimostrato finora che la trifluoperazina sia priva di effetti te
  ratogeni. Quindi, come per ogni altro medicamento, il prodotto puo' es
  sere usata nelle gestanti solo se, a giudizio del medico e' necessaria
  per la salute della paziente. Tuttavia e' bene evitare l'uso del farm
  aco, specie nel primo trimestre.

SCHEDA TECNICA di MODALINA 30CPR RIV 1MG
Note Cuf           Ticket regionali           News Informazione farmaceutica
Torna alla Home



[ Pubblicità ]


LUISS Business School EMPHA