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OXYCONTIN 28CPR 10MG R.P.

 Monografia di OXYCONTIN 28CPR 10MG R.P.
  
  MECCANISMO D'AZIONE
  L'ossicodone cloridrato appartiene alla categoria deglianalgesici oppi
  oidi.

  INDICAZIONI
  Trattamento del dolore intenso.

  CONTROINDICAZIONI
  Ipersensibilita' nota verso l'ossicodone, morfina e altri farmaci oppi
  acei, e verso gli altri componenti del prodotto. Depressione respirato
  ria, trauma cranico, ileo paralitico, addome acuto, svuotamento gastri
  co ritardato, affezione ostruttiva grave delle vie respiratorie, asma
  bronchiale grave, ipercapnia, affezione epatica acuta, somministrazion
  e concomitante di inibitori della monoamino-ossidasi o entro 2 settima
  ne dalla sospensione del loro uso. La sicurezza sull'uso preoperatori
  o e fino a 24 ore postoperatorio di OxyContin non e' stata stabilita e
  non puo' essere consigliata. Gravidanza e allattamento. I pazienti af
  fetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da car
  enza di lattasi, di Lapp, da malassorbimento di glucosio galattosio no
  n possono assumere questo farmaco. Si sconsiglia l'uso in gravidanza.
  L'ossicodone e' secreto nel latte materno e puo' provocare depressione
  respiratoria nel neonato. Pertanto, le compresse non devono essere as
  sunte dalle mamme che allattano.

  EFFETTI INDESIDERATI
  Le reazioni avverse piu' comuni osservate sono nausea e stipsi e si ve
  rificano in circa il 25-30% dei pazienti. Se la nausea e il vomito son
  o fastidiosi si puo' associare all'ossicodone un antiemetico. Come per
  tutti i forti oppiacei, la stipsi deve essere prevista e deve essere
  trattata con lassativi adeguati. Se glieventi avversi connessi agli op
  piacei dovessero persistere devono essere ricercate altre cause. Le re
  azioni avverse dovute al farmaco sono tipiche degliagonisti completi d
  egli oppiacei e tendono a diminuire con il passare del tempo, eccetto
  che per la stipsi. La previsione delle reazioni avverse dovute al farm
  aco e la gestione adeguata del paziente possono migliorarne l'accettab
  ilita'. La reazione avversa piu' grave, cosi' come per gli altri oppia
  cei, e' la depressione respiratoria. E' piu' probabile che questa reaz
  ione si manifesti negli anziani, e nei pazienti debilitati o intollera
  nti agli oppiacei. Le reazioni avverse piu' comuni (piu' del 10%) osse
  rvate durante le sperimentazioni cliniche, sono state: stipsi, sonnole
  nza, nausea, vertigini, vomito, e prurito. Se la nausea e il vomitoson
  o fastidiosi si puo' associare all'ossicodone un antiemetico. La stips
  i deve essere trattata con lassativi adeguati. Occasionalmente (1-10%)
  si sono manifestati dolore addominale, astenia, edema, febbre, cefale
  a, vasodilatazione, anoressia, diarrea, secchezza delle fauci, dispeps
  ia, .flatulenza, sogni anormali, ansia, confusione, depressione, inson
  nia, allucinazioni, debolezza, dispnea, broncospasmo, rash, sudorazion
  e, e alterazione della minzione. Le reazioni avverse manifestatesi sol
  o raramente (<1%) sono state: brividi, dolore toracico, reazioni aller
  giche, palpitazioni, sincope, disfagia, gastrite, ulcerazione della bo
  cca, eruttazione, ileo, stomatite, spasmi biliari, sindrome da inappro
  priata secrezione dell'ormone antidiuretico, disidratazione, alterazio
  ne del peso, andatura anormale, amnesia, depersonalizzazione, euforia,
  ipercinesia, ipertonia, ipoestesia, ipotonia, alterazione della parol
  a, stupore, tremore, spasmo muscolare, vertigini, convulsioni epiletti
  che, variazione dell'umore, parestesie, alterazione del pensiero, sind
  rome da sospensione, diminuzione della libido, rinite, epistassi,singh
  iozzo, alterazione della voce, pelle secca, alterazione della lacrimaz
  ione, alterazione della visione, alterazione del gusto, tinnito, miosi
  , ritenzione urinaria, amenorrea, impotenza. Nei pazienti trattati puo
  ' verificarsi una tolleranza sebbene cio' non abbia costituito un prob
  lema rilevante durante il programma di sperimentazione clinica. Quei p
  azienti che hanno avuto bisogno di un aumento di dosaggio marcato, dev
  ono essere sottoposti ad una valutazione accurata del loro schema tera
  peutico per il controllo del dolore. La sospensione improvvisa delle c
  ompresse o la somministrazione di un antagonista oppiaceo puo' dareori
  gine a una sindrome da astinenza caratterizzata da ansieta', irritabil
  ita', brividi, vampate di calore, piloerezione, dolore alle articolazi
  oni, rinorrea, sudorazione, crampi addominali e diarrea. Se lo schema
  terapeutico per la riduzione del dosaggio suggerito produce una sindro
  me da astinenza, occorre aumentare leggermente la dose fino a che non
  spariscono i segnali e i sintomi. Quindi occorre iniziare di nuovo a r
  idurre la dose e interporre periodi di tempo piu' lunghi fra una riduz
  ione e l'altra.

  INTERAZIONI
  Occorre usare cautela nella somministrazione e occorre ridurne il dosa
  ggio, nei pazienti che assumono depressivi del sistema nervoso central
  e poiche' gli oppiacei potenziano gli effetti di fenotiazine, antidepr
  essivi triciclici, anestetici, ipnotici, sedativi, alcool, miorilassan
  ti e antiipertensivi. E' noto che gli inibitori della monoaminoossidas
  i interagiscono con gli analgesici narcotici dando origine a eccitazio
  ne o depressione del SNC con crisi ipertensive o ipotensive. L'ossicod
  one e' metabolizzato dal sistema enzimatico del citocromo P450, ma una
  valutazione completa delle interazioni con altri farmaci metabolizzat
  i attraverso questa via non e' stata intrapresa. La somministrazione c
  oncomitante di chinidina, un inibitore del citocromo P450-2D6, ha dete
  rminato un aumento del Cmax.

  POSOLOGIA E MODALITA' D'ASSUNZIONE
  Adulti e anziani: le compresse vanno assunte a intervalli di 12 ore. I
  l dosaggio dipende dall'intensita' del dolore, dal bisogno di analgesi
  ci manifestato in passato dal paziente, dal peso corporeo e dal sesso
  del paziente (nelle donne si producono concentrazioni plasmatiche piu'
  elevate). La dose iniziale usuale per i pazienti anziani debilitati,
  per i pazienti non dipendenti da oppiacei o per i pazienti che present
  ano dolore intenso non controllabile con oppiacei piu'deboli, e' di 10
  mg ogni 12 ore. Per ottenere sollievo dal dolore il dosaggio deve poi
  essere titolato accuratamente, tutti i giorni se necessario. Quando e
  ' possibile i dosaggi vanno aumentati in incrementi del 25%-50%. Il do
  saggio che controlla il dolore ed e' ben tollerato per un periodo di 1
  2 ore rappresenta il dosaggio esatto per quel paziente. Quando per ott
  enere il sollievo dal dolore si manifesta la necessita' di una sommini
  strazione del medicinale con una frequenza superiore a due volte il gi
  orno, cio' indica che il dosaggio delle compresse deve essere aumentat
  o. Conversione dalla morfina orale: nei pazienti trattati con morfina
  orale prima del trattamento la dose giornaliera deve basarsi sul rappo
  rto che segue: 10 mg di ossicodone orale equivalgono a 20 mg di morfin
  a orale. Occorre sottolineare che questo rapporto serve da guida nel d
  eterminare la dose necessaria di compresse. La variabilita' fra pazien
  ti esige che la dose esatta sia calcolata e adattata accuratamente per
  ogni paziente. Pazienti anziani: studi farmacocinetici controllati in
  pazienti anziani (sopra i 65 anni) hanno rivelato che rispetto agli a
  dulti piu' giovani, la clearance dell'ossicodone e' solo leggermente r
  idotta. In base all'eta' non sono state osservate reazioniavverse infa
  uste dovute al farmaco; pertanto, negli anziani, sono adeguati le dosi
  e gli intervalli di dosaggio impiegati per gli adulti. Dolore non mal
  igno: il trattamento deve essere di breve durata e intermittente per m
  inimizzare il rischio di dipendenza. La necessita' di continuare il tr
  attamento deveessere valutata ad intervalli regolari. I pazienti, di s
  olito, non dovrebbero avere bisogno di piu' di 160 mg il giorno. Dolor
  e oncologico: nei pazienti la dose deve essere aggiustata fino a raggi
  ungere quella che produce sollievo dal dolore salvo che cio' non sia i
  mpedito dalla comparsa di incontrollabili reazioni avverse dovute al f
  armaco. Pazienti con insufficienza renale o epatica: a differenza dell
  e preparazioni di morfina, la somministrazione di compresse di OxyCont
  in non produce livelli significativi di metaboliti attivi. Comunque, i
  n questa popolazione di pazienti, la concentrazione plasmatica di ossi
  codone potrebbe aumentare rispetto ai pazienti con una normale funzion
  e renale e epatica. Pertanto, occorre scegliere la dose iniziale in qu
  esti pazienti con cautela, e cioe', da un terzo a meta' della dose usu
  ale, scegliendo con cura la dose opportuna. Nel caso di insufficienza
  epatica grave, potrebbe anche essere necessario ridurre la frequenza d
  el dosaggio. Non ci sono dati sull'uso in pazienti sottoposti a emodia
  lisi. Adulti sotto i 20 anni e bambini: non consigliato.

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