DENOMINAZIONE ROIPNOL
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA Psicolettici, ipnotici e sedativi.
PRINCIPI ATTIVI Flunitrazepam 1 mg.
ECCIPIENTI Nel nucleo: lattosio anidro, cellulosa microcristallina, ipromellosa, povidone K 90 F, sodio amido glicolato, indigotina, magnesio stearato. Nella ricopertura: ipromellosa, etilcellulosa, talco, titanio biossid o, ferro ossido giallo, triacetina, indigotina.
INDICAZIONI Trattamento a breve termine dell'insonnia.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR Miastenia gravis. Ipersensibilita' alle benzodiazepine o ad uno qualsi asi degli eccipienti. Grave insufficienza respiratoria. Grave insuffic ienza epatica. Sindrome da apnea notturna. Somministrazione a bambini. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento.
POSOLOGIA Adulti: 0,5-1 mg. In casi eccezionali la dose puo' essere aumentata a 2 mg. Anziani: 0,5 mg. In casi eccezionali la dose puo' essere aumenta ta a 1 mg. Il farmaco deve essere assunto al momento di coricarsi. Il trattamento deve essere il piu' breve possibile. In generale la durata del trattamento varia da pochi giorni a 2 settimane, fino ad un massi mo di 4 settimane, compreso il periodo di sospensione graduale. In det erminati casi, puo' essere necessaria l'estensione oltre il periodo ma ssimo di trattamento; tale estensione non deve avvenire senza un'accur ata rivalutazione della condizione del paziente. Il trattamento deve e ssere iniziato con la dose piu' bassa indicata. Non si deve superare l a dose massima in quanto cio' comporta un maggior rischio di gravi eff etti collaterali a carico del SNC. I pazienti con compromissione della funzionalita' epatica devono assumere una dose ridotta. Per i pazient i con insufficienza respiratoria cronica e' indicata una dose ridotta, a causa del rischio di indurre una depressione del respiro. Il pazien te deve essere controllato regolarmente all'inizio del trattamento per diminuire, se necessario, la dose o la frequenza dell'assunzione per prevenire l'iperdosaggio dovuto all'accumulo.
CONSERVAZIONE Nessuna particolare.
AVVERTENZE Le benzodiazepine sono indicate soltanto quando la sintomatologia e' g rave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave malessere. Tollera nza: dopo un uso ripetuto per alcune settimane puo' manifestarsi una p erdita di efficacia delle benzodiazepine relativamente agli effetti ip notici. Dipendenza: l'uso di benzodiazepine puo' condurre allo svilupp o di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio di dip endenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso e' maggi ore in pazienti con una storia di abuso di stupefacenti o alcool. Una volta che la dipendenza fisica si e' sviluppata, la sospensione brusca del trattamento sara' accompagnata dai sintomi da astinenza. Questi p ossono consistere in cefalee, dolori muscolari, ansia di estrema gravi ta', tensione, irrequietezza, confusione e irritabilita'. Nei casi gra vi possono manifestarsi i seguenti sintomi: derealizzazione, depersona lizzazione, iperacusia, intorpidimento e formicolio alle estremita', i persensibilita alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazion i o crisi epilettiche. Insonnia ed ansia rebound: sindrome transitoria in cui i sintomi che hanno condotto al trattamento con benzodiazepine ricorrono in forma aggravata; puo' manifestarsi all'interruzione del trattamento. Puo' essere accompagnata da altre reazioni, compresi camb iamenti di umore, ansia, irrequietezza o disturbi del sonno. Poiche' i l rischio di sintomi da astinenza o da rebound e' maggiore dopo la sos pensione brusca del trattamento, si consiglia di diminuire gradualment e il dosaggio. Durata del trattamento: deve essere la piu' breve possi bile a seconda dell'indicazione, ma non deve superare le 4 settimane p er l'insonnia, compreso il periodo di sospensione graduale. L'estensio ne della terapia oltre questi periodi non deve avvenire senza un'accur ata rivalutazione della situazione clinica. Puo' essere utile informar e il paziente quando il trattamento e' iniziato che esso sara' di dura ta limitata e spiegare precisamente come il dosaggio deve essere dimin uito progressivamente. Inoltre e' importante che il paziente sia infor mato della possibilita' di fenomeni di rebound, al fine di minimizzare la reazione ansiosa che l'eventuale comparsa di tali sintomi potrebbe scatenare alla sospensione del medicinale. E' accertato che, nel caso di benzodiazepine con una breve durata di azione, possono comparire s intomi da astinenza nell'intervallo tra una dose e l'altra, particolar mente per dosaggi elevati. Quando si usano benzodiazepine con una lung a durata di azione, e' importante avvisare il paziente che e' sconsigl iabile il cambiamento improvviso con una benzodiazepina a breve durata di azione, poiche' possono comparire sintomi da astinenza. Amnesia: l e benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda. Cio' accade piu' spesso parecchie ore dopo l'ingestione del farmaco e, quindi, per rid urre il rischio, il paziente dovrebbe accertarsi di disporre di un per iodo ininterrotto di 7-8 ore da trascorrere nel sonno. Reazioni psichi atriche e paradosse: e' noto che l'uso di benzodiazepine puo' indurre reazioni come irrequietezza, agitazione, irritabilita', aggressivita', delusione, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, alterazioni del c omportamento. Se cio' dovesse avvenire, l'uso del medicinale deve esse re sospeso. Tali reazioni sono piu' frequenti nei bambini e negli anzi ani. Gruppi specifici di pazienti: le benzodiazepine devono essere som ministrate ai bambini solo dopo una valutazione attenta dell'effettiva necessita' del trattamento; la durata del trattamento deve essere la piu' breve possibile. I dosaggi indicati per gli anziani sono piu' bas si rispetto a quelli per gli adulti. Egualmente, dosaggi ridotti sono indicati nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica a causa d el rischio di depressione respiratoria. Le benzodiazepine non sono ind icate nei pazienti con grave insufficienza epatica in quanto possono p recipitare l'encefalopatia. Le benzodiazepine non sono indicate come t rattamento primario della malattia psicotica. Le benzodiazepine non de vono essere usate come unico trattamento della depressione o dell'ansi a associata alla depressione (aumentano il rischio di suicidio in ques ti pazienti). Le benzodiazepine devono essere usate con estrema cautel a in pazienti con una storia di abuso di stupefacenti o alcool. Il med icinale contiene lattosio non e' quindi adatto per i soggetti con defi cit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio /galattosio.
INTERAZIONI L'assunzione concomitante di alcool va evitata. L'effetto sedativo puo ' essere aumentato quando il medicinale e' assunto congiuntamente all' alcool. Cio' influenza negativamente la capacita' di guidare o di usar e macchinari. L'associazione con farmaci che deprimono il SNC puo' int ensificare l'effetto depressivo a livello centrale. (antipsicotici, ne urolettici, ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici e antistaminici sedativi). Nel caso degli analgesici narcotici puo' verificarsi un aumento dell'effet to euforizzante del narcotico che puo' aumentare la dipendenza psicolo gica. Composti che inibiscono determinati enzimi epatici (specialmente il citocromo P450) possono aumentare l'attivita' delle benzodiazepine . In minor grado, questo si applica anche alle benzodiazepine metaboli zzate soltanto per coniugazione.
EFFETTI INDESIDERATI Sonnolenza durante il giorno, riduzione delle risposte emotive e della vigilanza, confusione, affaticamento, cefalea, vertigini, debolezza m uscolare, atassia, diplopia. Questi fenomeni si presentano principalme nte all'inizio della terapia e solitamente scompaiono con le successiv e somministrazioni. Sono state segnalate occasionalmente altre reazion i avverse quali: disturbi gastrointestinali, alterazioni della libido e reazioni cutanee. Possono verificarsi reazioni di ipersensibilita' c ome eruzioni cutanee, angioedema, ipotensione. Amnesia: amnesia antero grada puo' verificarsi anche ai dosaggi terapeutici, il rischio aument a ai dosaggi piu' alti. Gli effetti amnesici possono essere associati con alterazioni del comportamento. Depressione: uno stato depressivo p reesistente puo' essere smascherato durante l'uso prolungato di benzod iazepine. Reazioni psichiatriche e paradosse: le benzodiazepine o i co mposti benzodiazepino-simili possono causare reazioni come: irrequiete zza, agitazione, irritabilita', aggressivita', deliri, collera, incubi , allucinazioni, psicosi, comportamenti inappropriati. Tali reazioni p ossono essere abbastanza gravi e sono piu' frequenti nei bambini e neg li anziani. Dipendenza: l'uso di benzodiazepine (anche alle dosi terap eutiche) puo' condurre allo sviluppo di dipendenza: la sospensione del la terapia puo' provocare fenomeni di rebound o di astinenza. E' stato segnalato abuso di benzodiazepine. In soggetti predisposti possono ma nifestarsi reazioni di ipersensibilita'.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO Non sono disponibili dati sul flunitrazepam sufficienti ad accertarne la sicurezza d'impiego durante la gravidanza e l'allattamento. Se il p rodotto viene prescritto ad una donna in eta' fertile, la paziente dev e essere avvertita dell'opportunita' di contattare il suo medico per i nterrompere l'assunzione del prodotto nel caso intenda iniziare una gr avidanza o sospetti di essere incinta. Anche se il passaggio del fluni trazepam attraverso la placenta e' scarso dopo una singola dose, e' be ne evitare la somministrazione prolungata durante il terzo trimestre d i gravidanza. Se, per gravi motivi medici, il prodotto e' somministrat o durante l'ultimo periodo di gravidanza, o durante il travaglio a dos i elevate, possono verificarsi effetti sul neonato quali ipotermia, ip otonia e moderata depressione respiratoria dovuti all'azione del farma co. Inoltre, neonati nati da madri che hanno assunto benzodiazepine cr onicamente durante le fasi avanzate della gravidanza possono sviluppar e dipendenza fisica e possono presentare un certo rischio di sviluppar e i sintomi di astinenza nel periodo postnatale. Poiche' le benzodiaze pine sono escrete nel latte materno, esse non devono essere somministr ate alle madri che allattano al seno.
|
|