Ricordarsi che la consultazione del Medico è doverosa
RAFFREDDORE:
Definizioni, cause ed epidemiologia "Raffreddore" è una parola spesso abusata o utilizzata in modo improprio e superficiale. Basta infatti che la gola sia arrossata o che sia necessario soffiare più volte il naso per definire subito con questo termine un'ampia varietà di situazioni che non necessariamente rispecchiano la corretta definizione, che è pertanto utile puntualizzare.
Per raffreddore si intende un'infezione virale acuta e contagiosa delle vie respiratorie superiori caratterizzata da infiammazione della mucosa di naso (rinite) e gola (faringite), malessere ed eventualmente leggero aumento della temperatura corporea.
I virus del raffreddore sono molto diffusi e tendono a trasmettersi con estrema facilità negli ambienti affollati (asili nido, scuole, uffici) attraverso le secrezioni respiratorie o le goccioline di saliva o anche mediante il contatto diretto con oggetti “contaminati”. Il freddo e le correnti d'aria, contrariamente alle comuni opinioni, hanno una scarsa importanza quali cause di raffreddore, mentre favoriscono il sovraffollamento e la scarsa ventilazione dei locali, aspetti che favoriscono la proliferazione dei virus.
Manifestazioni I sintomi più caratteristici del raffreddore sono gli starnuti, soprattutto nella sua fase iniziale e la maggior produzione di muco nel naso, che quindi "cola" o è "tappato", rendendo più difficoltosa la respirazione.
A questo riguardo è bene ricordare che i neonati e i lattanti, hanno un respiro classicamente rumoroso e spesso starnutiscono al minimo stimolo che irrita le loro mucose, senza per questo esser raffreddati. Nel bambino più grandicello un respiro rumoroso in concomitanza di un episodio di raffreddore e soprattutto la respirazione attraverso la bocca, più frequente durante il sonno, possono indicare un aumento di volume delle adenoidi, che finiscono per ostacolare il transito dell'aria dal naso alla gola.
Un'altra conseguenza del raffreddore è l'attenuazione dell'olfatto e del gusto: benchè questo sintomo sia spesso tenuto in scarsa considerazione, è bene precisare che esso può concorrere, insieme al disagio fisico, ad una riduzione dell'appetito.
La febbre è più frequente nei bambini piccoli, ma talvolta può comparire anche negli adulti. Nella maggior parte dei casi non raggiunge comunque valori elevati cosicchè non si rende necessaria la somministrazione di antipiretici.
Provvedimenti e possibilità di prevenzione Per quanto riguarda la cura del raffreddore, essendo una malattia virale che tende solitamente a guarire da sola nell'arco di pochi giorni, quello che si può fare è cercare di attenuare i sintomi più acuti e fastidiosi mediante farmaci antinfiammatori.
Nei lattanti è consigliabile praticare una costante rimozione del muco dalle fosse nasali mediante l'instillazione nelle narici di semplice soluzione fisiologica. Quest'ultima può anche essere utilizzata per qualche aerosol (la mascherina non dev'essere necessariamente premuta sul viso: basta che sia tenuta entro 10 centimetri dal naso), che svolge di per sé un efficace effetto meccanico di pulizia delle vie respiratorie.
Analoga è l’utilità dell'umidificatore, utile soprattutto d'inverno negli ambienti domestici, riscaldati da termosifoni. L'impiego di decongestionanti nasali, benchè acquistabili senza ricetta, dovrebbe essere invece più cauto: si tratta infatti di prodotti che devono essere somministrati solo in caso di reale necessità e nei limiti delle dosi consigliate, per evitare effetti indesiderati e assuefazione.
Non esiste la possibilità di vaccinazione contro il raffreddore, essendo causato da una molteplicità di virus che cambiano spesso i propri connotati, rendendo difficile la messa a punto di una profilassi efficace.
Possibili complicanze Il raffreddore non è pericoloso, ma richiede (anche nell'adulto) una giusta dose di attenzione. Un raffreddore per così dire trascurato o la presenza di altre condizioni che riducono le normali difese dell'organismo possono far sì che l'infezioni iniziale si "complichi" con la sovrapposizione di batteri. Ciò significa non solo un peggioramento dei sintomi ma anche la possibilità di un'estensione del processo infiammatorio:
1. all'interno del naso stesso e delle cavità paranasali, con lo sviluppo di una sinusite, ad esempio mascellare o frontale;
2. alla gola, e in questo caso si instaurerà una faringite del tutto indistinguibile dalla classica forma batterica;
3. all'orecchio, dove si potrà manifestare un'otite;
4. lungo le vie respiratorie, con l'eventuale interessamento della laringe (laringite) e/o della trachea (tracheite) e dei bronchi (bronchite).
Nota:
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