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INFORMAZIONI ORIENTATIVE E CONSIGLI UTILI DI PRONTO SOCCORSO
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Nei casi più gravi è necessario ricorrere al Pronto Soccorso Ospedaliero
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ANAFILASSI:
Definizione
Manifestazione violenta, talvolta fatale, dell’organismo allergico alle sostanze cui è sensibilizzato, cioè verso le quali ha già prodotto anticorpi durante una precedente esposizione. Le sostanze che possono scatenare una crisi anafilattica sono di diversa natura: farmaci, vaccini, lattice, alimenti, veleni di insetti, sieri eterologhi ecc.
Sintomi
Le manifestazioni principali compaiono generalmente entro due-tre ore dal contatto con la sostanza. Si possono riscontrare:
Tachicardia
Polso piccolo e frequente
Difficoltà a respirare
Vomito
Diarrea
Dolori addominali
Orticaria
Perdita di conoscienza
Cefalea
Vertigini
Convulsioni
Una prima diagnosi può basarsi su un rapporto causa effetto quasi immediato tra esposizione alla sostanza e comparsa dei sintomi.
Cosa fare
Facilitare la respirazione allentando abiti, cinture, cravatte, ecc ed evitando assembramento di persone intorno all'infortunato.
Sdraiare la vittima con le gambe alzate.
Praticare, se necessario, la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi.
A volte il soggetto allergico porta con sé una dose di adrenalina pronta all'uso: se disponibile, somministrarla tempestivamente.
In caso di puntura d'insetto:
in un arto, può essere utile applicare un laccio, per ritardare l'assorbimento sistemico del veleno, e inoculare l'adrenalina nella stessa sede.
Cosa non fare
Non tenere il soggetto in posizione eretta.
Evitare di somministrare cibi e bevande, specialmente alcoliche.
E’ un errore considerare risolto il problema quando si ottiene un miglioramento della situazione: è necessaria l’osservazione ospedaliera per 24 ore, dato che possono verificarsi recrudescenze tardive dello shock.
Nota:
La redazione di Pagine sanitarie rammenta che le informazioni proposte hanno carattere nettamente divultativo ed orientativo e non possono, in alcun modo, sostituire la consulenza medica.
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