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MUTABON FORTE 30CPR RIV 25 4MG

 Monografia di MUTABON FORTE 30CPR RIV 25 4MG
  
  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  PSICOLETTICI E PSICOANALETTICI IN ASSOCIAZIONE.

  INDICAZIONI
  E' indicato nel trattamento di vari disturbi mentali, sia reattivi sia
  endogeni, caratterizzati dalla coesistenza di ansia, tensione ed agit
  azione con depressione. Esso si e' rivelato utile nei disturbi psicone
  urotici e psicosomatici, nella sindrome da menopausa, nella depression
  e e ansia associate con malattie organiche, nell' alcoolismo acuto e c
  ronico, nella sindrome depressiva e maniacodepressiva, nelle reazioni
  schizofreniche, nelle psicosi involutive, nelle deviazioni sessuali e
  nei problemi del comportamento associati a deficienza mentale. Si dimo
  stra efficace nei pazienti con grave insonnia associata ad ansia e dep
  ressione.

  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
  Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien
  ti. Sono stati riferiti casi di allergenicita' crociata con altri farm
  aci a struttura chimica analoga. Glaucoma, aumento della pressione end
  o-oculare, ipertrofia prostatica, ritenzione urinaria sospetta o accer
  tata, miastenia grave, discrasia ematica, depressione del midollo osse
  o o danno epatico. La somministrazione e' controindicata in associazio
  ne a farmaci depressivi del S.N.C. (barbiturici, alcool etilico, narco
  tici, analgesici, antistaminici). Negli stati comatosi e nei gravi sta
  ti di depressione. Turbe della emopoiesi (evitare pertanto la somminis
  trazione contemporanea di farmaci potenzialmente leucopenizzanti). In
  pazienti con danno cerebrale sottocorticale presunto o accertato, con
  o senza danno ipotalamico, in quanto in tali pazienti puo' insorgere u
  na reazione ipertermica con temperature superiori ai 40C, talvolta non
  fino a 14 o 16 ore dalla somministrazione del farmaco. Utili per il t
  rattamento di tale reazione sono l'impacco di ghiaccio su tutto il cor
  po e la somministrazione di antipiretici. Onde evitare manifestazioni
  anche gravi, crisi iperpiretiche fino alle convulsioni, al coma ed all
  'exitus, il prodotto non deve essere somministrato in associazione con
  gli IMAO, ne' prima che siano trascorse almeno 2 settimane dall'inter
  ruzione di un trattamento precedente con detti farmaci. Amitriptilina
  cloridrato non e' consigliata nel corso della fase acuta di ripresa do
  po infarto del miocardio.

  POSOLOGIA
  Il dosaggio deve essere individualizzato secondo il particolare distur
  bo da trattare, la durata e la gravita' della malattia e la risposta d
  el paziente. Di solito e' sufficiente una compressa 3-4 volte al giorn
  o, generalmente sono necessari diversi giorni di trattamento per appre
  zzare in pieno l'attivita' terapeutica del preparato. Occorre tener pr
  esente che l'azione tranquillante si manifesta piu' rapidamente (2 o 3
  giorni) di quella antidepressiva (1 settimana o piu'); pertanto i sin
  tomi di tensione e di ansieta' scompaiono assai prima della sintomatol
  ogia depressiva. Nei pazienti con grave irrequietezza ed agitazione ps
  icomotoria o insonnia persistente, e' consigliabile somministrare 1 o
  2 compresse di Mutabon Forte la sera mezz'ora prima di coricarsi e le
  rimanenti compresse durante la giornata. Per raggiungere un effetto co
  mpleto occorrera' continuare il trattamento per diverse settimane; una
  volta ottenuto il controllo dei sintomi, il medico potra' gradualment
  e ridurre il dosaggio fino a stabilire la posologia individuale di man
  tenimento. La necessita' di continuare il trattamento deve essere riva
  lutata periodicamente. Alcuni pazienti, dopo un trattamento iniziale c
  on questo farmaco possono migliorare sufficientemente da richiedere un
  quantitativo di perfenazina inferiore ai 4 mg presenti; in tali casi
  si potra' continuare la terapia con Mutabon Antidepressivo che contien
  e solo 2 mg di perfenazina. A volte puo' invece essere necessario aggi
  ungere un ulteriore quantitativo di perfenazina nei casi in cui l'ansi
  a e l'eccitazione rappresentano il disturbo primario, per cui e' desid
  erabile un maggior effetto antipsicotico.

  AVVERTENZE
  Il suo impiego in bambini di eta' inferiore a 12 anni non e' raccomand
  ato. In corso di trattamento con farmaci antipsicotici e' stato riport
  ato un complesso di sintomi, potenzialmente fatale, denominato sindrom
  e neurolettica maligna, con: iperpiressia, rigidita' muscolare, acines
  ia, disturbi vegetativi (irregolarita' del polso e della pressione art
  eriosa, sudorazione, tachicardia, aritmie); alterazioni dello stato di
  coscienza che possono progredire fino allo stupore e al coma. Il trat
  tamento consiste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei
  farmaci antipsicotici e di altri farmaci non essenziali e nell'istitu
  ire una terapia sintomatica intensiva. In generale, occorre osservare
  le stesse precauzioni che si seguono durante la somministrazione singo
  la dei due componenti. Evitare una terapia concomitante con altri neur
  olettici. Alcuni degli effetti indesiderati della perfenazina tendono
  a comparire piu' frequentemente quando vengono somministrate dosi elev
  ate. Particolare attenzione va posta nel somministrare la perfenazina
  a pazienti affetti da feocromocitoma o da insufficienza mitralica, per
  gli eventuali effetti ipotensivi che si possono verificare, controlla
  bili peraltro con noradrenalina. L'effetto antiemetico della perfenazi
  na puo' mascherare i segni di iperdosaggio di altri farmaci o puo' ren
  dere piu' difficile la diagnosi di affezioni come l'ostruzione intesti
  nale, la sindrome di Reye, i tumori cerebrali o altre encefalopatie. P
  oiche' la perfenazina determina un aumento del livello plasmatico dell
  a prolattina, i prodotti contenenti fenotiazine devono essere usati co
  n opportuna attenzione nelle donne con neoplasia mammaria. Durante la
  fase post-operatoria in pochi pazienti in trattamento con fenotiazine
  si e' verificata aspirazione di vomito. I pazienti sottoposti a interv
  ento chirurgico che ricevono alte dosi di perfenazina, devono essere a
  ttentamente controllati per la possibile comparsa di fenomeni di ipote
  nsione. Inoltre, puo' rendersi necessaria la riduzione delle quantita'
  di anestetici o sedativi del sistema nervoso centrale (SNC). Usare co
  n cautela in soggetti esposti a temperature troppo alte o troppo basse
  in quanto le fenotiazine possono compromettere gli ordinari meccanism
  i di termoregolazione. Un significativo aumento della temperatura corp
  orea, non spiegabile altrimenti, puo' suggerire un'intolleranza alla p
  erfenazina; in tal caso, interrompere la terapia. Se insorgono discras
  ie ematiche o anormalita' nei valori di funzionalita' epatica, il trat
  tamento deve essere interrotto. Se i valori dell'azotemia (BUN) diveni
  ssero anormali, il trattamento deve essere interrotto. La perfenazina
  puo' aumentare lo stato di rigidita' muscolare in individui predispost
  i o gia' affetti da morbo di Parkinson o da forme Parkinson-simili, o
  da altri disturbi motori. Particolare cautela in tutti i casi seguenti
  : epilessia o fatti convulsivi, astinenza da alcool, nei cardiopazient
  i specie se anziani, arteriosclerosi cerebrale, storia di ritenzione u
  rinaria o di ostruzione intestinale o di stenosi pilorica, nefro od ep
  atopazienti gravi, ipertiroidei e in coloro che sono in corso di tratt
  amento con ormoni tiroidei, soggetti esposti ad alte temperature, dann
  o respiratorio, dovuto a infezioni polmonari acute o a disturbi respir
  atori cronici, come asma grave o enfisema. Il rischio di suicidio ed i
  l pericolo di sovradosaggio puo' aumentare nei pazienti che fanno abus
  o di alcool. Nei pazienti in terapia a lungo termine, devono essere pr
  esi in considerazione il possibile verificarsi di danno epatico, di de
  positi corneali o lenticolari, di alterazioni alla retina e di discine
  sia irreversibile. I pazienti devono essere attentamente controllati p
  er quanto riguarda gli effetti ematologici, specialmente fra la quarta
  e la decima settimana di terapia, per la comparsa improvvisa di mal d
  i gola o di altri segni di infezione. Se la conta dei globuli bianchi
  diminuisce e la conta differenziale mostra una significativa diminuzio
  ne dei granulociti, il farmaco deve essere interrotto e deve essere in
  iziata un'appropriata terapia. Tuttavia, un leggero abbassamento dei g
  lobuli bianchi non e' di per se' indicativo per l'interruzione del tra
  ttamento. Deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di ris
  chio per stroke. Usare con cautela nei pazienti con malattie cardiovas
  colari o con storia familiare di prolungamento QT. Amitriptilina clori
  drato. Si raccomanda un intervallo di due settimane o piu' tra l'inter
  ruzione della somministrazione dell'inibitore delle MAO e l'inizio del
  trattamento al fine di permettere la guarigione dagli effetti dell'in
  ibitore delle MAO ed evitarne un possibile potenziamento. Tali farmaci
  , tra cui amitriptilina cloridrato, hanno provocato aritmie, tachicard
  ia sinusale e prolungamento dei tempi di conduzione, particolarmente s
  e somministrati ad alte dosi. Infarto del miocardio e ictus sono stati
  riportati con farmaci di questa categoria. Cautela nei pazienti con g
  laucoma ed aumentata pressione endoculare nonche' nei pazienti con rit
  enzione urinaria presente o anticipata, inpazienti ipertiroidei ovvero
  a soggetti sottoposti a trattamento con farmaci tiroidei. Nelle psico
  si maniaco-depressive, i pazienti depressi possono passare alla fase m
  aniacale se trattati con un agente antidepressivo triciclico. L'azione
  tranquillante puo' ridurre la possibilita' di comparsa di questo effe
  tto. Sono stati riportati sia innalzamenti che abbassamenti dei livell
  i di zucchero nel sangue. Ipotensione acuta grave si e' verificata con
  l'uso delle fenotiazine ed in particolare piu' facilmente in pazienti
  con insufficienza mitralica o feocromocitoma. In pazienti con feocrom
  ocitoma puo' insorgere ipertensione di rimbalzo. Generalmente, le feno
  tiazine, perfenazina inclusa, non provocano dipendenza psichica. Tutta
  via, a seguito dell'improvvisa interruzione di una terapia ad alto dos
  aggio, sono stati riferiti gastrite, nausea, vomito, vertigini, tremor
  i ed iperattivita' motoria. Studi suggeriscono che tali sintomi posson
  o essere ridotti con la somministrazione continuata di agenti antipark
  inson per alcune settimane dopo l'interruzione del trattamento con le
  fenotiazine. L'improvvisa interruzione della terapia con antidepressiv
  i triciclici a dosi elevate puo' provocare sintomi a cascata, tra cui
  malessere, brividi, coriza, dolore muscolare, cefalea, nausea, vomito,
  ansia, instabilita', capogiri e acatisia. Non adatto per i soggetti c
  on deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di g
  lucosio/galattosio.

  INTERAZIONI
  La somministrazione concomitante di fenotiazine puo' potenziare gli ef
  fetti depressivi sul sistema nervoso centrale (SNC) di oppiacei, barbi
  turici o altri sedativi, antistaminici, anestetici, tranquillanti, alc
  ool (etanolo) e meperidina (e di altri analgesici oppiacei), per cui p
  uo' essere necessaria una riduzione delle dosi di questi agenti e biso
  gna evitare sovradosaggio. Analogamente, l'uso concomitante di questi
  prodotti puo' potenziare le fenotiazine. Usare con cautela in pazienti
  trattati con atropina o farmaci simili a causa di effetti additivi an
  ticolinergici ed anche in pazienti che saranno esposti a temperature e
  levate o insetticidi fosforo organici. Va somministrato con cautela in
  concomitanza a terapia antiipertensiva con reserpina, guanetidina, me
  tildopa, betabloccanti o composti simili. L'eventuale comparsa di ipot
  ensione puo' essere controllata con noradrenalina (non adrenalina, in
  quanto la sua attivita' e' antagonizzata dalla perfenazina). La sommin
  istrazione contemporanea di cimetidina puo' aumentare le concentrazion
  i plasmatiche di amitriptilina ed i relativi effetti anticolinergici.
  Gli antipsicotici possono provocare un aumento o una diminuzione dei l
  ivelli sierici di fenitoina. I barbiturici possono ridurre i livelli p
  lasmatici delle fenotiazine e le fenotiazine possono ridurre i livelli
  dei barbiturici. I livelli plasmatici di propranololo (farmaco blocca
  nte i recettori beta-adrenergici) e delle fenotiazine sono entrambi au
  mentati se i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente. Gli
  antiacidi a base di sali di alluminio possono inibire l'assorbimento
  delle fenotiazine. Quando i neurolettici sono somministrati in concomi
  tanza con farmaci che prolungano il QT, il rischio di insorgenza di ar
  itmie cardiache aumenta. Non somministrare in concomitanza con farmaci
  che determinano alterazioni degli elettroliti. E' stato riportato che
  la somministrazione concomitante di farmaci antidepressivi triciclici
  e degli inibitori delle monoaminoossidasi (MAO) provoca reazioni simi
  li ad un avvelenamento da atropina con conseguenti crisi iperpiretiche
  , convulsioni e morte. A seguito della somministrazione per via orale
  dei due farmaci a dosaggio terapeutico sono stati riferiti iperpiressi
  a non fatale, ipertensione, tachicardia, confusione e convulsioni. L'u
  so concomitante di amitriptilina e anticolinergici o amine simpaticomi
  metiche, tra cui epinefrina associata ad anestetici locali, puo' incre
  mentare l'attivita' dell'amitriptilina o dell'amina simpaticomimetica.
  E’ stata riferita la comparsa di delirio transitorio con la combinazi
  one con elevate dosi di etcorvinolo. Il trattamento concomitante con a
  mitriptilina ed elettroshockterapia puo' aumentare i pericoli di tale
  trattamento che deve essere limitato ai soli pazienti per i quali sia
  assolutamente indispensabile. La combinazione di amitriptilina e guan
  etidina puo' antagonizzare l'effetto antipertensivo della guanetidina.
  I farmaci triciclici bloccano l'uptake dei neuroni adrenergici della
  guanetidina e dei composti con effetto simile. Non e' raccomandata la
  somministrazione concomitante di Mutabon compresse e guanetidina o com
  posti con effetto simile. L'impiego concomitante di amitriptilina, ant
  icolinergici o antistaminici puo' potenziarne gli effetti anticolinerg
  ici. L'uso concomitante di amitriptilina e agenti con azione depressiv
  a sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), quali alcool, barbiturici, sedat
  ivi o analgesici oppiacei, puo' potenziare gli effetti depressori sul
  SNC, tra cui la depressione respiratoria. L'assunzione concomitante di
  amitriptilina e diazepam risulta in un aumento dell'emivita e dei liv
  elli plasmatici costanti dell'amitriptilina. L'uso concomitante di ami
  triptilina e reserpina puo' antagonizzare gli effetti della reserpina.
  L'uso concomitante di amitriptilina ed anticonvulsivanti puo' ridurre
  il controllo effettivo delle convulsioni nei pazienti epilettici. Sem
  bra che gli agenti triciclici possano agire da deboli induttori del me
  tabolismo del farmaco. Gli effetti anticolinergici degli antidepressiv
  i triciclici possono rallentare la motilita' gastrointestinale in modo
  tale da interferire con l'assorbimento di vari altri farmaci. Inoltre
  , il ritardato transito dallo stomaco puo' risultare nella inattivazio
  ne di farmaci quali levodopa e fenilbutazone. L'attivita' biochimica d
  ell'isoenzima citocromo P450 2D6 (debrisochina idrossilasi) che metabo
  lizza il farmaco e' ridotta in un sottogruppo della popolazione caucas
  ica non sono tuttavia disponibili stime affidabili sulla prevalenza de
  lla ridotta attivita' dell'isoenzima P450 2D6 nelle popolazioni asiati
  che, africane e altre. La fenotipizzazione prospettica dei pazienti an
  ziani prima del trattamento neurolettico permette di identificare i so
  ggetti a rischio di eventi avversi. I farmaci inibitori del citocromo
  P450 2D6 ne comprendono alcuni che non vengono metabolizzati dall'enzi
  ma (chinidina, cimetidina) e molti che sono dei substrati del P450 2D6
  (molti altri antidepressivi, le fenotiazine e gli antiaritmici di tip
  o 1C propafenone e flecainide). Tutti gli inibitori selettivi del re-u
  ptake della serotonina (SSRI), come la fluoxetina, la sertralina e la
  paroxetina, inibiscono il P450 2D6, ma l'ampiezza di tale inibizione p
  uo' variare. La misura in cui le interazioni dei TCA con gli SSRI puo'
  porre problemi clinici dipende dal grado di inibizione e dalla farmac
  ocinetica degli SSRI coinvolti. L'uso concomitante di antidepressivi t
  riciclici e farmaci che possono inibire il citocromo P450 2D6 puo' ric
  hiedere dosi inferiori a quelle comunemente prescritte sia per gli ant
  idepressivi triciclici che per gli altri farmaci. Inoltre, laddove uno
  di questi altri farmaci viene eliminato dalla combinazione terapeutic
  a, potra' essere richiesta una dose maggiore di antidepressivo tricicl
  ico. I metaboliti urinari delle fenotiazine possono rendere le urine s
  cure, dando risultati falso-positivi per urobilinogeno, amilasi, uropo
  rfirine, porfobilinogeni e acido 5-idrossi-indolacetico. La principale
  alterazione elettrocardiografica osservata con amitriptilina consiste
  nell'appiattimento o nell'inversione delle onde T. Gli antidepressivi
  triciclici possono abbassare la soglia convulsiva e produrre quadri e
  lettroencefalografici anomali. La perfenazina puo' aumentare i livelli
  di iodio legati alle proteine plasmatiche senza causare tirotossicosi
  clinica. Poiche' le fenotiazine possono causare una diminuzione della
  secrezione adrenocorticoide come conseguenza di un diminuito rilascio
  di corticotropina, la perfenazina puo' interferire con il test al met
  irapone di funzionalita' ipotalamo-ipofisaria.

  EFFETTI INDESIDERATI
  Perfenazina. I sintomi piu' comuni sono quelli extrapiramidali mentre
  altri sono meno frequenti (ad esempio, sedazione, ittero, discrasia em
  atica, convulsioni ed effetti sul sistema nervoso autonomo). Sistema n
  ervoso centrale. Reazioni extrapiramidali: opistotono, trisma, torcico
  llo, torcicollo spastico, dolore e intorpidimento agli arti, irrequiet
  ezza motoria, crisi oculogire, iperriflessia, distonia, inclusi protru
  sione, alterazione del colore, dolore e arrotolamento della lingua, sp
  asmo tonico dei muscoli masticatori, senso di costrizione alla gola, d
  izione confusa, disfagia, impossibilita' a star seduti, discinesia, pa
  rkinsonismo e atassia. Discinesia persistente tardiva. Altri effetti s
  ul sistema nervoso centrale. Edema cerebrale; anomalie delle proteine
  del fluido cerebrospinale; attacchi convulsivi, particolarmente in paz
  ienti con anomalie dell'EEC o con storia di tali disturbi, e cefalea.
  In pazienti trattati con farmaci neurolettici e' stata segnalata sindr
  ome neurolettica maligna (SNM). E' una sindrome relativamente non comu
  ne, potenzialmente letale, caratterizzata da grave disfunzione extrapi
  ramidale, accompagnata da rigidita' ed eventualmente stupor o coma, ip
  ertermia e disturbi autonomi, tra cui effetti cardiovascolari. Puo' su
  bentrare sonnolenza, soprattutto nel corso della prima o seconda setti
  mana di trattamento; dopo di che,solitamente, tale disturbo scompare.
  Gli effetti ipnotici sembrano essere minimi, specialmente in pazienti
  cui e' permesso rimanere attivi. Eventi avversi a livello comportament
  ale. Aggravamento paradosso di sintomi psicotici, stati simil-catatoni
  ci, reazioni paranoiche, letargia, eccitamento paradosso, irrequietezz
  a, iperattivita', confusione notturna, sogni bizzarri e insonnia. Iper
  riflessia e' stata riferita nel neonato quando una fenotiazina e' stat
  a somministrata nel corso della gravidanza. Effetti del sistema autono
  mo. Occasionalmente secchezza delle fauci o salivazione, nausea, vomit
  o, ritenzione gastrica, diarrea, anoressia, stipsi, stitichezza ostina
  ta, fecaloma, ritenzione urinaria, frequente bisogno di urinare o inco
  ntinenza, paralisi della vescica, poliuria, congestione nasale, pallor
  e, miosi, midriasi, visione offuscata, glaucoma, sudorazione, ipertens
  ione, ipotensione e alterata frequenza del polso. A seguito di terapia
  con fenotiazina puo' occasionalmente verificarsi ileo adinamico che,
  se grave, puo' causare complicanze e decesso. Cio' e' particolarmente
  preoccupante nei pazienti psichiatrici che possono non richiedere spon
  taneamente di essere trattati per tale condizione. Effetti allergici.
  Occasionalmente si possono verificare orticaria, eritema, eczema, derm
  atite esfoliativa, prurito, fotosensibilita', asma, febbre, reazioni a
  nafilattoidi ed edema della laringe. Edema angioneurotico e dermatite
  da contatto sono stati riferiti nel personale infermieristico che ha s
  omministrato le fenotiazine. In casi estremamente rari, l'idiosincrasi
  a individuale ovvero l'ipersensibilita' alle fenotiazine hanno causato
  edema cerebrale, collasso circolatorio e decesso. Effetti endocrini.
  Lattazione, galattorrea, moderato ingrossamento mammario nelle donne e
  ginecomastia negli uomini dopo dosi elevate, disturbi del ciclo mestr
  uale, amenorrea, alterazioni della libido, inibizione dell'eiaculazion
  e, iperglicemia, ipoglicemia, glicosuria, sindrome della secrezione in
  appropriata dell'ormone antidiuretico (ADH). Effetti cardiovascolari.
  Ipotensione posturale, tachicardia (specialmente con improvviso marcat
  o aumento del dosaggio), bradicardia, arresto cardiaco, svenimento e c
  apogiri. Alterazioni non specifiche (effetto simil-chinidinico), solit
  amente reversibili, dell'ECG sono state osservate in alcuni pazienti s
  ottoposti a trattamento con tranquillanti fenotiazinici. I seguenti ef
  fetti indesiderati sono stati osservati con altri farmaci della stessa
  classe: casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come
  torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolar
  e ed arresto cardiaco. In pazienti sottoposti a trattamento con fenoti
  azine e' stata occasionalmente riferita morte improvvisa. In alcuni ca
  si, il decesso era dovuto apparentemente ad arresto cardiaco; in altri
  , la causa sembrava essere asfissia dovuta ad insufficienza del rifles
  so della tosse. In alcuni pazienti non e' stato possibile determinare
  la causa di morte ne' stabilire se la morte fosse da attribuire alla f
  enotiazina. Effetti ematologici. Agranulocitosi, eosinofilia, leucopen
  ia, anemia emolitica, porpora trombocitopenica e pancitopenia. Effetti
  epatici. Puo' insorgere danno epatico (stasi biliare). L'ittero - che
  compare solitamente tra la seconda e la quarta settimana di trattamen
  to - e' considerato come una reazione di ipersensibilita'. Altri effet
  ti. Particolari fattori collegati alla terapia a lungo termine compren
  dono: pigmentazione cutanea, soprattutto nelle aree esposte; alterazio
  ni oculari che consistono nel deposito di fine sostanza particellare n
  ella cornea e nel cristallino e che, nei casi piu' gravi, arrivano a o
  pacita' del cristallino a forma stellare; cheratopatie epiteliali; alt
  erazioni retiniche; retinopatia pigmentaria. Sono stati osservati inol
  tre: edema periferico; effetto epinefrinico inverso; aumento della PBI
  non attribuibile ad un aumento della tirossina; gonfiore parotideo (r
  aro); iperpiressia; Sindrome simile al lupus eritematoso sistemico; au
  mento dell'appetito e del peso; polifagia; fotofobia; debolezza muscol
  are. Amitriptilina cloridrato. Sebbene con i farmaci antidepressivi, i
  nclusa l'amitriptilina cloridrato, sia stata riferita l'attivazione di
  una schizofrenia latente, essa puo' essere evitata in alcuni casi con
  il farmaco, grazie all'effetto antipsicotico della perfenazina. Alcun
  i esempi di convulsioni epilettiformi sono stati riferiti in pazienti
  schizofrenici cronici nel corso di trattamento con amitriptilina clori
  drato. Con l'impiego di un antidepressivo triciclico si dovranno prend
  ere in considerazione le seguenti reazioni avverse: Effetti allergici.
  Rash, prurito, orticaria, fotosensibilizzazione, edema del volto e de
  lla lingua. Effetti anticolinergici. Secchezza delle fauci, visione of
  fuscata, disturbi dell'accomodazione, stipsi, ileo paralitico, ritenzi
  one urinaria, dilatazione delle vie urinarie. Effetti cardiovascolari.
  Ipotensione, ipertensione, tachicardia, palpitazioni, infarto del mio
  cardio, aritmie, blocco cardiaco, ictus. Effetti sul sistema nervoso c
  entrale e neuromuscolari. Stati confusionali, disturbi della concentra
  zione, disorientamento, fissazioni, allucinazioni, eccitazione, nervos
  ismo, ansia, agitazione, insonnia, incubi notturni, sordita', formicol
  io e parestesia alle estremita', neuropatia periferica, mancanza di co
  ordinazione, atassia, tremori, convulsioni, alterazioni nell'EEG, sint
  omi extrapiramidali, tinnito. Effetti sul sistema endocrino. Rigonfiam
  ento dei testicoli e ginecomastia nel maschio, ingrossamento del seno

  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
  Dovrebbe essere utilizzato nel corso della gravidanza, accertata o pre
  sunta, e nel corso dell'allattamento, solo se i benefici potenziali pe
  r la madre giustificano i rischi potenziali per il feto od il bambino.
  La perfenazina viene escreta rapidamente nel latte materno e potrebbe
  causare effetti indesiderati nel neonato allattato al seno. L'amitrip
  tilina e' stata misurata nel latte umano. La sicurezza di impiego nel
  corso dell'allattamento non e' stata stabilita; quindi, nel somministr
  are il farmaco alle madri che allattano e' necessario valutare i possi
  bili benefici rispetto ai possibili rischi per la madre ed il bambino.

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