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REMERON 30CPR ORODISP 30MG

 Monografia di REMERON 30CPR ORODISP 30MG
  
  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  Antidepressivo.

  INDICAZIONI
  Episodi di depressione maggiore.

  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
  Ipersensibilita' alla mirtazapina o agli eccipienti.

  POSOLOGIA
  Adulti: La dose efficace giornaliera e' di solito compresa tra 15 e 45
  mg; la dose iniziale e' 15 o 30 mg (la dose piu' alta deve essere pre
  sa alla sera). Anziani: la dose raccomandata e' uguale a quella degli
  adulti. Nei pazienti anziani l'aumento del dosaggio deve avvenire sott
  o stretto controllo medico per assicurare una risposta efficace e sicu
  ra. Non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolesc
  enti al di sotto dei 18 anni. La clearance della mirtazapina puo' esse
  re ridotta in pazienti con insufficienza renale o epatica e di cio' si
  deve tener conto qualora si debba loro prescrivere il farmaco. Poiche
  ' l'emivita della mirtazapina e' di 20-40 ore, e' adatto per essere so
  mministrato in dose unica giornaliera: e' preferibile assumere la dose
  unica di sera, prima di andare a dormire. La dose prescritta puo' anc
  he essere assunta in 2 somministrazioni, suddividendola in parti ugual
  i tra mattino e sera. E' preferibile che il trattamento continui fino
  a 4-6 mesi dopo la completa scomparsa della sintomatologia. Dopo quest
  o periodo, puo' essere gradualmente sospeso. In genere, la mirtazapina
  comincia ad esercitare i suoi effetti dopo 1-2 settimane di trattamen
  to. La terapia con un dosaggio adeguato deve dare una risposta positiv
  a entro 2-4 settimane. Se la risposta e' insufficiente, la dose puo' e
  ssere aumentata sino al dosaggio massimo; se non vi e' alcuna risposta
  entro le successive 2-4 settimane, il trattamento deve essere interro
  tto. Si raccomanda di interrompere il trattamento con mirtazapina in m
  odo graduale, in modo da evitare i sintomi da sospensione.

  AVVERTENZE
  Assunzione da parte di bambini e adolescenti di eta' inferiore ai 18 a
  nni. Il prodotto non deve essere utilizzato per il trattamento di bamb
  ini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Comportamenti suici
  dari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilita' (essen
  zialmente aggressivita', comportamento di opposizione e collera) sono
  stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati
  su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli
  trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, debba ess
  ere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve
  essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sin
  tomi suicidari. Inoltre, non sono disponibili dati sulla sicurezza a l
  ungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la cr
  escita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale. La d
  epressione e' associata con un rischio elevato di pensieri suicidari,
  autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo risch
  io persiste fino alla remissione. Poiche' il miglioramento puo' non av
  venire durante le primissime settimane o piu' di trattamento, i pazien
  ti devono essere seguiti attentamente fino al miglioramento. Secondo l
  'esperienza clinica generale, il rischio di suicidio puo' aumentare ne
  lle prime fasi del miglioramento. Pazienti con anamnesi positiva di ev
  enti correlati al suicidio, o coloro che mostrano un livello significa
  tivo di ideazioni suicidarie antecedenti il trattamento, presentano un
  rischio maggiore di pensieri suicidari o di tentativi suicidari e per
  tanto devono essere seguiti attentamente durante il trattamento. Inolt
  re, e' possibile un aumento del rischio di comportamenti suicidari in
  giovani adulti. Per quanto riguarda la possibilita' di suicidio, speci
  e all'inizio del trattamento, e' bene fornire al paziente solo un rido
  tto numero di compresse orodispersibili. Durante il trattamento, e' st
  ata segnalata depressione midollare, che si manifesta, di solito, sott
  o forma di granulocitopenia o agranulocitosi; essa compare per lo piu'
  dopo 4-6 settimane di terapia ed e' in genere reversibile una volta s
  ospeso il trattamento. Comunque, in casi molto rari, l' agranulocitosi
  puo' essere fatale. Agranulocitosi reversibile e' stata segnalata, ra
  ramente, anche nel corso degli studi clinici con Remeron. Nel periodo
  successivo alla commercializzazione di Remeron, sono stati riportati c
  asi rarissimi di agranulocitosi, la maggior parte reversibili, ma in a
  lcuni casi fatali. Tutti i casi fatali riguardano pazienti sopra i 65
  anni di eta'. Il medico deve prestare particolare attenzione a sintomi
  quali febbre, mal di gola, stomatite od altri segni di infezione; qua
  ndo questi si presentano, il trattamento deve essere interrotto e deve
  essere eseguito un esame emocromocitometrico completo. E' necessario
  dosare accuratamente il farmaco e porre sotto stretto controllo i pazi
  enti con: epilessia e sindrome cerebrale organica; benche' l'esperienz
  a clinica evidenzia che raramente si verificano attacchi epilettici ne
  i pazienti trattati con mirtazapina, cosi' come con altri antidepressi
  vi, Remeron deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con una st
  oria di attacchi epilettici. Il trattamento deve essere sospeso nei pa
  zienti che manifestano attacchi epilettici, o quando si verifica un au
  mento nella frequenza degli attacchi epilettici; insufficienza epatica
  o renale; malattie cardiache quali difetti della conduzione, angina p
  ectoris e infarto del miocardio recente; in questi casi debbono essere
  prese le normali precauzioni e la terapia concomitante deve essere at
  tuata con accortezza; ipotensione. Il trattamento deve essere interrot
  to se compare ittero. Come con altri antidepressivi, vanno seguiti con
  attenzione pazienti con: disturbi della minzione da ipertrofia prosta
  tica (sebbene non si prevedano problemi con Remeron, poiche' esso poss
  iede un'attivita' anticolinergica molto debole); glaucoma acuto ad ang
  olo chiuso ed ipertensione oculare (anche in questi casi la possibilit
  a' che si evidenzino problemi con Remeron e' scarsa, poiche' esso e' d
  otato di un'attivita' anticolinergica molto debole); diabete mellito:
  nei pazienti con diabete, gli antidepressivi possono alterare il contr
  ollo glicemico. Il dosaggio dell'insulina e/o degli ipoglicemizzanti o
  rali potrebbe avere bisogno di essere modificato ed e' raccomandato un
  monitoraggio stretto. Inoltre, come con altri antidepressivi, si deve
  tenere conto che: interazione con farmaci serotoninergici: la sindrom
  e serotoninergica puo' presentarsi quando gli inibitori selettivi del
  reuptake della serotonina (SSRIs) vengono somministrati in combinazion
  e con altri farmaci serotoninergici. Dall'esperienza successiva alla c
  ommercializzazione, sembra che la sindrome serotoninergica si verifich
  i molto raramente in pazienti trattati con Remeron da solo. Quando gli
  antidepressivi sono somministrati a pazienti con schizofrenia o altri
  disturbi psicotici, si puo' verificare un peggioramento dei sintomi p
  sicotici; l'ideazione paranoide si puo' intensificare; quando viene tr
  attata la fase depressiva di una psicosi maniaco-depressiva, essa si p
  uo' trasformare in fase maniacale. I pazienti con una storia di mania/
  ipomania devono essere strettamente monitorati. La mirtazapina deve es
  sere sospesa nei pazienti che entrano nella fase maniacale. Sebbene Re
  meron non provochi dipendenza, l'esperienza successiva alla commercial
  izzazione mostra che la brusca sospensione della somministrazione, dop
  o un lungo periodo di trattamento, puo' provocare talvolta sintomi da
  sospensione. La maggior parte di questi sintomi e' lieve ed autolimita
  ta. Tra i vari sintomi da sospensione, i piu' frequenti sono vertigini
  , agitazione, ansia, mal di testa, nausea. Benche' essi siano stati ri
  portati come sintomi da sospensione, questi sintomi possono essere cor
  relati alla malattia di base. I pazienti anziani sono spesso piu' sens
  ibili, soprattutto nei confronti degli effetti indesiderati degli anti
  depressivi. Durante gli studi clinici condotti con Remeron non sono st
  ati segnalati effetti indesiderati piu' frequenti negli anziani rispet
  to ai pazienti appartenenti alle altre classi di eta'. Le compresse or
  odispersibili di Remeron contengono sfere di zucchero contenenti sacca
  rosio. Pazienti con problemi ereditari rari di intolleranza al fruttos
  io, malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di saccaras
  i-isomaltasi non devono prendere questo medicinale. Remeron compresse
  orodispersibili contiene aspartame, una fonte di fenilalanina. Ogni co
  mpressa di 15 mg, 30 mg e 45 mg di mirtazapina corrisponde a 2.6 mg, 5
  .2 mg e 7.8 mg di fenilalanina, rispettivamente. Puo' essere nocivo pe
  r pazienti con fenilchetonuria.

  INTERAZIONI
  La mirtazapina non deve essere somministrata in concomitanza con inibi
  tori delle MAO o entro due settimane dalla sospensione della terapia c
  on inibitori delle MAO. La mirtazapina puo' aumentare le proprieta' se
  dative delle benzodiazepine e di altri sedativi. Bisogna fare attenzio
  ne qualora questi medicinali siano prescritti insieme alla mirtazapina
  . La mirtazapina puo' aumentare gli effetti deprimenti dell'alcool sul
  sistema nervoso centrale (CNS). Pertanto ai pazienti si deve consigli
  are di evitare l'assunzione di bevande alcoliche. Nel caso in cui altr
  i farmaci serotoninergici (ad esempio SSRI e venlafaxina) sono usati i
  n concomitanza con mirtazapina, c'e' un rischio di interazione che puo
  ' comportare la comparsa di sindrome serotoninergica. Dall'esperienza
  successiva alla commercializzazione sembra che la sindrome serotoniner
  gica si presenti molto raramente in pazienti trattati con mirtazapina
  in combinazione con inibitori selettivi del reuptake della serotonina
  o con venlafaxina. Nel caso in cui questa combinazione e' considerata
  terapeuticamente necessaria, le variazioni del dosaggio devono essere
  fatte con cautela e strettamente monitorate, per evitare la comparsa d
  i una sovrastimolazione serotoninergica. Mirtazapina, al dosaggio di 3
  0 mg una volta al giorno, provoca un aumento lieve, ma statisticamente
  significativo dell'INR nei soggetti trattati con warfarina. Poiche' a
  dosaggi piu' alti di mirtazapina non si puo' escludere un effetto piu
  ' pronunciato, e' consigliabile il monitoraggio dell'INR in caso di tr
  attamento concomitante di warfarina e mirtazapina. La mirtazapina e' a
  mpiamente metabolizzata dal CYP2D6 e dal CYP3A4 e in misura inferiore
  dal CYP1A2. Uno studio sulle interazioni, condotto su volontari sani,
  non ha mostrato alcuna influenza della paroxetina, un inibitore del CY
  P2D6, sulla farmacocinetica della mirtazapina, allo stato stazionario
  (steady state). La somministrazione concomitante del ketoconazolo, pot
  ente inibitore del CYP3A4, ha aumentato i livelli di picco plasmatico
  e dell'area sotto la curva (AUC) di mirtazapina approssimativamente de
  l 40 e 50%, rispettivamente. Particolare attenzione va prestata quando
  , assieme alla mirtazapina, vengono somministrati potenti inibitori de
  l CYP3A4, quali gli inibitori della HIV-proteasi, gli antimicotici azo
  lici, l'eritromicina e il nefazodone. La carbamazepina e la fenitoina,
  induttori del CYP3A4, hanno aumentato di circa il doppio la clearance
  della mirtazapina, provocando una riduzione del 45-60% dei livelli pl
  asmatici. Quando la carbamazepina o un altro induttore del metabolismo
  epatico (quale rifampicina) viene somministrato contemporaneamente al
  la mirtazapina, puo' essere necessario aumentare la dose di quest'ulti
  ma. Se il trattamento con un induttore viene interrotto, puo' essere n
  ecessario ridurre la dose di mirtazapina. La biodisponibilita' della m
  irtazapina aumenta di oltre il 50% in caso di somministrazione contemp
  oranea di cimetidina. Nel caso in cui venga iniziato un trattamento co
  ncomitante con cimetidina, puo' essere necessario ridurre la dose di m
  irtazapina oppure aumentarla, quando si sospende la terapia con cimeti
  dina. In studi sulle interazioni in vivo, la mirtazapina non ha influe
  nzato la farmacocinetica di risperidone o paroxetina (substrato CYP2D6
  ), carbamazepina (substrato CYP3A4), amitriptilina, cimetidina o fenit
  oina. Non sono stati osservati effetti clinici rilevanti o modificazio
  ni della farmacocinetica nell'uomo, nel caso di somministrazione conte
  mporanea di mirtazapina e litio.

  EFFETTI INDESIDERATI
  I pazienti depressi manifestano un certo numero di sintomi che sono do
  vuti alla malattia stessa. E' pertanto difficile, talvolta, accertare
  quali sintomi siano espressione della malattia e quali il risultato de
  l trattamento. Gli effetti indesiderati comunemente riportati (1-10%)
  durante la terapia sono: aumento dell'appetito e del peso corporeo; so
  nnolenza (che puo' ridurre la capacita' di concentrazione), di solito
  durante le prime settimane di trattamento (N.B.: la riduzione del dosa
  ggio di solito non porta a minore sedazione, ma puo' compromettere l'e
  fficacia antidepressiva); edema generalizzato o localizzato e consegue
  nte aumento di peso; vertigini; mal di testa; Raramente (0,01-0,1%) si
  possono presentare i seguenti effetti indesiderati: ipotensione (orto
  statica); mania; convulsioni (attacchi), tremori, mioclono; depression
  e midollare acuta (eosinofilia, granulocitopenia, agranulocitosi, anem
  ia aplastica e trombocitopenia); aumento dei livelli sierici delle tra
  nsaminasi: esantema; parestesia; sindrome delle gambe irrequiete; artr
  algia / mialgia; affaticamento; incubi notturni / sogni vividi.

  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
  Non ci sono dati sufficienti sull'utilizzo di mirtazapina nelle donne
  in gravidanza. Gli studi condotti negli animali non hanno dimostrato e
  ffetti teratogeni o tossici riproduttivi di rilevanza clinici. Il pote
  nziale rischio nella specie umana e' sconosciuto. Non deve essere impi
  egato durante la gravidanza, a meno che non sia strettamente necessari
  o, e soltanto dopo un'attenta valutazione clinica del rapporto rischio
  /beneficio. Non e' noto se la mirtazapina e' escreta nel latte materno
  , sebbene gli esperimenti condotti sugli animali dimostrino che la mir
  tazapina e' escreta nel latte solo in bassissima quantita'. La decisio
  ne di continuare o sospendere l'allattamento al seno o di continuare o
  sospendere l'uso deve essere presa tenendo conto del beneficio dell'a
  llattamento al seno per il bambino e del beneficio dell'uso del farmac
  o per la donna.

SCHEDA TECNICA di REMERON 30CPR ORODISP 30MG
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