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TOFRANIL 50CPR RIV 25MG

 Monografia di TOFRANIL 50CPR RIV 25MG
  
  DENOMINAZIONE
  TOFRANIL COMPRESSE

  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  Antidepressivi - Inibitori non selettivi della monoamino-ricaptazione.

  PRINCIPI ATTIVI
  Compresse rivestite da 10 mg: imipramina cloridrato 10 mg. Compresse r
  ivestite da 25 mg: imipramina cloridrato 25 mg.

  ECCIPIENTI
  Glicerolo, lattosio monoidrato, magnesio stearato, amido di mais, acid
  o stearico, talco, silice colloidale anidra, saccarosio, cellulosa mic
  rocristallina, titanio diossido, povidone, macrogoli, copovidone, ferr
  o ossido rosso, ipromellosa.

  INDICAZIONI
  >>Adulti. Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiva. Depression
  e reattiva. Depressione mascherata. Depressione neurotica. Depressione
  in corso di psicosi schizofreniche. Depressioni involutive. Depressio
  ni gravi in corso di malattie neurologiche o di altre affezioni organi
  che.

  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
  Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien
  ti. Ipersensibilita' crociata ad altri antidepressivi triciclici appar
  tenenti al gruppo delle dibenzazepine. Trattamento contemporaneo o nel
  le due settimane precedenti o successive con un farmaco inibitore dell
  e monoaminossidasi (IMAO). Trattamento concomitante con inibitori sele
  ttivi e reversibili delle MAO-A, quali moclobemide. Glaucoma. Ipertrof
  ia prostatica, stenosi pilorica e altre affezioni stenosanti dell'appa
  rato gastro-enterico e genito-urinario. Malattie epatiche. Insufficien
  za cardiaca. Disturbi del ritmo e della conduzione miocardica. Periodo
  di recupero post-infartuale. Gravidanza accertata o presunta. Allatta
  mento. Soggetti di eta' inferiore a 18 anni.

  POSOLOGIA
  La posologia e le modalita' di somministrazione devono essere determin
  ate individualmente dal medico curante ed adattate alle condizioni del
  paziente. Di regola si deve cercare di ottenere l'effetto ottimale co
  n le dosi minime efficaci, aumentandole poi con gradualita' e cautela,
  specialmente nei pazienti anziani, poiche' questa categoria di pazien
  ti generalmente mostra una risposta piu' marcata al farmaco rispetto a
  i pazienti di eta' intermedia. Le compresse devono essere deglutite in
  tere, senza masticarle. Adulti. Depressioni e sindromi depressive: adu
  lti ospedalizzati Iniziare con 25 mg 3 volte al giorno e aumentare pro
  gressivamente di 25 mg al giorno fino a 200 mg/die, dosaggio che deve
  essere mantenuto fino a quando non si riscontri un chiaro migliorament
  o clinico. In casi gravi si possono somministrare 300 mg/die suddivisi
  in 3 somministrazioni. La dose di mantenimento, da determinarsi di vo
  lta in volta per ogni singolo paziente, di solito e' pari a 100 mg/die
  . Adulti in trattamento ambulatoriale: iniziare con 25 mg 1-3 volte al
  giorno e aumentare gradualmente sino a 150-200 mg/die, da raggiungers
  i nell'arco di una settimana; tale dosaggio andra' mantenuto fino a ch
  e non si riscontri un chiaro miglioramento clinico. La dose di manteni
  mento, da determinarsi di caso in caso riducendo gradualmente il dosag
  gio, e' di solito 50-100 mg al giorno. Anziani: all'inizio del trattam
  ento somministrare 10 mg al giorno da aumentare gradualmente fino a ra
  ggiungere, nell'arco di 10 giorni, la dose ottimale di 30-50 mg al gio
  rno, da mantenere fino alla fine del trattamento.

  CONSERVAZIONE
  Nessuna.

  AVVERTENZE
  Uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni: non usare. Gli st
  udi condotti nella depressione in bambini di questo gruppo di eta' non
  hanno dimostrato l'efficacia per questa classe di farmaci. Studi con
  altri antidepressivi hanno messo in evidenza rischio di suicidio, auto
  lesionismo e ostilita' correlato con tali farmaci. Tale rischio puo' v
  erificarsi anche con gli antidepressivi triciclici. Inoltre, gli antid
  epressivi triciclici sono associati ad un rischio di eventi avversi ca
  rdiovascolari in tutti i gruppi di eta'. Non sono disponibili dati di
  sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti riguardanti
  la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.
  Ideazione/comportamento suicidarlo. Suicidio/Ideazione suicidaria: la
  depressione e' associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari,
  autolesionismo e suicidio. Tale rischio persiste fino a che si verific
  hi una remissione significativa. Controllare i pazienti fino ad avvenu
  to miglioramento. Il rischio di suicidio puo' aumentare nelle prime fa
  si del miglioramento. Altre patologie psichiatriche per le quali il fa
  rmaco e' prescritto possono anche essere associate ad un aumentato ris
  chio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono es
  sere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano paz
  ienti con disturbi depressivi maggiori si devono, pertanto, osservare
  le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con a
  ltre patologie psichiatriche. La terapia farmacologica con antidepress
  ivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazie
  nti. I pazienti (o chi si prende cura di loro) dovrebbero essere avver
  titi della necessita' di monitorare e di riportare immediatamente al p
  roprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l'in
  sorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti compor
  tamentali. In questi pazienti, l'eventualita' di modificare il regime
  terapeutico, inclusa l'interruzione del trattamento, dovrebbe essere c
  onsiderata, soprattutto se tali sintomi sono gravi, di insorgenza brus
  ca o non sono parte dei sintomi presentati dal paziente prima del trat
  tamento. Al fine di ridurre il rischio di sovradosaggio, le prescrizio
  ni del farmaco devono essere per i quantitativi minimi di compresse ut
  ili ad una buona gestione del paziente. Altri effetti psichiatrici: mo
  lti pazienti con attacchi di panico hanno riportato una intensificazio
  ne dell'ansia all'inizio del trattamento. E' stata occasionalmente oss
  ervata esacerbazione di stati psicotici in pazienti affetti da schizof
  renia che assumono antidepressivi triciclici. In pazienti con disturbi
  affettivi bipolari, in trattamento con antidepressivi triciclici, e'
  stata segnalata l'insorgenza di episodi di mania o ipomania durante la
  fase depressiva. In questi casi e' necessario ridurre il dosaggio o s
  ospendere il medicinale e somministrare farmaci antipsicotici. Dopo av
  er tenuto sotto controllo questi episodi, se necessario, si puo' ripre
  ndere un trattamento a basso dosaggio con il farmaco. In pazienti pred
  isposti ed in pazienti anziani, gli antidepressivi triciclici possono
  provocare psicosi farmaco-indotte, che scompaiono in pochi giorni non
  appena si sospende il farmaco. Disturbi cardiaci e vascolari: somminis
  trare con cautela nei pazienti con patologie cardiovascolari. In quest
  i pazienti, cosi' come nei pazienti anziani, si raccomanda il monitora
  ggio della funzione cardiaca e del quadro elettrocardiografico. A dosi
  sovra-terapeutiche, si sono verificati casi isolati di prolungamento
  dell'intervallo QTc e casi molto rari di tachicardia ventricolare e mo
  rte improvvisa, principalmente in correlazione al sovradosaggio, ma an
  che in alcuni casi di terapie concomitanti che di per se' possono cond
  urre ad un intervallo QTc prolungato. Prima di iniziare il trattamento
  si raccomanda di controllare la pressione arteriosa, in quanto, nei p
  azienti con ipotensione posturale o con disfunzioni a livello circolat
  orio, si puo' verificare una caduta della pressione arteriosa. Convuls
  ioni: gli antidepressivi triciclici possono abbassare la soglia convul
  siva. Il loro impiego, quindi, negli epilettici e nei pazienti con alt
  ri fattori predisponesti e' consentito solo sotto stretta sorveglianza
  . L'insorgenza di convulsioni sembra essere dose-dipendente, non super
  are le dosi giornaliere raccomandate. La contemporanea terapia elettro
  convulsiva deve essere condotta solo da personale esperto. Effetti ant
  icolinergici: utilizzare con cautela in pazienti con una storia di aum
  entata pressione intraoculare, glaucoma ad angolo chiuso o ritenzione
  urinaria. La diminuzione della lacrimazione e l'accumulo di secrezioni
  mucoidi, dovute alle proprieta' anticolinergiche degli antidepressivi
  triciclici, possono danneggiare l'epitelio corneale in pazienti porta
  tori di lenti a contatto. Si raccomanda particolare cautela quando si
  somministrano antidepressivi triciclici a pazienti con gravi disfunzio
  ni epatiche o renali e tumori delle ghiandole surrenali in quanto si p
  ossono provocare crisi ipertensive. Cautela e' richiesta anche nei paz
  ienti ipertiroidei o nei pazienti che assumono preparati tiroidei, a c
  ausa della possibilita' di un aggravamento degli effetti indesiderati
  di natura cardiaca. Nel caso di pazienti con disfunzioni epatiche, e'
  opportuno controllare periodicamenete i livelli degli enzimi epatici.
  Si raccomanda cautela qualora si somministri il farmaco in pazienti co
  n stipsi cronica. Gli antidepressivi triciclici possono provocare ileo
  paralitico, particolarmente nei pazienti anziani o costretti a letto
  per lunghi periodi. Lunghi trattamenti con antidepressivi triciclici p
  ossono portare ad un aumento dell'incidenza delle carie dentali. Effet
  tuare controlli regolari durante trattamenti prolungati. Conta dei glo
  buli bianchi: effettuare controlli periodici della crasi ematica e mon
  itorare l'insorgenza di sintomi quali febbre e mal di gola, particolar
  mente durante i primi mesi di terapia e nel corso di trattamenti prolu
  ngati. Anestesia: prima di un'anestesia locale o generale, e' opportun
  o informare l'anestesista che il paziente e' in trattamento con il far
  maco. Interruzione del trattamento: si deve evitare l'improvvisa inter
  ruzione del trattamento a causa della possibile insorgenza di reazioni
  avverse. Se viene deciso di interrompere il trattamento, il dosaggio
  del farmaco deve essere ridotto il piu' rapidamente possibile, tenendo
  comunque in considerazione che l'interruzione brusca puo' essere asso
  ciata con certi sintomi. Il medicinale contiene lattosio e saccarosio.
  Usare cautela nella somministrazione a soggetti a pazienti affetti da
  rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, intolleranza a
  l fruttosio, insufficenza di sucrasi isomaltasi e lattasi, galattosemi
  a o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio. Non assumere b
  evande alcoliche durante la terapia.

  INTERAZIONI
  Inibitori delle monoaminossidasi: gli antidepressivi triciclici non de
  bbono essere associati a farmaci IMAO per la possibilita' di gravi eff
  etti collaterali (ipertermia, convulsioni, crisi ipertensive, mioclono
  , agitazione, delirio, coma). La stessa cautela deve essere osservata
  quando viene somministrato un IMAO dopo un precedente trattamento con
  il farmaco. In entrambi i casi, il medicinale o il farmaco IMAO devono
  essere inizialmente somministrati a basse dosi, che possono poi esser
  e gradualmente aumentate monitorando gli effetti. Alcuni dati indicano
  che gli antidepressivi triciclici possono essere somministrati soltan
  to 24 ore dopo la somministrazione di un inibitore reversibile della M
  AO di tipo A, quale ad esempio la moclobemide; tuttavia l'intervallo d
  i wash-out di 2 settimane va in ogni caso osservato se l'inibitore del
  le MAO-A viene somministrato dopo un trattamento con un antidepressivo
  triciclico. Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs)
  : la somministrazione contemporanea puo' provocare effetti additivi su
  l sistema serotoninergico. La fluoxetina e la fluvoxamina possono anch
  e causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di imipramina co
  n conseguente insorgenza di effetti indesiderati. Sostanze ad azione d
  epressiva sul SNC: gli antidepressivi triciclici possono accentuare l'
  azione dell'alcool e di altri farmaci ad azione depressiva sul SNC com
  e gli ipnotici, i sedativi, gli ansiolitici e gli anestetici. Neurolet
  tici: la somministrazione contemporanea di neurolettici e antidepressi
  vi triciclici puo' indurre un aumento della concentrazione plasmatica
  di questi ultimi, un abbassamento della soglia convulsiva e l'insorgen
  za di crisi convulsive. La somministrazione contemporanea di tioridazi
  na puo' indurre gravi aritmie cardiache. Bloccanti dei neuroni adrener
  gici: gli antidepressivi triciclici bloccano il recupero sinaptico del
  la guanetidina e di altri ipotensivi con analogo meccanismo di azione,
  riducendone l'attivita' terapeutica. Pertanto si consiglia di sommini
  strare ai pazienti che necessitano di un trattamento antipertensivo fa
  rmaci con differente meccanismo d'azione (es. diuretici, vasodilatator
  i o beta-bloccanti). Anticoagulanti: gli antidepressivi triciclici, in
  ibendo il metabolismo epatico dei farmaci cumarinici, possono aumentar
  e l'effetto anticoagulante. Si consiglia pertanto un attento monitorag
  gio dei livelli plasmatici di protrombina. Farmaci anticolinergici: ri
  chiede attenzione l'impiego di farmaci parasimpaticolitici (es. fenoti
  azine, farmaci utilizzati nella terapia del morbo di Parkinson, antist
  aminici, atropina, biperidene) in quanto gli antidepressivi triciclici
  possono potenziarne gli effetti a livello dell'occhio, del Sistema Ne
  rvoso Centrale, intestino e vescica. Farmaci simpaticomimetici: durant
  e il trattamento non debbono, in generale, essere somministrati farmac
  i simpaticomimetici (es. adrenalina, noradrenalina, isoprenalina, efed
  rina, fenilefrina) i cui effetti, specie quelli sul cuore e sul circol
  o, possono essere sensibilmente accentuati. L'associazione tra imipram
  ina e L-dopa facilita la comparsa di ipotensione e di aritmie cardiach
  e. Il malato dovra' inoltre evitare l'uso di decongestionanti nasali e
  prodotti usati nella cura dell'asma e delle pollinosi, contenenti sos
  tanze simpaticomimetiche. Chinidina: gli antidepressivi triciclici non
  devono essere impiegati in associazione con antiaritmici di tipo chin
  idinico. Induttori degli enzimi epatici: i farmaci che attivano il sis
  tema enzimatico epatico delle mono-ossigenasi (es. carbamazepina, barb
  iturici, fenitoina, nicotina, contraccettivi orali) possono accelerare
  il metabolismo di imipramina e quindi abbassarne le concentrazioni pl
  asmatiche, riducendo cosi' la sua efficacia. Inoltre, le concentrazion
  e seriche di fenitoina e carbamazepina possono aumentare, con consegue
  nte insorgenza di effetti indesiderati. Puo' essere necessario aggiust
  are il dosaggio di questi farmaci, mentre varie fenotiazine, l'aloperi
  dolo e la cimetidina ne possono ritardare l'eliminazione aumentandone
  la concentrazione ematica. Il legame dell'imipramina con le proteine d
  el plasma puo' essere ridotto per competizione da fenitoina, fenilbuta
  zone, acido acetilsalicilico, scopolamina e fenotiazine. Cimetidina, m
  etilfenidato: poiche' questi farmaci innalzano la concentrazione plasm
  atica degli antidepressivi triciclici, il dosaggio di questi ultimi de
  ve essere ridotto in caso di somministrazione contemporanea. Estrogeni
  : e' stato riscontrato che la somministrazione contemporanea di estrog
  eni puo' provocare in alcuni casi un effetto paradosso di riduzione de
  ll'efficacia e nello stesso tempo di aumento della tossicita' del medi
  cinale.

  EFFETTI INDESIDERATI
  Gli effetti indesiderati sono in genere di natura lieve e transitoria,
  non sempre correlati alla dose o ai livelli plasmatici, e generalment
  e si attenuano proseguendo la terapia o, eventualmente, riducendo il d
  osaggio. Spesso e' difficile distinguere gli effetti indesiderati dai
  sintomi della depressione quali ad esempio astenia, disturbi del sonno
  , agitazione, ansia, stipsi e secchezza delle fauci. La comparsa di gr
  avi effetti indesiderati di natura neurologica o psichica richiede l'i
  nterruzione del trattamento. I pazienti anziani sono particolarmente s
  ensibili agli effetti anticolinergici, neurologici, psichici e cardiov
  ascolari. Infatti in questi pazienti la capacita' di metabolizzare ed
  eliminare i farmaci puo' essere ridotta, con il rischio di raggiungere
  concentrazioni plasmatiche elevate a dosi terapeutiche. Gli effetti i
  ndesiderati sono elencati secondo frequenza utilizzando la seguente co
  nvenzione: molto comune >= 1/10; comune >= 1/100, < 1/10; non comune >
  = 1/1000, < 1/100; raro >= 1/10.000, < 1/1000; molto raro < 1/10.000,
  comprese segnalazioni isolate. Infezioni e infestazioni. Molto raro: c
  arie dentali. Alterazioni del sangue e sistema linfatico. Molto raro:
  eosinofilia, depressione midollare con leucopenia, agranulocitosi, tro
  mbocitopenia e porpora. Adeniti. Alterazioni del sistema immunitario.
  Molto raro: reazione anafilattica. Alterazioni del sistema endocrino.
  Molto raro: sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiureti
  co (SIADH). Alterazioni del metabolismo e della nutrizione. Molto comu
  ne: aumento di peso, comune: anoressia; molto raro: variazioni della g
  licemia, diminuzione di peso. Disturbi psichiatrici. Comune: euforia,
  irrequietezza, confusione, delirio, allucinazioni, ansieta', agitazion
  e, mania, ipomania, alterazioni della libido, disturbi del sonno, diso
  rientamento; raro: disturbi psicotici, ideazione/comportamento suicida
  rio; molto raro: aggressione. Alterazioni del sistema nervoso. Molto c
  omune: tremori; comune: vertigini, cefalea, sedazione, sonnolenza, par
  estesie; raro: convulsioni; molto raro: mioclono, disturbi extrapirami
  dali, atassia, disturbi della parola, anormalita' nell'EEG, ictus. Dis
  turbi oculari. Comune: visione offuscata, alterazioni della accomodazi
  one visiva, diminuzione della lacrimazione; molto raro: midriasi, glau
  coma. Alterazioni dell'apparato uditivo e vestibolare; molto raro: tin
  nito. Alterazioni cardiache. Molto comune: tachicardia sinusale, anoma
  lie dell'ECG (es.: modifiche dell'ST e dell'onda T); comune: aritimie,
  palpitazioni, disturbi della conduzione (es. allargamento del comples
  so QRS, blocco di branca, alterazioni del tratto PQ); molto raro: insu
  fficienza cardiaca, prolungamento dell'intervallo QT, aritmia ventrico
  lare, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare, "torsione
  di punta", infarto miocardico, insufficienza cardiaca. Alterazioni del
  sistema vascolare. Molto comune: vampate di calore, ipotensione ortos
  tatica; molto raro: porpora, petecchie, vasospasmo, aumento della pres
  sione sanguigna. Alterazioni dell'apparato respiratorio, del torace e
  del mediastino. Molto raro: alveolite allergica (con o senza eosinofil
  ia). Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Molto comune: secche
  zza delle fauci, stipsi; comune: nausea, vomito, diarrea; Molto raro:
  ileo paralitico, stomatite, disturbi addominali, ulcerazione della lin
  gua. Alterazioni del sistema epatobiliare. Comune: test di funzionalit
  a' epatica fuori dalla norma; molto raro: epatiti (con o senza ittero)
  . Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: ipe
  ridrosi; comune: dermatiti allergiche (rash, orticaria, eritemi); molt
  o raro: prurito, reazioni di fotosensibilita', alopecia, iperpigmentaz
  ione cutanea. Alterazioni renali e delle vie urinarie. Comune: disturb
  i della minzione; molto raro: ritenzione urinaria. Disordini del siste
  ma riproduttivo e della mammella. Molto raro: ipertrofia mammaria, gal
  attorrea. Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazion
  e. Comune: affaticamento; molto raro: astenia, edema (localizzato o ge
  neralizzato), febbre, morte improvvisa. Sintomi da interruzione: i seg
  uenti sintomi comunemente appaiono dopo brusca interruzione o riduzion
  e della dose: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, insonnia, ce
  falea, nervosismo ed ansieta'.

  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
  Gravidanza: da non usare in gravidanza accertata o presunta. Allattame
  nto: poiche' l'imipramina e il suo metabolita desmetilimipramina passa
  no nel latte materno, nelle donne che allattano il trattamento con il
  farmaco deve essere gradualmente sospeso, oppure si deve consigliare a
  lle pazienti di interrompere l'allattamento al seno.

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