DENOMINAZIONE TOFRANIL COMPRESSE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA Antidepressivi - Inibitori non selettivi della monoamino-ricaptazione.
PRINCIPI ATTIVI Compresse rivestite da 10 mg: imipramina cloridrato 10 mg. Compresse r ivestite da 25 mg: imipramina cloridrato 25 mg.
ECCIPIENTI Glicerolo, lattosio monoidrato, magnesio stearato, amido di mais, acid o stearico, talco, silice colloidale anidra, saccarosio, cellulosa mic rocristallina, titanio diossido, povidone, macrogoli, copovidone, ferr o ossido rosso, ipromellosa.
INDICAZIONI >>Adulti. Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiva. Depression e reattiva. Depressione mascherata. Depressione neurotica. Depressione in corso di psicosi schizofreniche. Depressioni involutive. Depressio ni gravi in corso di malattie neurologiche o di altre affezioni organi che.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Ipersensibilita' crociata ad altri antidepressivi triciclici appar tenenti al gruppo delle dibenzazepine. Trattamento contemporaneo o nel le due settimane precedenti o successive con un farmaco inibitore dell e monoaminossidasi (IMAO). Trattamento concomitante con inibitori sele ttivi e reversibili delle MAO-A, quali moclobemide. Glaucoma. Ipertrof ia prostatica, stenosi pilorica e altre affezioni stenosanti dell'appa rato gastro-enterico e genito-urinario. Malattie epatiche. Insufficien za cardiaca. Disturbi del ritmo e della conduzione miocardica. Periodo di recupero post-infartuale. Gravidanza accertata o presunta. Allatta mento. Soggetti di eta' inferiore a 18 anni.
POSOLOGIA La posologia e le modalita' di somministrazione devono essere determin ate individualmente dal medico curante ed adattate alle condizioni del paziente. Di regola si deve cercare di ottenere l'effetto ottimale co n le dosi minime efficaci, aumentandole poi con gradualita' e cautela, specialmente nei pazienti anziani, poiche' questa categoria di pazien ti generalmente mostra una risposta piu' marcata al farmaco rispetto a i pazienti di eta' intermedia. Le compresse devono essere deglutite in tere, senza masticarle. Adulti. Depressioni e sindromi depressive: adu lti ospedalizzati Iniziare con 25 mg 3 volte al giorno e aumentare pro gressivamente di 25 mg al giorno fino a 200 mg/die, dosaggio che deve essere mantenuto fino a quando non si riscontri un chiaro migliorament o clinico. In casi gravi si possono somministrare 300 mg/die suddivisi in 3 somministrazioni. La dose di mantenimento, da determinarsi di vo lta in volta per ogni singolo paziente, di solito e' pari a 100 mg/die . Adulti in trattamento ambulatoriale: iniziare con 25 mg 1-3 volte al giorno e aumentare gradualmente sino a 150-200 mg/die, da raggiungers i nell'arco di una settimana; tale dosaggio andra' mantenuto fino a ch e non si riscontri un chiaro miglioramento clinico. La dose di manteni mento, da determinarsi di caso in caso riducendo gradualmente il dosag gio, e' di solito 50-100 mg al giorno. Anziani: all'inizio del trattam ento somministrare 10 mg al giorno da aumentare gradualmente fino a ra ggiungere, nell'arco di 10 giorni, la dose ottimale di 30-50 mg al gio rno, da mantenere fino alla fine del trattamento.
CONSERVAZIONE Nessuna.
AVVERTENZE Uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni: non usare. Gli st udi condotti nella depressione in bambini di questo gruppo di eta' non hanno dimostrato l'efficacia per questa classe di farmaci. Studi con altri antidepressivi hanno messo in evidenza rischio di suicidio, auto lesionismo e ostilita' correlato con tali farmaci. Tale rischio puo' v erificarsi anche con gli antidepressivi triciclici. Inoltre, gli antid epressivi triciclici sono associati ad un rischio di eventi avversi ca rdiovascolari in tutti i gruppi di eta'. Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale. Ideazione/comportamento suicidarlo. Suicidio/Ideazione suicidaria: la depressione e' associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio. Tale rischio persiste fino a che si verific hi una remissione significativa. Controllare i pazienti fino ad avvenu to miglioramento. Il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fa si del miglioramento. Altre patologie psichiatriche per le quali il fa rmaco e' prescritto possono anche essere associate ad un aumentato ris chio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono es sere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano paz ienti con disturbi depressivi maggiori si devono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con a ltre patologie psichiatriche. La terapia farmacologica con antidepress ivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazie nti. I pazienti (o chi si prende cura di loro) dovrebbero essere avver titi della necessita' di monitorare e di riportare immediatamente al p roprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l'in sorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti compor tamentali. In questi pazienti, l'eventualita' di modificare il regime terapeutico, inclusa l'interruzione del trattamento, dovrebbe essere c onsiderata, soprattutto se tali sintomi sono gravi, di insorgenza brus ca o non sono parte dei sintomi presentati dal paziente prima del trat tamento. Al fine di ridurre il rischio di sovradosaggio, le prescrizio ni del farmaco devono essere per i quantitativi minimi di compresse ut ili ad una buona gestione del paziente. Altri effetti psichiatrici: mo lti pazienti con attacchi di panico hanno riportato una intensificazio ne dell'ansia all'inizio del trattamento. E' stata occasionalmente oss ervata esacerbazione di stati psicotici in pazienti affetti da schizof renia che assumono antidepressivi triciclici. In pazienti con disturbi affettivi bipolari, in trattamento con antidepressivi triciclici, e' stata segnalata l'insorgenza di episodi di mania o ipomania durante la fase depressiva. In questi casi e' necessario ridurre il dosaggio o s ospendere il medicinale e somministrare farmaci antipsicotici. Dopo av er tenuto sotto controllo questi episodi, se necessario, si puo' ripre ndere un trattamento a basso dosaggio con il farmaco. In pazienti pred isposti ed in pazienti anziani, gli antidepressivi triciclici possono provocare psicosi farmaco-indotte, che scompaiono in pochi giorni non appena si sospende il farmaco. Disturbi cardiaci e vascolari: somminis trare con cautela nei pazienti con patologie cardiovascolari. In quest i pazienti, cosi' come nei pazienti anziani, si raccomanda il monitora ggio della funzione cardiaca e del quadro elettrocardiografico. A dosi sovra-terapeutiche, si sono verificati casi isolati di prolungamento dell'intervallo QTc e casi molto rari di tachicardia ventricolare e mo rte improvvisa, principalmente in correlazione al sovradosaggio, ma an che in alcuni casi di terapie concomitanti che di per se' possono cond urre ad un intervallo QTc prolungato. Prima di iniziare il trattamento si raccomanda di controllare la pressione arteriosa, in quanto, nei p azienti con ipotensione posturale o con disfunzioni a livello circolat orio, si puo' verificare una caduta della pressione arteriosa. Convuls ioni: gli antidepressivi triciclici possono abbassare la soglia convul siva. Il loro impiego, quindi, negli epilettici e nei pazienti con alt ri fattori predisponesti e' consentito solo sotto stretta sorveglianza . L'insorgenza di convulsioni sembra essere dose-dipendente, non super are le dosi giornaliere raccomandate. La contemporanea terapia elettro convulsiva deve essere condotta solo da personale esperto. Effetti ant icolinergici: utilizzare con cautela in pazienti con una storia di aum entata pressione intraoculare, glaucoma ad angolo chiuso o ritenzione urinaria. La diminuzione della lacrimazione e l'accumulo di secrezioni mucoidi, dovute alle proprieta' anticolinergiche degli antidepressivi triciclici, possono danneggiare l'epitelio corneale in pazienti porta tori di lenti a contatto. Si raccomanda particolare cautela quando si somministrano antidepressivi triciclici a pazienti con gravi disfunzio ni epatiche o renali e tumori delle ghiandole surrenali in quanto si p ossono provocare crisi ipertensive. Cautela e' richiesta anche nei paz ienti ipertiroidei o nei pazienti che assumono preparati tiroidei, a c ausa della possibilita' di un aggravamento degli effetti indesiderati di natura cardiaca. Nel caso di pazienti con disfunzioni epatiche, e' opportuno controllare periodicamenete i livelli degli enzimi epatici. Si raccomanda cautela qualora si somministri il farmaco in pazienti co n stipsi cronica. Gli antidepressivi triciclici possono provocare ileo paralitico, particolarmente nei pazienti anziani o costretti a letto per lunghi periodi. Lunghi trattamenti con antidepressivi triciclici p ossono portare ad un aumento dell'incidenza delle carie dentali. Effet tuare controlli regolari durante trattamenti prolungati. Conta dei glo buli bianchi: effettuare controlli periodici della crasi ematica e mon itorare l'insorgenza di sintomi quali febbre e mal di gola, particolar mente durante i primi mesi di terapia e nel corso di trattamenti prolu ngati. Anestesia: prima di un'anestesia locale o generale, e' opportun o informare l'anestesista che il paziente e' in trattamento con il far maco. Interruzione del trattamento: si deve evitare l'improvvisa inter ruzione del trattamento a causa della possibile insorgenza di reazioni avverse. Se viene deciso di interrompere il trattamento, il dosaggio del farmaco deve essere ridotto il piu' rapidamente possibile, tenendo comunque in considerazione che l'interruzione brusca puo' essere asso ciata con certi sintomi. Il medicinale contiene lattosio e saccarosio. Usare cautela nella somministrazione a soggetti a pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, intolleranza a l fruttosio, insufficenza di sucrasi isomaltasi e lattasi, galattosemi a o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio. Non assumere b evande alcoliche durante la terapia.
INTERAZIONI Inibitori delle monoaminossidasi: gli antidepressivi triciclici non de bbono essere associati a farmaci IMAO per la possibilita' di gravi eff etti collaterali (ipertermia, convulsioni, crisi ipertensive, mioclono , agitazione, delirio, coma). La stessa cautela deve essere osservata quando viene somministrato un IMAO dopo un precedente trattamento con il farmaco. In entrambi i casi, il medicinale o il farmaco IMAO devono essere inizialmente somministrati a basse dosi, che possono poi esser e gradualmente aumentate monitorando gli effetti. Alcuni dati indicano che gli antidepressivi triciclici possono essere somministrati soltan to 24 ore dopo la somministrazione di un inibitore reversibile della M AO di tipo A, quale ad esempio la moclobemide; tuttavia l'intervallo d i wash-out di 2 settimane va in ogni caso osservato se l'inibitore del le MAO-A viene somministrato dopo un trattamento con un antidepressivo triciclico. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs) : la somministrazione contemporanea puo' provocare effetti additivi su l sistema serotoninergico. La fluoxetina e la fluvoxamina possono anch e causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di imipramina co n conseguente insorgenza di effetti indesiderati. Sostanze ad azione d epressiva sul SNC: gli antidepressivi triciclici possono accentuare l' azione dell'alcool e di altri farmaci ad azione depressiva sul SNC com e gli ipnotici, i sedativi, gli ansiolitici e gli anestetici. Neurolet tici: la somministrazione contemporanea di neurolettici e antidepressi vi triciclici puo' indurre un aumento della concentrazione plasmatica di questi ultimi, un abbassamento della soglia convulsiva e l'insorgen za di crisi convulsive. La somministrazione contemporanea di tioridazi na puo' indurre gravi aritmie cardiache. Bloccanti dei neuroni adrener gici: gli antidepressivi triciclici bloccano il recupero sinaptico del la guanetidina e di altri ipotensivi con analogo meccanismo di azione, riducendone l'attivita' terapeutica. Pertanto si consiglia di sommini strare ai pazienti che necessitano di un trattamento antipertensivo fa rmaci con differente meccanismo d'azione (es. diuretici, vasodilatator i o beta-bloccanti). Anticoagulanti: gli antidepressivi triciclici, in ibendo il metabolismo epatico dei farmaci cumarinici, possono aumentar e l'effetto anticoagulante. Si consiglia pertanto un attento monitorag gio dei livelli plasmatici di protrombina. Farmaci anticolinergici: ri chiede attenzione l'impiego di farmaci parasimpaticolitici (es. fenoti azine, farmaci utilizzati nella terapia del morbo di Parkinson, antist aminici, atropina, biperidene) in quanto gli antidepressivi triciclici possono potenziarne gli effetti a livello dell'occhio, del Sistema Ne rvoso Centrale, intestino e vescica. Farmaci simpaticomimetici: durant e il trattamento non debbono, in generale, essere somministrati farmac i simpaticomimetici (es. adrenalina, noradrenalina, isoprenalina, efed rina, fenilefrina) i cui effetti, specie quelli sul cuore e sul circol o, possono essere sensibilmente accentuati. L'associazione tra imipram ina e L-dopa facilita la comparsa di ipotensione e di aritmie cardiach e. Il malato dovra' inoltre evitare l'uso di decongestionanti nasali e prodotti usati nella cura dell'asma e delle pollinosi, contenenti sos tanze simpaticomimetiche. Chinidina: gli antidepressivi triciclici non devono essere impiegati in associazione con antiaritmici di tipo chin idinico. Induttori degli enzimi epatici: i farmaci che attivano il sis tema enzimatico epatico delle mono-ossigenasi (es. carbamazepina, barb iturici, fenitoina, nicotina, contraccettivi orali) possono accelerare il metabolismo di imipramina e quindi abbassarne le concentrazioni pl asmatiche, riducendo cosi' la sua efficacia. Inoltre, le concentrazion e seriche di fenitoina e carbamazepina possono aumentare, con consegue nte insorgenza di effetti indesiderati. Puo' essere necessario aggiust are il dosaggio di questi farmaci, mentre varie fenotiazine, l'aloperi dolo e la cimetidina ne possono ritardare l'eliminazione aumentandone la concentrazione ematica. Il legame dell'imipramina con le proteine d el plasma puo' essere ridotto per competizione da fenitoina, fenilbuta zone, acido acetilsalicilico, scopolamina e fenotiazine. Cimetidina, m etilfenidato: poiche' questi farmaci innalzano la concentrazione plasm atica degli antidepressivi triciclici, il dosaggio di questi ultimi de ve essere ridotto in caso di somministrazione contemporanea. Estrogeni : e' stato riscontrato che la somministrazione contemporanea di estrog eni puo' provocare in alcuni casi un effetto paradosso di riduzione de ll'efficacia e nello stesso tempo di aumento della tossicita' del medi cinale.
EFFETTI INDESIDERATI Gli effetti indesiderati sono in genere di natura lieve e transitoria, non sempre correlati alla dose o ai livelli plasmatici, e generalment e si attenuano proseguendo la terapia o, eventualmente, riducendo il d osaggio. Spesso e' difficile distinguere gli effetti indesiderati dai sintomi della depressione quali ad esempio astenia, disturbi del sonno , agitazione, ansia, stipsi e secchezza delle fauci. La comparsa di gr avi effetti indesiderati di natura neurologica o psichica richiede l'i nterruzione del trattamento. I pazienti anziani sono particolarmente s ensibili agli effetti anticolinergici, neurologici, psichici e cardiov ascolari. Infatti in questi pazienti la capacita' di metabolizzare ed eliminare i farmaci puo' essere ridotta, con il rischio di raggiungere concentrazioni plasmatiche elevate a dosi terapeutiche. Gli effetti i ndesiderati sono elencati secondo frequenza utilizzando la seguente co nvenzione: molto comune >= 1/10; comune >= 1/100, < 1/10; non comune > = 1/1000, < 1/100; raro >= 1/10.000, < 1/1000; molto raro < 1/10.000, comprese segnalazioni isolate. Infezioni e infestazioni. Molto raro: c arie dentali. Alterazioni del sangue e sistema linfatico. Molto raro: eosinofilia, depressione midollare con leucopenia, agranulocitosi, tro mbocitopenia e porpora. Adeniti. Alterazioni del sistema immunitario. Molto raro: reazione anafilattica. Alterazioni del sistema endocrino. Molto raro: sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiureti co (SIADH). Alterazioni del metabolismo e della nutrizione. Molto comu ne: aumento di peso, comune: anoressia; molto raro: variazioni della g licemia, diminuzione di peso. Disturbi psichiatrici. Comune: euforia, irrequietezza, confusione, delirio, allucinazioni, ansieta', agitazion e, mania, ipomania, alterazioni della libido, disturbi del sonno, diso rientamento; raro: disturbi psicotici, ideazione/comportamento suicida rio; molto raro: aggressione. Alterazioni del sistema nervoso. Molto c omune: tremori; comune: vertigini, cefalea, sedazione, sonnolenza, par estesie; raro: convulsioni; molto raro: mioclono, disturbi extrapirami dali, atassia, disturbi della parola, anormalita' nell'EEG, ictus. Dis turbi oculari. Comune: visione offuscata, alterazioni della accomodazi one visiva, diminuzione della lacrimazione; molto raro: midriasi, glau coma. Alterazioni dell'apparato uditivo e vestibolare; molto raro: tin nito. Alterazioni cardiache. Molto comune: tachicardia sinusale, anoma lie dell'ECG (es.: modifiche dell'ST e dell'onda T); comune: aritimie, palpitazioni, disturbi della conduzione (es. allargamento del comples so QRS, blocco di branca, alterazioni del tratto PQ); molto raro: insu fficienza cardiaca, prolungamento dell'intervallo QT, aritmia ventrico lare, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, "torsione di punta", infarto miocardico, insufficienza cardiaca. Alterazioni del sistema vascolare. Molto comune: vampate di calore, ipotensione ortos tatica; molto raro: porpora, petecchie, vasospasmo, aumento della pres sione sanguigna. Alterazioni dell'apparato respiratorio, del torace e del mediastino. Molto raro: alveolite allergica (con o senza eosinofil ia). Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Molto comune: secche zza delle fauci, stipsi; comune: nausea, vomito, diarrea; Molto raro: ileo paralitico, stomatite, disturbi addominali, ulcerazione della lin gua. Alterazioni del sistema epatobiliare. Comune: test di funzionalit a' epatica fuori dalla norma; molto raro: epatiti (con o senza ittero) . Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: ipe ridrosi; comune: dermatiti allergiche (rash, orticaria, eritemi); molt o raro: prurito, reazioni di fotosensibilita', alopecia, iperpigmentaz ione cutanea. Alterazioni renali e delle vie urinarie. Comune: disturb i della minzione; molto raro: ritenzione urinaria. Disordini del siste ma riproduttivo e della mammella. Molto raro: ipertrofia mammaria, gal attorrea. Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazion e. Comune: affaticamento; molto raro: astenia, edema (localizzato o ge neralizzato), febbre, morte improvvisa. Sintomi da interruzione: i seg uenti sintomi comunemente appaiono dopo brusca interruzione o riduzion e della dose: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, insonnia, ce falea, nervosismo ed ansieta'.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO Gravidanza: da non usare in gravidanza accertata o presunta. Allattame nto: poiche' l'imipramina e il suo metabolita desmetilimipramina passa no nel latte materno, nelle donne che allattano il trattamento con il farmaco deve essere gradualmente sospeso, oppure si deve consigliare a lle pazienti di interrompere l'allattamento al seno.
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