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TRIPTIZOL 30CPR RIV 10MG

 Monografia di TRIPTIZOL 30CPR RIV 10MG
  
  CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
  Antidepressivo.

  INDICAZIONI
  Depressione endogena. Fase depressiva della psicosi maniaco-depressiva
  . Depressione reattiva. Depressione mascherata. Depressione neurotica.
  Depressione in corso di psicosi schizofreniche. Depressioni involutiv
  e. Depressioni gravi in corso di malattie neurologiche o di altre affe
  zioni organiche.

  CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
  Ipersensibilita' nota verso qualsiasi componente del prodotto. Glaucom
  a. Ipertrofia prostatica, stenosi pilorica e altre affezioni stenosant
  i dell'apparato gastro-enterico e genito-urinario. Malattie epatiche.
  Insufficienza cardiaca. Disturbi del ritmo e della conduzione miocardi
  ca. Periodo di recupero post-infartuale. Gravidanza accertata o presun
  ta. Allattamento. Soggetti di eta' inferiore a 18 anni. Nel trattament
  o di pazienti anziani la posologia dovra' essere attentamente stabilit
  a dal medico che dovra' valutare un'eventuale riduzione del dosaggio.

  POSOLOGIA
  La dose quotidiana e' strettamente individuale; essa sara' stabilita d
  i volta in volta dal curante partendo da quantita' piu' basse che poss
  ono essere aumentate progressivamente sulla base della risposta clinic
  a e della tollerabilita'. Di norma sono raccomandabili dosi minori neg
  li anziani e nei pazienti ambulatoriali. Le compresse debbono essere d
  eglutite intere senza masticarle. A titolo di esempio si fornisce il s
  eguente schema: Trattamento ospedaliero. Iniziare con 100 mg al di' in
  dosi refratte e aumentare progressivamente fino a 200-300 mg al giorn
  o in un periodo di circa 15 giorni. Trattamento ambulatoriale. Adulti:
  iniziare con 75 mg/die in dosi refratte ed aumentare fino a 150 mg/di
  e. Non e' raccomandabile superare i 200 mg/die. Soggetti anziani: 30-4
  0 mg/die. In genere non e' necessario superare i 100 mg/die. Raggiunto
  l'effetto clinico il dosaggio giornaliero deve essere gradualmente ri
  dotto fino a stabilire la dose individuale di mantenimento che per lo
  piu' e' compresa tra 50 e 150 mg al giorno.

  AVVERTENZE
  Tenuto conto delle proprieta' farmacologiche del preparato, estrema ca
  utela richiede l'impiego nei pazienti con affezioni cardiovascolari ne
  i quali possono verificarsi tachicardia, turbe del ritmo e della condu
  zione, insufficienza miocardica. In tali soggetti e' pertanto necessar
  io eseguire periodici controlli elettrocardiografici. Una stretta sorv
  eglianza clinica e strumentale e' inoltre richiesta negli anziani, nei
  pazienti ipertiroidei o in trattamento con ormoni tiroidei ovvero in
  quelli che assumono il medicamento antidepressivo ad alte dosi. Gli an
  tidepressivi triciclici possono abbassare la soglia convulsiva. Il lor
  o impiego, quindi, negli epilettici e nei pazienti con affezioni cereb
  rali organiche o con predisposizione alle convulsioni e' consentito so
  lo sotto stretta sorveglianza del medico. Quando l'amitriptilina viene
  utilizzata per migliorare lo stato depressivo in corso di morbo di Pa
  rkinson, particolare attenzione richiede l'associazione con farmaci sp
  ecifici (L-dopa e altri). Per i suoi evidenti effetti anticolinergici
  il preparato deve essere somministrato con attenzione negli anziani, e
  in tutti quei pazienti (come quelli con affezioni oculari, gastro-ent
  eriche etc.), nei quali puo' risultare dannosa un'eccessiva attivita'
  parasimpaticolitica. Poiche' il farmaco puo' causare ipotensione ortos
  tatica, variazioni della glicemia, turbe dell'emopoiesi, del fegato e
  del rene, e' raccomandabile eseguire periodici controlli della pressio
  ne arteriosa, della glicemia, della crasi ematica e della funzionalita
  ' epatica e renale con speciale riguardo agli ipertesi, ai diabetici,
  ai nefropatici e nei soggetti con affezioni, in atto o pregresse, dell
  'apparato emopoietico. In caso di comparsa di febbre, angina ed altri
  sintomi influenzali e' indispensabile un controllo della crasi ematica
  onde svelare precocemente la presenza di agranulocitosi che occasiona
  lmente e' stata segnalata durante la terapia con antidepressivi tricic
  lici. Con l'uso di amitriptilina possono verificarsi reazioni allergic
  he o da foto-sensibilizzazione; e' possibile l'ipersensibilita' crocia
  ta tra i vari composti triciclici ad azione antidepressiva. Si tenga p
  resente inoltre che il preparato puo' causare indesiderati effetti neu
  ro-psichici come la comparsa di reazioni ipomaniacali e l'attivazione
  di quadri schizofrenici latenti; cio' deve essere tenuto presente, tra
  l'altro, nella definizione dello schema posologico, che sebbene stret
  tamente individuale, dovra' essere in generale quello che consente l'a
  ssunzione della dose minima efficace. Estrema cautela richiede l'impie
  go di antidepressivi nei soggetti in trattamento ambulatoriale dal mom
  ento che questi farmaci possono eliminare l'inibizione psico-motoria p
  rima di aver esercitato un effetto sugli altri sintomi. L'associazione
  con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da pa
  rte del medico ad evitare inattesi effetti indesiderabili da interazio
  ne. Uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni. Gli antidepre
  ssivi triciclici non devono essere utilizzati per il trattamento di ba
  mbini e adolescenti sotto i 18 anni. Gli studi condotti nella depressi
  one in bambini di questo gruppo di eta' non hanno dimostrato l'efficac
  ia di questa classe di farmaci. Studi con altri antidepressivi hanno m
  esso in evidenza il rischio di suicidio, autolesionismo e ostilita' co
  rrelato con tali farmaci. Tale rischio puo' verificarsi anche con gli
  altri antidepressivi triciclici. Inoltre, gli antidepressivi triciclic
  i sono associati ad un rischio di eventi avversi cardiovascolari in tu
  tti i gruppi di eta'. Deve essere tenuto presente che non sono disponi
  bili dati di sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti
  riguardanti la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e com
  portamentale. La depressione e' associata ad aumentato rischio di pens
  ieri suicidari, autolesionismo e suicidio (suicidio/eventi correlati).
  Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione signific
  ativa. Poiche' possono non verificarsi miglioramenti durante le prime
  settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazi
  enti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioram
  ento. E' esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio puo
  ' aumentare nelle prime fasi del miglioramento. Altre patologie psichi
  atriche per le quali TRIPTIZOL e' prescritto possono anche essere asso
  ciate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, qu
  este patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggior
  e. Quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori si dev
  ono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trat
  tamento di pazienti con altre patologie psichiatriche. Pazienti con an
  amnesi positiva per comportamento o pensieri suicidari, o che manifest
  ano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell'inizio d
  el trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di t
  entativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante
  il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farma
  ci antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi p
  sichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suici
  dario nella fascia di eta' inferiore a 25 anni dei pazienti trattati c
  on antidepressivi rispetto al placebo. La terapia farmacologia con ant
  idepressivi deve essere associata ad una stretta sorveglianza dei pazi
  enti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fas
  i iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (o c
  hi si prende cura di loro) dovrebbero essere avvertiti della necessita
  ' di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curant
  e qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l'insorgenza di comporta
  mento o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

  INTERAZIONI
  Inibitori delle monoamminoossidasi. Gli antidepressivi triciclici non
  debbono essere associati a farmaci IMAO per la possibilita' di gravi e
  ffetti collaterali (ipertermia, convulsioni, coma, exitus); qualora si
  renda indispensabile sostituire un IMAO con un triciclico e' necessar
  io lasciar trascorrere un intervallo di almeno due settimane. Farmaci
  ipotensivi. Gli antidepressivi triciclici bloccano il recupero sinapti
  co della guanetidina e di altri ipotensivi con analogo meccanismo di a
  zione, riducendone l'attivita' terapeutica. Farmaci simpaticomimetici.
  Durante il trattamento non debbono, in generale, essere somministrati
  farmaci simpaticomimetici i cui effetti, specie quelli sul cuore e su
  l circolo, possono essere sensibilmente accentuati. L'associazione tra
  amitriptilina e L-dopa facilita la comparsa di ipotensione e di aritm
  ie cardiache. Il malato dovra' inoltre evitare l'uso di decongestionan
  ti nasali e i prodotti usati nella cura dell'asma e delle pollinosi co
  ntenenti sostanze simpaticomimetiche. Farmaci anticolinergici. Attenzi
  one richiede l'impiego di farmaci parasimpaticolitici; specie quelli u
  tilizzati nella terapia del morbo di Parkinson. Sostanze ad azione dep
  ressiva sul S.N.C. Gli antidepressivi triciclici possono accentuare l'
  azione di tali farmaci come gli ipnotici, sedativi, ansiolitici e anes
  tetici. Il trattamento antidepressivo dovrebbe essere sospeso quanto p
  iu' precocemente consentito dalla situazione clinica prima di un inter
  vento chirurgico di elezione. Si raccomanda di non assumere bevande al
  cooliche durante la cura. Altri farmaci. I farmaci triciclici, per la
  loro azione anticolinergica, possono prolungare il tempo di svuotament
  o gastrico: alcune sostanze, come la L-dopa e il fenilbutazone, posson
  o essere trattenuti per un periodo sufficiente alla loro inattivazione
  nello stomaco. I barbiturici, per il loro effetto induttivo sui siste
  mi microsomiali del fegato, possono stimolare il metabolismo del farma
  co mentre varie fenotiazine, l'aloperidolo e la cimetidina ne possono
  ritardare l'eliminazione aumentandone la concentrazione ematica. Il le
  game dell'amitriptilina con le proteine del plasma puo' essere ridotto
  per competizione dalla fenitoina, il fenilbutazone, l'aspirina, la sc
  opolamina e le fenotiazine.

  EFFETTI INDESIDERATI
  Durante la terapia con amitriptilina sono stati segnalati con varia in
  tensita' e frequenza i seguenti effetti collaterali: Effetti anticolin
  ergici: cefalea, secchezza delle fauci, iperpiressia, visione indistin
  ta, disturbi dell'accomodazione, midriasi, ipertono oculare, ciclopleg
  ia, tachicardia, stipsi, disuria, ritenzione urinaria, ileo paralitico
  , dilatazione del tratto urinario. Effetti cardio-vascolari: ipotensio
  ne, sincope, ipertensione, turbe del ritmo, variazioni della conduzion
  e AV, palpitazioni, arresto cardiaco, appiattimento dell'onda T ed alt
  re modificazioni del tracciato ECG; insufficienza cardiaca; infarto mi
  ocardico, ictus. Effetti neurologici: modificazioni dell'EEG, vertigin
  i, tremori, incoordinazione, atassia, segni extrapiramidali tra cui di
  sartria, movimenti involontari abnormi e discinesia tardiva, convulsio
  ni, parestesie alle estremita', neuropatie periferiche, formicolii, ti
  nnito, disorientamento, torpore, coma. Effetti psicologici: sedazione,
  sonnolenza, disturbi della concentrazione, affaticamento, astenia ovv
  ero ansieta', agitazione, insonnia, incubi, stati confusionali con ill
  usioni e allucinazioni specie nei soggetti anziani, delirio, euforia,
  eccitazione, reazioni ipomaniacali, viraggio verso la fase maniacale i
  n soggetti con psicosi bipolari, esacerbazione di stati psicotici. Le
  manifestazioni psicotiche possono essere trattate riducendo il dosaggi
  o o associando un fenotiazinico alla terapia antidepressiva. Reazioni
  gastro-intestinali: anoressia, nausea, vomito, epigastralgia, diarrea,
  stomatiti, adeniti sublinguali e parotidee, sapore peculiare, lingua
  scura, ittero e modificazione degli indici di funzionalita' epatica (a
  umento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina etc.), raramente e
  patite. Effetti endocrini: ginecomastia, nella donna aumento del volum
  e mammario e galattorrea, alterazioni della libido, tumefazione dei te
  sticoli, impotenza, variazioni del tasso glicemico, aumento o diminuzi
  one del peso corporeo, sindrome da inappropriata secrezione di ADH (or
  mone antidiuretico). Reazioni ematologiche: eosinofilia, depressione m
  idollare con agranulocitosi, trombocitopenia e porpora, leucopenia. Re
  azioni allergiche: prurito, orticaria, eritemi, fotosensibilizzazione,
  petecchie, edema generalizzato o localizzato alla faccia e alla lingu
  a. Altri: alopecia, traspirazione aumentata, minzione frequente. Raram
  ente e' stata riportata una sindrome lupus-simile (artrite migrante, p
  ositivita' per gli anticorpi anti-nucleo e fattore reumatoide): tuttav
  ia non si e' potuta evidenziare una correlazione causale con l'assunzi
  one di amitriptilina. La comparsa di importanti effetti collaterali ri
  chiede sempre l'interruzione del trattamento; gli effetti collaterali
  di minore importanza, come quelli anticolinergici, possono attenuarsi
  durante la terapia o essere controllati con opportuni aggiustamenti de
  l dosaggio. Sintomi da sospensione del farmaco. L'improvvisa sospensio
  ne del trattamento dopo somministrazione prolungata puo' produrre naus
  ea, cefalea e malessere. Si e' rilevato che la riduzione graduale dell
  a dose produce, entro due settimane, sintomi transitori quali irritabi
  lita', agitazione, disturbi del sonno e dell'attivita' onirica. Questi
  sintomi non sono indicativi di uno stato di assuefazione al farmaco.
  Sono stati riportati rari casi di stati maniacali o ipomaniacali avven
  uti 2-7 giorni dopo la sospensione della terapia cronica con farmaci a
  ntidepressivi triciclici.

  GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
  Non sono stati condotti studi controllati in gravidanza; l'uso del far
  maco in tale condizione e', di conseguenza, controindicato. L'amitript
  ilina e' escreta nel latte umano. In considerazione delle potenziali r
  eazioni indesiderate serie causate dal farmaco negli infanti, si deve
  decidere se interrompere l'allattamento o l'uso del farmaco.

SCHEDA TECNICA di TRIPTIZOL 30CPR RIV 10MG
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